la crisi idrica
La Regione: stato di emergenza
Delle Vacche (Bonifica): i bacini ci sono, manca un piano nazionale
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È partito a inizio settimana, con la firma del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini la richiesta dello stato di emergenza nazionale al Governo per la crisi idrica che ha colpito l’intero territorio regionale. La decisione è stata presa nel corso di un incontro svoltosi a Bologna, con i soggetti interessati: Agenzia regionale per la sicurezza territoriale, Protezione Civile Atersir, Arpae, Anbi (Associazione nazionale bonifiche), Cer (Canale emiliano-romagnolo) e i gestori del servizio idrico integrato, in cui sono stati raccolti e analizzati tutti i dati utili a motivare l’istanza presentata al Dipartimento nazionale di protezione civile.
Lo stato di emergenza nazionale, che la Regione intende ottenere il prima possibile, permetterà di mettere in campo misure straordinarie per affrontare la situazione che sta interessando in particolare i settori potabile e soprattutto agricolo. Come già rilevato nelle scorse ore, le scarse precipitazioni cumulate da ottobre 2016 a oggi hanno inciso sulla ricarica delle riserve idriche, sia superficiali, invasi e corsi d’acqua, che nelle falde.
Sul piano agricolo e delle bonifiche anche Franco Dalle Vacche, presidente del Consorzio di Bonifica di Pianura Ferrara è intervenuto ricordando che i progetti di creazione di bacini per il contenimento di acque utili all'irrigazione da riempire nei momenti di piena del Po per poi utilizzarli nei momenti di secca sono pronti da trent'anni ma che il respiro di opere di questo genere deve essere di carattere nazionale e non delegato ad ambiti locali.
«Un progetto per riportare equilibrio, sostenibilità idroelettrica – sottolinea Dalle Vacche – è rimettere mano all'ipotesi di creare traverse, che sono sostegni e non dighe, senza comportare stravolgimenti ambientali, per regimentare il livello delle acque del Po, un fiume che ha un comportamento tipico di un torrente e non lineare e regimentato come altri fiumi nordeuropei».
In attesa di queste opere il presidente confida nel buon senso degli agricoltori e li invita a regolamentare l'utilizzo dell'acqua per l'irrigazione ricordando che gli addetti del Consorzio sono ben presenti in questi momenti di necessità come sono sempre stati presenti nelle emergenze degli anni passati. (l.c.)
Lo stato di emergenza nazionale, che la Regione intende ottenere il prima possibile, permetterà di mettere in campo misure straordinarie per affrontare la situazione che sta interessando in particolare i settori potabile e soprattutto agricolo. Come già rilevato nelle scorse ore, le scarse precipitazioni cumulate da ottobre 2016 a oggi hanno inciso sulla ricarica delle riserve idriche, sia superficiali, invasi e corsi d’acqua, che nelle falde.
Sul piano agricolo e delle bonifiche anche Franco Dalle Vacche, presidente del Consorzio di Bonifica di Pianura Ferrara è intervenuto ricordando che i progetti di creazione di bacini per il contenimento di acque utili all'irrigazione da riempire nei momenti di piena del Po per poi utilizzarli nei momenti di secca sono pronti da trent'anni ma che il respiro di opere di questo genere deve essere di carattere nazionale e non delegato ad ambiti locali.
«Un progetto per riportare equilibrio, sostenibilità idroelettrica – sottolinea Dalle Vacche – è rimettere mano all'ipotesi di creare traverse, che sono sostegni e non dighe, senza comportare stravolgimenti ambientali, per regimentare il livello delle acque del Po, un fiume che ha un comportamento tipico di un torrente e non lineare e regimentato come altri fiumi nordeuropei».
In attesa di queste opere il presidente confida nel buon senso degli agricoltori e li invita a regolamentare l'utilizzo dell'acqua per l'irrigazione ricordando che gli addetti del Consorzio sono ben presenti in questi momenti di necessità come sono sempre stati presenti nelle emergenze degli anni passati. (l.c.)
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