Falsi per le società del Crac Monti, il fallimento ‘fotocopia’ di costruttori
Ingannarono il notaio Zecchi, in cinque sotto processo
E’ una coda del processo per il crac Monti ascensori, che si ricorda è l’inchiesta che vede indagate 34 persone per un buco di 40 milioni di euro, e che di fatto è quasi la “fotocopia” del crac...
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E’ una coda del processo per il crac Monti ascensori, che si ricorda è l’inchiesta che vede indagate 34 persone per un buco di 40 milioni di euro, e che di fatto è quasi la “fotocopia” del crac Costruttori poichè in essa compaiono sia Giovanni Donigaglia che Renzo Ricci Maccarini e tanti che dopo il crac Costruttori andarono a lavorare per la Monti Ascensori di Granarolo e le decine di aziende satellite, che hanno fatto craca. Tra le tante società anche quelle rappresentate dai 5 imputati del processo di ieri mattina, che si è aperto davanti al giudice Vartan Giacomelli: al centro di tutto la società consortile tra queste aziende di ascensori e anche i Laboratori Marconi dell’università di Bologna che oggi risulta come “vittima”, parte civile al processo. Il reato che condividono i 5 imputati (Alberto Checcoli, braccio destro storico di Giovanni Donigaglia, il ferrarese Giuseppe Giove, il ravennate Giacomo Barone e poi Enzo Dante Santamaria e per finire Gianluca Ballandi uno dei principali indagati del crac Montis) è l’accusa di aver indotto in errore un pubblico ufficiale ad attestare il falso. Il pubblico ufficiale è il notaio ferrarese Andrea Zecchi che i 5, rappresentando le proprie società (Checcoli era presente per procura per conto di Donigaglia e per la ditta SiEleva di Ragusa) attestarono, nell’atto redatto dal notaio nel suo ufficio a Ferrara (da qui la competenza cittadina del processo) «che gli altri soci (l’azienda dell’Università, ndr) hanno rinunciato al diritto di prelazione loro spettante»: ma era un falso palese. Insomma raggirarono sia la società bolognese oggi parte civile che il notaio: i reati sono infatti quelli dell’errore indotto che portò il notaio a convalidare un falso. Il processo è stato aggiornato al 10 luglio prossimo quando dovrebbe entrare nel vivo con testimoni in arrivo anche dalla Sicilia (sede della società SiEleva di Ragusa di cui Donigaglia dopo il crac Costruttori è stato per anni il legale rappresentante per conto della Monti ascensori) come accaduto ieri. Per quanto riguarda invece l’inchiesta sul crac Monti, dopo la chiusura indagini della procura di Bologna, i legali stanno studiando le carte dell’accusa per far interrogare i propri assistiti indagati: tra questi il commercialista ferrarese Gianluca Soffritti, mai ascoltato dagli inquirenti, il sui difensore si dice certo di potere offrire chiarimenti alla posizione di indagato di Soffriti.
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