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Vuoi donare? Ecco come Ma occhio a peso e salute 

Vuoi donare? Ecco come Ma occhio a peso e salute 

Via libera a maggiorenni in buone condizioni e di peso superiore ai 50 chili Sospensioni in caso di viaggi in paesi a rischio, piercing e tatuaggi

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Avere compiuto 18 anni, pesare almeno 50 chili ed essere in buone condizioni di salute. Condurre una vita sana e non fare uso di droga. L’abc del donatore di sangue è racchiuso in queste prime, fondamentali premesse. In presenza di questi requisiti il primo passo da fare per chi desidera diventare un donatore è quello di recarsi in qualsiasi sede Avis munito di tessera sanitaria e di un documento di identità.

«La donazione non avviene subito - spiega il professor Florio Ghinelli, direttore sanitario dell’Avis provinciale di Ferrara - In questa fase chi si rivolge all’Avis è un aspirante donatore. Per diventarlo a tutti gli effetti deve sottoporsi a una serie di accertamenti medici: elettrocardiogramma, pressione, esami del sangue, test per scongiurare la presenza di malattie come epatiti, Hiv e sifilide. I risultati arrivano dopo circa tre settimane da Bologna, e se tutto è nella norma si decide, sulla base dei valori del donatore, se procedere a una donazione di sangue intero o di plasmaferesi». La prima dura dieci minuti e comporta un prelievo di 450 ml di sangue; la seconda dura 40 minuti e comporta un prelievo dai 600 ai 700 ml, sempre con l’assistenza di operatori sanitari.

Per i nuovi donatori, il limite di età è di 60 anni, per chi invece è già donatore il tetto è di 65 anni, che su parere medico può essere ampliato di altri cinque anni.

Il numero massimo di donazioni, per un uomo, è di 4 all’anno, per le donne è 2 nell’età fertile per salire a quattro con l’arrivo della menopausa.

Esistono però alcune condizioni che possono rendere necessario un periodo di sospensione: un viaggio all’estero, l’aver fatto piercing o tatuaggi, l’assunzione di determinati farmaci o vaccinazioni: «Ogni medico Avis ha un prontuario di 270 pagine (il manuale completo di ammissione alle donazioni) con tutte le indicazioni relative alle necessità e ai tempi di sospensione», precisa ancora Ghinelli.

Uno stop è imposto anche alle donne in gravidanza, fino a sei mesi dopo il parto. A ogni donazione, vengono ripetuti tutti gli accertamenti medici (emoglobina, Hiv, sifilide ed epatiti A-B-C), e il livello di sicurezza è pressoché vicino allo zero: il rischio di trasmissioni varia tra 1 su mezzo milione a 1 su 800.000. (a.m.)

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