la proposta di zamorani
«Gad, questionario tra i cittadini sui tanti problemi»
Utilizzare lo strumento della democrazia per progettare il futuro del quartiere Gad, per capire come si può intervenire e cambiare una situazione che negli anni si è fatta sempre più critica. Mario...
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Utilizzare lo strumento della democrazia per progettare il futuro del quartiere Gad, per capire come si può intervenire e cambiare una situazione che negli anni si è fatta sempre più critica. Mario Zamorani propone di dar voce ai cittadini, per mezzo di una forma di consultazione prevista espressamente dal regolamento comunale che detta norme circa la partecipazione popolare alle decisioni prese dal Comune.
«Il nostro è un assist all’amministrazione – premette l’ex consigliere ed ex candidato a sindaco radicale – e ci rivolgiamo alla giunta. In Gad c’è un problema di sicurezza e di qualità della vita. Ascoltare i cittadini va sempre bene, a prescindere, anche andando oltre i comitati già esistenti». Zamorani pensa all’Urban Center, ufficio comunale dedicato ai temi dell’urbanistica partecipata, quale soggetto cui affidare la stesura di un questionario. Con l’obiettivo di mettere in campo una “consultazione non pilotata”, sottolinea l’esponente dell’associazione Pluralismo e Dissenso, «vanno naturalmente preparate domande su temi concreti e specifici, indicando proposte operative. Inoltre si dovrebbero individuare con precisione i residenti da interpellare, persone che devono essere messe nelle condizioni di dare risposte. Quindi serve una organizzazione non improvvisata. Si può pensare anche di coinvolgere un certo numero di luoghi che si impegnino a distribuire i questionari, siano essi bar, negozi, palestre, sedi di associazioni».
Zamorani è ottimista circa le possibilità di accoglimento della proposta: «E’ una modalità innovativa e se dovesse essere recepita dalla giunta, come credo, siamo disponibili a collaborare. Adesioni anche da parte delle forza politiche rappresentate in consiglio comunale? Chiunque si impegni in questo senso ci fa felici».
Fabio Terminali
«Il nostro è un assist all’amministrazione – premette l’ex consigliere ed ex candidato a sindaco radicale – e ci rivolgiamo alla giunta. In Gad c’è un problema di sicurezza e di qualità della vita. Ascoltare i cittadini va sempre bene, a prescindere, anche andando oltre i comitati già esistenti». Zamorani pensa all’Urban Center, ufficio comunale dedicato ai temi dell’urbanistica partecipata, quale soggetto cui affidare la stesura di un questionario. Con l’obiettivo di mettere in campo una “consultazione non pilotata”, sottolinea l’esponente dell’associazione Pluralismo e Dissenso, «vanno naturalmente preparate domande su temi concreti e specifici, indicando proposte operative. Inoltre si dovrebbero individuare con precisione i residenti da interpellare, persone che devono essere messe nelle condizioni di dare risposte. Quindi serve una organizzazione non improvvisata. Si può pensare anche di coinvolgere un certo numero di luoghi che si impegnino a distribuire i questionari, siano essi bar, negozi, palestre, sedi di associazioni».
Zamorani è ottimista circa le possibilità di accoglimento della proposta: «E’ una modalità innovativa e se dovesse essere recepita dalla giunta, come credo, siamo disponibili a collaborare. Adesioni anche da parte delle forza politiche rappresentate in consiglio comunale? Chiunque si impegni in questo senso ci fa felici».
Fabio Terminali
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