L’ex M5s senza padrini Fabbri: la sfida è il Delta
di Davide Bonesi
«Vittoria di questi ragazzi: il segreto è il contatto diretto con la gente»
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COMACCHIO. Una volta c’era Beppe Grillo che arrivava a Comacchio per lanciare uno sconosciuto e giovanissimo candidato sindaco, il quale nella sorpresa generale vinceva le elezioni diventando sindaco. Da allora ad oggi sono passati cinque anni, quel giovane è ancora giovane ma senza più padrini ha sbaragliato la concorrenza delle più organizzate liste di centrodestra e centrosinistra, vincendo (ancora a sorpresa) nuovamente le elezioni e addirittura al primo turno. Marco Fabbri è stato scelto dalla maggioranza dei comacchiesi per governare ancora il Comune e, in fondo, questo risultato è quello che soddisfa un po’ tutti e l’elezione senza ballottaggio alla fine è anche meglio, chissà che distacchi avrebbe dato il 25...
La notte lunga di Fabbri e la sua squadra è iniziata all’alba quando - troppo in ritardo - è arrivata la certezza della maggioranza assoluta, ovvero vittoria al primo turno. Colazione e foto di gruppo, poi tutti a letto. Ma l’indomani è chiaramente il giorno della festa e delle interviste, impegni a cui Fabbri ha partecipato solo parzialmente, concedendosi a qualche telecamera ed a metà pomeriggio, durante una pausa dalla spiaggia, anche alla Nuova Ferrara. E il nuovo (vecchio) sindaco in ciabatte e maglietta in sella alla Vespa che ci viene incontro è l’immagine di chi sa di aver realizzato un’impresa straordinaria...
«Non ho vinto io, ha vinto una squadra - premette il confermato primo cittadino di Comacchio -, che non ha alcun padrino. I tanti voti raccolti dai ragazzi del mio gruppo sono la soddisfazione più bella. Non sono pentito di aver lasciato M5s anzi, la scelta di dire sì alla Provincia di Ferrara è stata vincente. Quanto sta accadendo al nostro ex movimento a livello nazionale conferma la bontà di tale decisione: non si può sempre fare opposizione, quando ci sono proposte giuste bisogna anche dire sì. E aggiungo che né Errani prima, né Bonaccini poi, in quanto presidenti della Regione del Pd, hanno avuto pregiudizi nei miei confronti, appoggiandomi nei progetti di qualità, come quello innovativo nelle Valli o la nostra candidatura a Capitale della cultura».
Guarda con più gioia al dato finale della sua vittoria o al notevole astensionismo?
«Penso al 22% di 5 anni fa e al quasi 51% di stavolta e dico che è un risultato straordinario, il più importante. Sull’astensionismo di certo ha influito il fatto di non poter votare il lunedì, perché trovandoci a votare in giugno inoltrato molti comacchiesi non hanno votato. Gli stagionali e proprietari di stabilimenti hanno lavorato dal mattino alla notte, non potendo fisicamente votare. In tal senso credo che il voto più negativo sia quello ottenuto dalla Lega Nord, nonostante Salvini. Comacchio è sempre stata spostata verso destra, il dato complessivo è basso. Il Pd? Fabiani poco supportato, sono partiti tardi e pagano 5 anni deboli e con troppi cambi in consiglio. Ai partiti tradizionali è mancato il contatto con le persone. Noi nei 5 anni abbiamo lavorato in questa direzione, penso al teatro comunitario, ai laboratori, pure il carnevale: occasioni di conoscenza, incontro e di discussione. E la nostra campagna elettorale è stata fatta porta a porta, a contatto con i cittadini».
Oggi alle 15 la proclamazione, poi sarà tempo di pensare alla giunta: dovremo aspettarci delle sorprese?
«Sinceramente prima del voto non avevamo fatto ragionamenti, di certo ci saranno delle conferme (praticamente certe quelle di Carli, Fantinuoli e Parmiani, non dovrebbe esser confermato Provasi, considerando la rinuncia della Bellotti quindi serviranno due nuovi in giunta, ndr), poi vogliamo inserire qualche ragazzo da far crescere perché uno dei nostri obiettivi è quello di creare un vero proprio luogo fisico dove permettere a chi è interessato di avvicinarsi al nostro modo di gestire il territorio».
Arrivano altri cinque anni di governo, al di là dei programmi cosa succederà?
«A Comacchio non va tutto bene, lo sappiamo, ma da parte nostra ci sono entusiasmo e voglia di far bene. La chiave di volta è l’approvazione definitiva per l’istituzione del nuovo Parco: se va e i territori vengono veramente coinvolti, può cambiare la faccia dell’intero Delta. Sperando che il ministro Franceschini e i due governatori Bonaccini e Zaia vadano oltre le divisioni di partito, sono convinto che Comacchio avrà un ruolo determinante, soprattutto per la parte ferrarese. Poi ovviamente c’è il turismo e in questo senso chiedo aiuto a tutti i comacchiesi. Il termine è brutto ma rende il concetto: destagionalizzazione. In Olanda e nel Nord Europa - spiega Fabbri - il turismo c’è anche col brutto tempo, qui da noi a settembre troviamo già le saracinesche giù. Non abbiamo solo il mare, ci sono il Delta e l’ambiente nel suo insieme, poi la cultura e la storia del nostro territorio e ovviamente l’enogastronomia. E i turisti, specie quelli stranieri che hanno le tasche più fornite, ora cercano queste cose».
