«Avrebbero potuto almeno avvertire Dobbiamo lavorare»
Gli agricoltori in difficoltà con la raccolta dei piselli Sul piede di guerra anche i commercianti di Anita
2 MINUTI DI LETTURA
ARGENTA. Non si placa la polemica per i disagi procurati dalle riprese dell’ultimo episodio della nuova serie televisiva de “L’Ispettore Coliandro” agli automobilisti e agli agricoltori che si servono delle strade di Valle. Anche ieri la troupe diretta dal duo di registi Marco e Antonio Manetti (Manetti Bros), ha girato scene, quelle più rocambolesche, lungo le strade di Valle Pega. Oltre al cast degli attori, divenuti beniamini del publico televisivo, proprio grazie alla fiction dedicata a Coliandro, sono intervenuti anche temerari stuntmen, che hanno dato vita ad una delle scene centrali dell'episodio girato tra Comacchio ed il Delta del Po. Chi ieri e l'altro ieri si trovava a transitare lungo l'argine Agosta, ampio rettilineo di valle Pega, che collega i territori di Comacchio e di Argenta, si è improvvisamente imbattuto nello stop imposto dal personale che presidiava il set. Qualcuno ha fatto retrofront alla ricerca di un percorso alternativo, qualcun altro invece ha brontolato per la mancanza di un adeguato preavviso, ma c'è anche chi non ha esitato a telefonare alle forze dell’ordine per lamentare il protrarsi del disagio.
Per alcuni chilometri l'argine Agosta è stato teatro di una scorribanda di bolidi lanciati a massima velocità, come prevede il copione, comportando in questo modo anche la chiusura temporanea di alcuni incroci che intersecavano il rettilineo in questione. Un cartello informativo, posto a margine della banchina stradale, avvisava gli automobilisti che “La strada Agosta resta chiusa lungo l'intero tratto, per riprese cinematografiche.
E gli agricoltori non l’hanno certo presa bene, visto che proprio in questi giorni stanno procedendo con la raccolta dei piselli, la quale richiede accorgimenti particolari. In primo luogo, per la raccolta stessa vengono usate trebiatrici particolari che, visti i costi altissimi, sono affittate generalmente dalla cooperative e quindi viene stabilito con largo anticipo il giorno e l’ora per la raccolta. Per alcuni, sapere prima i tempi e le modalità delle riprese, sarebbe stato fondamentale per non buttare via due giornate di lavoro.
Non solo, il trasporto dei piselli su strada è molto delicato ed anche in questo caso i tempi sono stretti per non fare rovinare il prodotto. I camion in arrivo soprattutto dalla Romagna si sono visti la strada chiusa e in molti casi non hanno potuto raggiungere le aziende.
A protestare anche alcuni turisti che da tempo avevano pianificato il giro in bicicletta e che sono stati costretti a tornare indietro: «Arriviamo da Ravenna e di cartelli che indicano la chiusura della strada non ce ne sono. Avremmo scelto un altro percorso, non ci resta che tornare indietro». Disagi, a detta dei volontari, si sono registrati soprattutto verso sera tanto martedì che ieri.
Per alcuni chilometri l'argine Agosta è stato teatro di una scorribanda di bolidi lanciati a massima velocità, come prevede il copione, comportando in questo modo anche la chiusura temporanea di alcuni incroci che intersecavano il rettilineo in questione. Un cartello informativo, posto a margine della banchina stradale, avvisava gli automobilisti che “La strada Agosta resta chiusa lungo l'intero tratto, per riprese cinematografiche.
E gli agricoltori non l’hanno certo presa bene, visto che proprio in questi giorni stanno procedendo con la raccolta dei piselli, la quale richiede accorgimenti particolari. In primo luogo, per la raccolta stessa vengono usate trebiatrici particolari che, visti i costi altissimi, sono affittate generalmente dalla cooperative e quindi viene stabilito con largo anticipo il giorno e l’ora per la raccolta. Per alcuni, sapere prima i tempi e le modalità delle riprese, sarebbe stato fondamentale per non buttare via due giornate di lavoro.
Non solo, il trasporto dei piselli su strada è molto delicato ed anche in questo caso i tempi sono stretti per non fare rovinare il prodotto. I camion in arrivo soprattutto dalla Romagna si sono visti la strada chiusa e in molti casi non hanno potuto raggiungere le aziende.
A protestare anche alcuni turisti che da tempo avevano pianificato il giro in bicicletta e che sono stati costretti a tornare indietro: «Arriviamo da Ravenna e di cartelli che indicano la chiusura della strada non ce ne sono. Avremmo scelto un altro percorso, non ci resta che tornare indietro». Disagi, a detta dei volontari, si sono registrati soprattutto verso sera tanto martedì che ieri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
