Neonata nel freezer, bimba nata viva e nessun segno di asfissia
Prime indicazioni dall’autopsia. Fra 30 giorni la verità sulle cause del decesso della piccola messa nel freezer da morta
MIGLIARINO. Era nata viva, non si può sapere per quanto tempo lo sia rimasta, perché aveva respirato ma non si sa se poco o a lungo. Sul suo corpo comunque non sono state repertate lesioni nè di congelamento nè di asfissia, dunque non sarebbe stata viva quando è stata messa nel freezer e non vi sarebbero stati atti volontari, almeno dai primi risultati del momento, per indicare le cause della morte.
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Nel tardo pomeriggio di ieri, a conclusione dell’autopsia eseguita sulla bimba nata di 7/8 mesi, di tre chili, ben formata e che aveva il cordone ombelicale reciso e tagliato di netto, i legali difensori della mamma Mirka Rolfini, Gianluigi Pieraccini e Monica Guerzoni e il medico legale Matteo Tudini hanno indicato con poche parole l’esito dell’esame medico-legale eseguito da Rosa Maria Gaudio alla presenza del consulente tecnico della difesa (Tudini). «Sull’accertamento autoptico eseguito - spiega il pool difensivo - sembrerebbe che la bimba abbia respirato ma non si sa per quanto tempo», ribadendo che «dagli esami non sono state rilevate lesioni di congelamento nè asfittiche e per capire le cause di morte bisognerà attendere esami istologici in corso». I risultati di questi esami più approfonditi, canonici in ogni perizia medico legale, potranno essere resi noti tra 30 giorni, il tempo indicato dai tecnici. Servirà tutto questo tempo per avere risposte più precise sul dramma di Migliarino, della piccola e della mamma che l’ha partorita.
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Gli esami più approfonditi dovranno indicare se le cause della morte possano essere naturali o provocate da una azione esterna, anche accidentale. Quello che sarebbe già emerso dagli esami è che questi non delineano uno scenario preciso, poiché dal punto di vista medico legale occorrerà valutare tanti riscontri per un caso che - dicono i tecnici - si presenta molto complicato. Per il quale l’approccio degli inquirenti è stato adeguato al contesto del dramma che ha anche risvolti sociali: ne danno conto gli stessi legali «ringraziando sia gli inquirenti che giornali per la prudenza adottata finora».
Legali e inquirenti, interpellati ieri, invitano alla cautela poiché i risultati emersi ieri dai primi esami indicano che la bimba è nata viva ma non si può al momento stabilire le cause della morte, che potrebbero anche essere naturali. Lo scenario che potrebbe delinearsi è che una volta partorita, la bimba possa avere avuto complicazioni naturali che possano averla portata al decesso. Ovviamente, ricordiamo che, come atto dovuto, le indagini sono rubricate per omicidio volontario e occultamento, ma come hanno ribadito in questi giorni le pm Volta e Cavallari «il caso è soggetto a continue evoluzioni e al momento non è possibile trarre conclusioni». Una vera verità si potrà avere solo dopo gli esami (i vetrini istologici sui tessuti) che necessitano per tempi tecnici di esecuzione, 30 giorni di attesa per avere risultati.
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