La Portomaggiore-Dogato fra treni fermi e paure
Si teme che la sospensione dei convogli sia il primo passo verso lo stop definitivo Fabbri, capogruppo della Lega, interroga la Regione: servono rassicurazioni
2 MINUTI DI LETTURA
PORTOMAGGIORE. Preoccupa la sospensione del servizio sulla tratta ferroviaria Portomaggiore-Dogato. Timori tali da far «presagire una prossima soppressione della corsa. Gli utenti, però, non devono essere penalizzati dalle errate scelte organizzative e da orari non adeguati alle necessità».
A sollevare l’interrogativo sul futuro della Portomaggiore-Dogato e a chiedere impegno per la continuità della linea è Alan Fabbri, capogruppo regionale della Lega Nord, che ha depositato un’interrogazione con la quale pretende chiarimenti dalla giunta Bonaccini, sulle scelte riguardanti questo tratto della linea Fer, Ferrara-Codigoro. In una linea che, all’inizio, doveva servire da congiunzione tra la Ferrara-Ravenna-Rimini e la Portomaggiore-Bologna. Creando in prospettiva le premesse per la realizzazione della “Romea ferroviaria”, che avrebbe dovuto collegare Venezia a Bologna per una linea alternativa a quella percorsa dai convogli regionali e ad “alta velocità” delle Fs.
«I pendolari che si spostano da Codigoro a Portomaggiore - spiega Fabbri - avrebbero dovuto trovare le giuste coincidenze per Bologna, mentre sul tratto Portomaggiore-Dogato-Codigoro gli orari avrebbero dovuto coincidere con le esigenze di studenti e lavoratori». I risultati, però, sono stati deludenti, secondo Fabbri «per una scarsa informazione data agli utenti ( risultati su molte corse vicini allo zero) e per problemi vari di natura organizzativa».
Sta di fatto che Tper ha sospeso dal 10 giugno gli otto convogli che quotidianamente percorrevano la tratta. E questo « ci lascia molti dubbi sulla sua ripresa, all’apertura delle scuole, a settembre. Crediamo – spiega Fabbri – che questa ferrovia possa avere una valenza importante, per collegare centri di eccellenza come quello ortopedico di Budrio (sulla linea Bologna-Portomaggiore), l’ospedale Maggiore (con la fermata Santa Rita) e i centri universitari bolognesi adiacenti al percorso». E il capogruppo regionale della Lega chiede alla giunta dell’Emilia Romagna di fornire rassicurazioni sulla riapertura del servizio, «introducendo migliorie, anche per non disperdere gli investimenti economici degli anni passati».
A sollevare l’interrogativo sul futuro della Portomaggiore-Dogato e a chiedere impegno per la continuità della linea è Alan Fabbri, capogruppo regionale della Lega Nord, che ha depositato un’interrogazione con la quale pretende chiarimenti dalla giunta Bonaccini, sulle scelte riguardanti questo tratto della linea Fer, Ferrara-Codigoro. In una linea che, all’inizio, doveva servire da congiunzione tra la Ferrara-Ravenna-Rimini e la Portomaggiore-Bologna. Creando in prospettiva le premesse per la realizzazione della “Romea ferroviaria”, che avrebbe dovuto collegare Venezia a Bologna per una linea alternativa a quella percorsa dai convogli regionali e ad “alta velocità” delle Fs.
«I pendolari che si spostano da Codigoro a Portomaggiore - spiega Fabbri - avrebbero dovuto trovare le giuste coincidenze per Bologna, mentre sul tratto Portomaggiore-Dogato-Codigoro gli orari avrebbero dovuto coincidere con le esigenze di studenti e lavoratori». I risultati, però, sono stati deludenti, secondo Fabbri «per una scarsa informazione data agli utenti ( risultati su molte corse vicini allo zero) e per problemi vari di natura organizzativa».
Sta di fatto che Tper ha sospeso dal 10 giugno gli otto convogli che quotidianamente percorrevano la tratta. E questo « ci lascia molti dubbi sulla sua ripresa, all’apertura delle scuole, a settembre. Crediamo – spiega Fabbri – che questa ferrovia possa avere una valenza importante, per collegare centri di eccellenza come quello ortopedico di Budrio (sulla linea Bologna-Portomaggiore), l’ospedale Maggiore (con la fermata Santa Rita) e i centri universitari bolognesi adiacenti al percorso». E il capogruppo regionale della Lega chiede alla giunta dell’Emilia Romagna di fornire rassicurazioni sulla riapertura del servizio, «introducendo migliorie, anche per non disperdere gli investimenti economici degli anni passati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
