Case protette in subbuglio «Quel contratto non vale»
Cgil, Cisl e Uil contestano l’intesa siglata dal solo Snals, valida per i soldi regionali Sit-in davanti alla Santa Chiara: «Se non ci ascoltano sfileremo per il centro»
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Un contratto che viene definito spregiativamente “pirata”, in quanto peggiorativo delle condizioni dei lavoratori e in aggiunta firmato avendo dall’altra parte del tavolo un sindacato scarsamente rappresentativo delle ragioni dei dipendenti. Cgil, Cisl e Uil criticano duramente l’accordo sottoscritto in aprile tra Anaste, l'associazione nazionale che rappresenta le imprese private di assistenza residenziale agli anziani, e la sigla autonoma Snalv, aderente alla Confsal. Nel merito, sostengono i confederali, si tratta di un rinnovo di contratto nel settore sociosanitario e socio assistenziale che, tra l’altro, aumenta l’orario di lavoro da 38 a 40 ore settimanali, dimezza il pagamento dei primi tre giorni di malattia e taglia il diritto allo studio a 50 ore. C’è poi in primo piano un problema di metodo: «In provincia di Ferrara - dice Luca Greco (Cgil) - lo Snalv ha appena 14 iscritti: per quale motivo può firmare a nome di tutti? E’ evidente che c’è un problema di rappresentanza. Il 19 maggio noi abbiamo inviato una diffida dall’applicare questo accordo e proposto di trovare nel Ferrarese un punto di equilibrio, ovvero considerare tuttora valido il contratto nazionale precedente, firmato da Cgil, Cisl e Uil e successivamente disdettato dalla controparte».
Quattro case protette per anziani, tra cui le cittadine Caterina e Paradiso, si sono rese disponibili, a differenza invece della Santa Chiara e proprio all’ingresso di via Bellaria ieri all’ora di pranzo sindacati e lavoratori (115 i dipendenti impegnati nella struttura, in larga maggioranza donne) hanno inscenato un presidio. In concomitanza con un’assemblea indetta dallo Snalv, alla presenza della segretaria nazionale Maria Mamone, poi spostata dopo essere stata già rinviata alcuni giorni prima.
I confederali si appellano inoltre alla Regione Emilia Romagna, poiché «il contratto Anaste è alla base dell’accreditamento sociosanitario e le tariffe dei rimborsi, con soldi pubblici, sono tarate sulla sua sottoscrizione». In assenza di risposte rassicuranti la protesta continuerà, con la promessa di una manifestazione in centro.
Fabio Terminali
Quattro case protette per anziani, tra cui le cittadine Caterina e Paradiso, si sono rese disponibili, a differenza invece della Santa Chiara e proprio all’ingresso di via Bellaria ieri all’ora di pranzo sindacati e lavoratori (115 i dipendenti impegnati nella struttura, in larga maggioranza donne) hanno inscenato un presidio. In concomitanza con un’assemblea indetta dallo Snalv, alla presenza della segretaria nazionale Maria Mamone, poi spostata dopo essere stata già rinviata alcuni giorni prima.
I confederali si appellano inoltre alla Regione Emilia Romagna, poiché «il contratto Anaste è alla base dell’accreditamento sociosanitario e le tariffe dei rimborsi, con soldi pubblici, sono tarate sulla sua sottoscrizione». In assenza di risposte rassicuranti la protesta continuerà, con la promessa di una manifestazione in centro.
Fabio Terminali
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