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Rivincita della destra Lodi: sorpreso e felice 

di Samuele Govoni
Rivincita della destra Lodi: sorpreso e felice 

Il neo sindaco: subito la squadra per amministrare il nuovo Comune Fabbri: risultato importante, ci prepariamo all’assedio di Ferrara 2019

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SANT’AGOSTINO. Basso profilo e argomenti concreti. Sono stati questi gli ingredienti che hanno portato alla vittoria di Roberto Lodi e di Terre Unite. Il candidato ha battuto di 124 voti Simone Tassinari dopo un testa a testa serrato. Quasi 700 voti (dei 1928 finali, 38,07%) ottenuti solo a Sant’Agostino. Il centrodestra si è imposto e ora, in tutto l’Alto Ferrarese, l’unico baluardo del Pd è rimasto Vigarano Mainarda. «Un dato importante - commenta Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord in Regione -. Lodi, e noi con lui, ha puntato su tematiche che toccano nel vivo la comunità ovvero il lavoro, l’accoglienza dei profughi, la ricostruzione post sisma, ma anche questioni più quotidiane come le buche da asfaltare o i lampioni da sostituire. Un sindaco deve occuparsi delle questioni quotidiane di una comunità, la filosofia viene dopo. Sono convinto che alle elezioni del 2019 a Ferrara se ne vedranno delle belle: stiamo assediando la città piano piano». Tre dei consiglieri comunali appartengono alla Lega. Ieri poco dopo le otto del mattino nel seggio 1 a Sant’Agostino la vittoria di Roberto Lodi è stata ufficializzata. Anche il commissario prefettizio Adriana Sabato, si è complimentata con Lodi. L’insediamento in municipio avverrà nei prossimi giorni, così come la formazione della squadra di governo. «È stata una grande emozione. Credo che la squadra abbia lavorato in maniera impeccabile, più di così non si poteva fare. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto e ringrazio la mia famiglia per essermi stata sempre vicina».

Lodi, si aspettava questo risultato? Cosa ha fatto la differenza secondo lei?

«No, era difficile pensare di riuscire a primeggiare su Tassinari, era un avversario molto forte. Ho puntato su un programma con i piedi per terra. Fin dall’inizio ho parlato di manutenzione del territorio in tutte le cinque località da Mirabello a Dosso e non ho fatto promesse più grandi di me».

Cosa vuole la gente?

«Penso che le persone abbiano bisogno di ritrovare una dimensione vivibile sul territorio. È vero fusione e ricostruzione sono le parole chiave ma ci sono tante opere, anche “minori”, su cui lavorare che possono dare un segno di rinascita».

Primo sindaco di Terre del Reno, sa cosa la aspetta?

«Tanto, tanto lavoro. Dobbiamo redigere lo statuto e dare una “smossa” alla ricostruzione, soprattutto a Mirabello dove le cose si sono un po’ fermate».

Perché si era allontanato dalla politica e perché è tornato?

«Non condivisi la scelta di Toselli che volle creare un’amministrazione mista. Sono tornato perché ho visto intorno a me giovani, non solo in senso anagrafico ma anche politico, motivati e determinati. Mi hanno chiesto di essere il loro timoniere e ho accettato».

Come sarà la sua amministrazione?

«Nessuna prevaricazione, darò spazio ai gruppi di minoranza e cercherò di impostare fin da subito un dialogo costruttivo per il bene della comunità. Inoltre, voglio parlare con gli abitanti, confrontarmi con loro».

Lavoro, accoglienza e Cispadana sono sicuramente tra i temi di maggior interesse.

«Parto dai profughi. Io non ho mai detto di voler cacciare quelli che già sono presenti sul nostro territorio, credo però che prima di parlare di accoglienza si debbano portare a termine le opere post sisma. Sulla Cispadana faremo tutti gli approfondimenti del caso, vigileremo affinché tutto venga fatto correttamente ma noi siamo a favore dell’autostrada. Il tracciato potrebbe fare riemergere questo territorio anche in termini economici e produttivi. E a proposito di produzione e lavoro non faccio false promesse. Il margine d’azione di un sindaco in questo campo è limitato ma cercherò di confrontarmi e dialogare costantemente con le aziende per creare nuove possibilità e start up».

Ha già avuto modo di dialogare con i suoi “vicini di casa”?

«Ho incontrato più di una volta i sindaci di Poggio Renatico e Bondeno, con Toselli ancora non c’è stata occasione. La voglia di condividere progetti e iniziative c’è, la rete è importante. Costruiremo la squadra in pochi giorni dopodiché saremo pronti a partire».

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