Bimba nel freezer da viva? Le domande dell’inchiesta
Migliarino, ieri i primi atti dell’autopsia: gli inquirenti chiedono risposte precise Domani il via agli esami e il medico legale Gaudio dovrà dire se è nata morta o no
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MIGLIARINO. Ieri le formalità, domani - giovedì - l’autopsia sul corpo della bambina partorita e poi messa nel freezer. Ieri mattina nell’ufficio della pm Isabella Cavallari si sono trovate le parti dell’inchiesta aperta contro la mamma della bimba, Mirka Rolfini, accusata di omicidio e occultamento di cadavere: la pm con i difensori e i consulenti della donna (avvocati Pieraccini e Guerzoni, medico legale Tudini) ha formulato le domande cui dovrà rispondere il perito della procura, Rosa Maria Gaudio, eseguendo l’autopsia sulla piccola: dovrà insomma dare risposte certe su un dramma che sembra giorno dopo giorno non avere connotazioni giudiziarie ma sociali e anche di non equilibrio psicologico (i difensori non a caso hanno già anticipato l’ipotesi di una perizia psichiatrica sulla madre). Ma domande sono, e risposte dovranno arrivare. Sulle cause del decesso della piccola. La dottoressa Gaudio dovrà dire se la bimba sia nata viva o morta: «quali siano epoca, causa e mezzo del decesso». Inoltre dovrà anche indicare con precisione a quale settimana di gestazione sia avvenuto il parto e se soprattutto se possa esser stato provocato da un farmaco (la tesi difensiva). Dalle risposte che arriveranno si apriranno scenari diversi. Per questo la procura è molto cauta, viste le possibili evoluzioni che il caso potrà avere, rubricato al momento con le accuse di omicidio e occultamento. E se fosse nata morta come la mamma sostiene? In questo caso il perito dovrà indicare le cause della morte all’interno della mamma. E se fosse nata viva? È qui che si aprono scenari diversi sui motivi del decesso, anche valutando o scartando l’ipotesi che la bimba possa essere stata posta nel freezer ancora viva. Altra domanda, quella per cui - se nata viva - la bimba sarebbe stata in grado di sopravvivere successivamente al parto, in quanto prematura. Gli esami inizieranno subito giovedì pomeriggio, e i due periti potranno subito confrontarsi sulle prime e necessarie risposte da dare all’inchiesta. Secondo i tecnici, dai primi esami, anche preliminari si potrà subito dire se la bimba è nata viva o morta, da lì l’inchiesta muoverà i primi passi, aggravando la posizione della donna o anche “assolvendola”. (d.p.)
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