Slot e scommesse vietate vicino a scuole e chiese
Giro di vite regionale, il limite dei 500 metri copre gran parte dei centri
FERRARA. Per il gioco d’azzardo - scommesse e slot machine - è arrivato il momento della tolleranza zero. La stretta arriva dalla Regione Emilia Romagna, ed è destinata a modificare radicalmente la “ludo-geografia” delle città e a imporre profondi cambiamenti ai gestori non solo delle sale scommesse e delle sale giochi, ma anche a tutti o titolari di quegli esercizi “generalisti” (come bar, tabaccherie, circoli e, in qualche caso, anche supermercati) che affiancano alla loro attività principale postazioni dedicate alla raccolta di scommesse sportive o anche soltanto le slot machine.
La delibera. Da un paio di giorni infatti la giunta regionale ha approvato con una delibera le modalità applicative del “divieto dei 500 metri”. In sostanza, è vietata l’apertura e l’esercizio delle sale giochi e delle sale scommesse, ma anche la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito entro una distanza, appunto, di 500 metri da punti sensibili come scuole di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori, ma anche i centri anziani di promozione sociale. Un elenco che, da solo, basta per immaginare le conseguenze concrete del provvedimento: la cancellazione del gioco d’azzardo dai centri storici e il loro “esilio” in periferia. È questo lo scenario che, cartina alla mano, è ipotizzabile per Ferrara, ovvero un’area entro le mura completamente “slot e bet free”.
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Incroci pericolosi. Una mossa che del resto conferma l’orientamento della legge regionale sul gioco d’azzardo patologico del 2013 e del successivo Testo unico per la promozione della legalità approvato alla fine dello scorso anno. Su tutto, la volontà di prevenire e arginare una piaga, quella delle ludopatie, che negli ultimi tempi ha registrato una preoccupante crescita in due categorie fragili come i giovanissimi e gli anziani. Evitare rischiose prossimità tra luoghi di incontro e macchinette (o centri scommesse) tentatrici vuole dunque rappresentare un deterrente per potenziali futuri giocatori compulsivi, e un tentativo di ostacolare il più possibile chi nella ludopatia è già caduto.
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Tre dunque le tipologie di esercizi coinvolti nella normativa: le sale giochi, le sale scommesse e i locali “generalisti” provvisti di slot machine”.
Nel testo della delibera vengono definite le sale gioco e le sale scommesse come i punti di raccolta delle scommesse e i punti di vendita con attività di gioco esclusiva o assimilabile, mentre gli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito sono quelli previsti dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, per la cui installazione è necessario il possesso di una specifica licenza.
A esaurimento. Il divieto previsto si applica sia alla nuova apertura che alle sale giochi e sale scommesse già in esercizio, oltre che alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito presso esercizi commerciali, di somministrazione di alimenti e bevande, nelle aree aperte al pubblico, nei circoli privati e associazioni.
Per nuova installazione, come specifica il documento, si intende il collegamento degli apparecchi alle reti telematiche dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli.
L’obiettivo è quello di cancellare, a esaurimento, ogni attività di azzardo, si tratti di scommesse o di slot machine, nelle vicinanze dei cosiddetti luoghi sensibili. Per le sale scommesse e le sale giochi “pure” la scelta sarà tra chiudere o trasferirsi in un’altra sede a debita distanza da un luogo sensibile, considerato che la distanza dei 500 metri viene calcolata secondo il percorso pedonale più breve, effettuando la misurazione dall’ingresso principale della sala giochi e quello del luogo sensibile.
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Slot con la data di scadenza. Gli esercizi misti, come bar o tabaccherie (naturalmente le nuove disposizioni non contemplano il gioco del lotto) a loro volta dovranno decidere se spostarsi o rinunciare all’attività parallela, che si tratti di una postazione per la raccolta delle scommesse o alla presenza di slot machine. Per queste ultime è stato introdotto il divieto di installazione di nuovi apparecchi e il divieto di rinnovo dei contratti tra esercente e concessionario. Alla scadenza dei contratti, dunque, le slot machine collocate entro l’area proibita, dovranno di fatto sparire. Per questo motivo su ogni apparecchio installato nei locali mappati il titolare dell’esercizio dovrà indicare in modo chiaramente leggibile la data del collegamento alle reti telematiche e la data di scadenza del concessionario per l’utilizzo degli apparecchi.
Per quel che riguarda le nuove autorizzazioni, queste non potranno dunque essere rilasciate per l’esercizio di sale gioco e sale scommesse che si trovano a meno di 500 metri dai sensibili individuati nella mappa del Comune interessato. Analogamente non sarà autorizzata l’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito.
Per le autorizzazioni già richieste, e non ancora rilasciate alla data di pubblicazione della delibera della Giunta, l’iter sarà sospeso fino alla fine della mappatura, esclusi i casi in cui fosse immediatamente verificabile che la sala gioco o sala scommesse o il locale che chiede l’installazione dell’apparecchio sono ubicati a più di 500 metri dai luoghi sensibili.
La palla passa ai Comuni. Saranno ora i singoli Comuni a dover provvedere a individuare i luoghi sensibili sul proprio territorio entro sei mesi dalla pubblicazione della delibera sul Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna e individuare le sale giochi e le sale scommesse e tutti gli esercizi autorizzati che ospitano apparecchi per il gioco d’azzardo lecito situati a meno di 500 metri. «Ci stiamo muovendo ora per definire la mappatura - spiega l’assessore del Comune di Ferrara Chiara Sapigni - La delibera approvata dalla regione contiene diverse modifiche rispetto alle bozze precedenti, e ora il tema che si apre è anche quello della compatibilità con la normativa nazionale. Le sale da gioco, ad esempio, dispongono di un’autorizzazione rilasciata dalla Questura, con un procedimento specifico e, almeno a mio parere, in questo ambito la Regione può dure ben poco. Insieme al sottosegretario all’Economia Paolo Varetta, all’Anci e alle associazioni dei gestori dei giochi si sta lavorando a un’intesa Stato-Regioni per riuscire a raggiungere un equilibrio e una coerenza legislativa».
Va anche specificato che la mappatura dovrà considerare anche i luoghi sensibili situati nei Comuni del territorio regionale confinanti.
Sulla base di questa analisi, il Comune comunicherà ai titolari delle sale gioco e delle sale scommesse ricadenti nel divieto di esercizio l’adozione nei successivi sei mesi dei relativi provvedimenti di chiusura e ai titolari degli altri esercizi con apparecchi per il gioco d’azzardo che si trovano a meno di 500 metri dai luoghi sensibili, il divieto di installazione di nuovi apparecchi e il divieto di rinnovo dei contratti tra esercente e concessionario alla loro scadenza. Un giro di vite che, pur graduale, mette una pietra tombale al gioco d’azzardo lecito nel cuore della città.
Alessandra Mura
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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