Non vorremmo usare un tema di un suo concorrente, ma turismo significa anche investire nelle seconde case.
«La sfida è stata colta, anche dalle associazioni di categoria, come la Cna. È una necessità che riguarda tutti, dagli artigiani agli istituti di credito, e non va limitata ai Lidi, interessa anche il centro storico di Comacchio. Vediamo come vanno i bandi pubblicati, certo serve una modifica alla legge regionale e la Romagna non è d’accordo». Sara mica una nuova sfida all’orizzonte per Fabbri?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La notte lunga di Fabbri e la sua squadra è iniziata all’alba quando - troppo in ritardo - è arrivata la certezza della maggioranza assoluta, ovvero vittoria al primo turno. Colazione e foto di gruppo, poi tutti a letto. Ma l’indomani è chiaramente il giorno della festa e delle interviste, impegni a cui Fabbri ha partecipato solo parzialmente, concedendosi a qualche telecamera ed a metà pomeriggio, durante una pausa dalla spiaggia, anche alla Nuova Ferrara. E il nuovo (vecchio) sindaco in ciabatte e maglietta in sella alla Vespa che ci viene incontro è l’immagine di chi sa di aver realizzato un’impresa straordinaria...
«Non ho vinto io, ha vinto una squadra - premette il confermato primo cittadino di Comacchio -, che non ha alcun padrino. I tanti voti raccolti dai ragazzi del mio gruppo sono la soddisfazione più bella. Non sono pentito di aver lasciato M5s anzi, la scelta di dire sì alla Provincia di Ferrara è stata vincente. Quanto sta accadendo al nostro ex movimento a livello nazionale conferma la bontà di tale decisione: non si può sempre fare opposizione, quando ci sono proposte giuste bisogna anche dire sì. E aggiungo che né Errani prima, né Bonaccini poi, in quanto presidenti della Regione del Pd, hanno avuto pregiudizi nei miei confronti, appoggiandomi nei progetti di qualità, come quello innovativo nelle Valli o la nostra candidatura a Capitale della cultura».
Guarda con più gioia al dato finale della sua vittoria o al notevole astensionismo?
«Penso al 22% di 5 anni fa e al quasi 51% di stavolta e dico che è un risultato straordinario, il più importante. Sull’astensionismo di certo ha influito il fatto di non poter votare il lunedì, perché trovandoci a votare in giugno inoltrato molti comacchiesi non hanno votato. Gli stagionali e proprietari di stabilimenti hanno lavorato dal mattino alla notte, non potendo fisicamente votare. In tal senso credo che il voto più negativo sia quello ottenuto dalla Lega Nord, nonostante Salvini. Comacchio è sempre stata spostata verso destra, il dato complessivo è basso. Il Pd? Fabiani poco supportato, sono partiti tardi e pagano 5 anni deboli e con troppi cambi in consiglio. Ai partiti tradizionali è mancato il contatto con le persone. Noi nei 5 anni abbiamo lavorato in questa direzione, penso al teatro comunitario, ai laboratori, pure il carnevale: occasioni di conoscenza, incontro e di discussione. E la nostra campagna elettorale è stata fatta porta a porta, a contatto con i cittadini».
Oggi alle 15 la proclamazione, poi sarà tempo di pensare alla giunta: dovremo aspettarci delle sorprese?
«Sinceramente prima del voto non avevamo fatto ragionamenti, di certo ci saranno delle conferme (praticamente certe quelle di Carli, Fantinuoli e Parmiani, non dovrebbe esser confermato Provasi, considerando la rinuncia della Bellotti quindi serviranno due nuovi in giunta, ndr), poi vogliamo inserire qualche ragazzo da far crescere perché uno dei nostri obiettivi è quello di creare un vero proprio luogo fisico dove permettere a chi è interessato di avvicinarsi al nostro modo di gestire il territorio».
Arrivano altri cinque anni di governo, al di là dei programmi cosa succederà?
«A Comacchio non va tutto bene, lo sappiamo, ma da parte nostra ci sono entusiasmo e voglia di far bene. La chiave di volta è l’approvazione definitiva per l’istituzione del nuovo Parco: se va e i territori vengono veramente coinvolti, può cambiare la faccia dell’intero Delta. Sperando che il ministro Franceschini e i due governatori Bonaccini e Zaia vadano oltre le divisioni di partito, sono convinto che Comacchio avrà un ruolo determinante, soprattutto per la parte ferrarese. Poi ovviamente c’è il turismo e in questo senso chiedo aiuto a tutti i comacchiesi. Il termine è brutto ma rende il concetto: destagionalizzazione. In Olanda e nel Nord Europa - spiega Fabbri - il turismo c’è anche col brutto tempo, qui da noi a settembre troviamo già le saracinesche giù. Non abbiamo solo il mare, ci sono il Delta e l’ambiente nel suo insieme, poi la cultura e la storia del nostro territorio e ovviamente l’enogastronomia. E i turisti, specie quelli stranieri che hanno le tasche più fornite, ora cercano queste cose».
Non vorremmo usare un tema di un suo concorrente, ma turismo significa anche investire nelle seconde case.
«La sfida è stata colta, anche dalle associazioni di categoria, come la Cna. È una necessità che riguarda tutti, dagli artigiani agli istituti di credito, e non va limitata ai Lidi, interessa anche il centro storico di Comacchio. Vediamo come vanno i bandi pubblicati, certo serve una modifica alla legge regionale e la Romagna non è d’accordo». Sara mica una nuova sfida all’orizzonte per Fabbri?
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