Pasticcio in Valle tra fiction e realtà
di Annarita Bova
La Provincia chiude la strada in accordo con Comacchio Il sindaco Fabbri: «Stanno girando, abbiate pazienza»
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ANITA. La strada provinciale Argine Agosta è stata chiusa da Comacchio ad Argenta per due giorni (martedì e ieri) dalle 11 alle 19 per consentire le riprese televisive “L’ispettore Coliandro- Il ritorno”. L’ordinanza è della Provincia, vista la richiesta da parte della società Velafilm che risale al maggio scorso ed è arrivata, come spiega il dirigente Massimo Mastella, a seguito del parere positivo dei Comuni di Comacchio e Argenta. Sedici ore di chiusura al giorno su una strada, l’unica che c’è, dove passano i mezzi pensanti diretti nelle diverse aziende agricole che in questi giorni vedono la raccolta di piselli e non solo e sulla quale affacciano attività che non saranno tantissime ma che comunque esistono. E si lamentano. Per gli amministratori non è sembrato un problema particolarmente grave, il sindaco di Comacchio Marco Fabbri così come quello di Argenta Antonio Fiorentini hanno invitato i commercianti ad avere pazienza perché comunque un ritorno per il territorio, considerato che la fiction andrà in onda in prima serata sulla Rai, comunque ci sarà.
«Avrebbero dovuto avvisarci - dicono da Anita - E mettere almeno dei cartelli dalla parte di Sant’Alberto come da quella di Comacchio per avvertire che non si poteva passare». In realtà dei cartelloni gialli sono comparsi al mattino di mercoledì all’inizio e alla fine della strada Agosta, con l’indicazione della chiusura al traffico e un numero di determina che sembra rimandare al Comune di Comacchio citato sul cartello stesso. In realtà tutto è partito dalla Provincia “considerata l’esigenza di garantire un ordinato svolgimento delle riprese, affinché le stesse non arrechino pericolo per la sicurezza della circolazione”...e chi deve lavorare? Dove si trova “l’apposita segnaletica di cantiere? E il traffico dove è stato deviato? Da nessuna parte, chi è arrivato fino ad Anita, è stato costretto a tornare indietro. Sempre la Provincia ha disposto che l’indicazione di percorsi alternativi sarebbe stata indicata dai movieri. A parte i volontari di Argenta che di percorsi alternativi non erano a conoscenza (perché non ci sono), nessuno si è visto. «Hanno sottovalutato molte cose - continuano i commercianti - e siamo delusi e amareggiati perché ci spacchiamo la schiena e non portiamo a casa nulla».
«Avrebbero dovuto avvisarci - dicono da Anita - E mettere almeno dei cartelli dalla parte di Sant’Alberto come da quella di Comacchio per avvertire che non si poteva passare». In realtà dei cartelloni gialli sono comparsi al mattino di mercoledì all’inizio e alla fine della strada Agosta, con l’indicazione della chiusura al traffico e un numero di determina che sembra rimandare al Comune di Comacchio citato sul cartello stesso. In realtà tutto è partito dalla Provincia “considerata l’esigenza di garantire un ordinato svolgimento delle riprese, affinché le stesse non arrechino pericolo per la sicurezza della circolazione”...e chi deve lavorare? Dove si trova “l’apposita segnaletica di cantiere? E il traffico dove è stato deviato? Da nessuna parte, chi è arrivato fino ad Anita, è stato costretto a tornare indietro. Sempre la Provincia ha disposto che l’indicazione di percorsi alternativi sarebbe stata indicata dai movieri. A parte i volontari di Argenta che di percorsi alternativi non erano a conoscenza (perché non ci sono), nessuno si è visto. «Hanno sottovalutato molte cose - continuano i commercianti - e siamo delusi e amareggiati perché ci spacchiamo la schiena e non portiamo a casa nulla».
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