«Aula per Carife, capiente e sicura»
La presidente Savastano: la sede dell’udienza dovrà rispettare queste condizioni
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Il “processo” per il crac sull’aumento di capitale Carife si farà, da settembre in poi. Dove, non si ancora: «La nostra difficoltà è quella di dover reperire ancora la sede, per via dei grandi numeri delle persone interessate, le parti lese e tutti gli addetti ai lavori». Il presidente del tribunale Rosaria Savastano non nasconde affatto le difficoltà, tecnico logistiche che Tribunale e Comune di Ferrara stanno cercando di risolvere. «Occorre individuare una location che possa contenere tutte le persone interessate garantendo la maggior sicurezza possibile», precisa. Tante le ipotesi che stanno emergendo, già elencate dalla Nuova Ferrara nei giorni scorsi (Fiera, Cona, Hera, Palasport, Teatro Nuovo e Centro Quadrifoglio). E su diverse opzioni sono in corso valutazioni. Ma al di là del problema tecnico - contenere in un aula un migliaio di persone, quantomeno per 3/4 udienze, almeno le prime e le più preliminari - il problema maggiore potrebbe essere quello della sicurezza. E soprattutto dei controlli all’ingresso per l’accesso in aula. Ricordiamo, infatti, che quello che si celebrerà non è un processo pubblico, aperto a chiunque. Questa è l’udienza preliminare, in camera di consiglio, a porte chiuse come vuole la procedura, in cui il giudice Piera Tassoni dovrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio per i 12 indagati: in realtà la richiesta sarà depositata a breve da parte della procura visto che sono in corso le ultime valutazioni sulle posizioni dei 12 ex dirigenti e tecnici di Carife, Carisena e Banca Valsabbina, ritenuti i responsabili dell’operazione - ritenuta illecita - dell’aumento di capitale per come era stato portata a termine. All’aula dell’udienza potranno accedere soltanto i risparmiatori convocati, gli azionisti del 2011 e chi tra loro, attraverso i propri legali, vorrà costituirsi parte civile direttamente il giorno dell’udienza. Uno dei problemi sarà dunque filtrare tutte queste persone che si presenteranno, escludendo chi non ha nessun titolo di entrare. Ossia, gli azionisti non coinvolti nell’aumento di capitale 2011, le migliaia di investitori azzerati che attraverso studi legali o associazioni hanno da tempo inviato esposti in procura: per essere parte attiva nei processi dovranno attendere la conclusione di altre indagini sul crac Carife, dagli anni 2017 al 2013.
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