Caso ambulanze, protestano i professionisti: «La Regione non ci ascolta»
Ferrara, Montanari (CoEs): «La legge sugli autisti soccorritori è bloccata da anni. I nostri posti di lavoro sono a rischio se sostituiti dalle associazioni»
FERRARA. Adesso il bubbone è scoppiato, ora l’Ispettorato del Lavoro ha reso manifesto quello che molti avevano già ben chiaro, e che non riguarda solo la nostra provincia: l’attività del volontariato in convenzione con le aziende sanitarie finisce per assomigliare sempre più a un lavoro semi-professionale che di fatto sostituisce quello dipendente. «Noi lo diciamo da anni - rivendica Moreno Montanari, presidente del CoEs Emilia Romagna, l’associazione conducenti emergenza sanitaria - Così come da anni la proposta di legge sul Profilo professionale dell’Autista soccorritore giace in Conferenza delle Regioni, ferma, come le centinaia di buone leggi che nessuno vuole portare avanti». Le prime a non volerla, attacca Montanari «sono le stesse Regioni, dove tutto il 118 è convenzionato e di conseguenza la legge viene bloccata».
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15484392:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2017/06/13/news/irregolari-sulle-ambulanze-sanzioni-per-150mila-euro-1.15484392]]
Un anno fa, all’epoca delle proteste per la convenzione tra l’Asl e diverse associazioni di volontariato sui trasporti di emergenza (circa un terzo del servizio) «siamo stati a fianco della cooperativa Cidas fin dal primo giorno della raccolta di firme in piazza a Ferrara e anche nelle successiva manifestazioni a Bologna, davanti alla sede della Regione. Ma non è servito a niente: l’Asl di Ferrara e la Regione non hanno cambiato idea, non hanno indietreggiato di un centimetro». E quello che è successo a Ferrara sta succedendo anche altrove: «Non è un caso isolato - continua il presidente CoEs - perché ogni Regione si è dotata di un’organizzazione forte e concreta, ma affidata alle associazioni di volontariato, che per motivi organizzativi o per carenze di personale volontario sono costrette ad assumere personale autista».
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15491799:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2017/06/15/news/volontari-contratti-da-rifare-1.15491799]]
Un cortocircuito di ruoli che, a parere di Montanari non fa bene né ai volontari né ai professionisti e nemmeno ai cittadini. C’è bisogno di rimettere ordine nell’inquadramento degli autisti soccorritori: «Il contratto Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) a nostro avviso è da rivedere, riconoscendo la giusta retribuzione in base alla tipologia del lavoro, dei rischi e dei ruoli. Basta con il precariato, basta con i contratti a tempo determinato».
La cronaca di questi giorni, con la notizia dei 400mila euro di retribuzioni non corrisposte contestate dall’Ispettorato alla Pubblica assistenza Comacchio Soccorso, ha rinnovato rabbia e frustrazione: «Quello che non riesco a capire è la totale indifferenza dei cittadini ferraresi e dei politici, che solo se interpellati e preventivamente documentati azzardano ipotesi, dichiarazioni e prese di posizione. Non c’è più tempo da perdere: è ora di chiedere a gran voce di voler essere soccorsi da professionisti, autisti soccorritori, infermieri e medici del 118 dipendenti, persone che svolgono questa attività come lavoro, non per hobby o spirito umanitario».
Il bersaglio comunque, chiarisce il CoEs, non è certo il volontariato: «Il loro supporto e la loro collaborazione sono necessarie, indispensabili, ma in nessun modo devono sostituirsi ai dipendenti».
Da qui il rinnovo delle richiesta di riconoscimento dell’autista soccorritore: «Tre mesi fa la proposta è stata inviata al presidente della Regione Bonaccini e all’assessore alla Sanità Venturi, ma tutto è passato inosservato». L’appello è infine rivolto anche ai cittadini: «Aprite gli occhi, il 118 è fatto di persone meravigliose che fanno il loro lavoro con amore e sacrificio, ma hanno una famiglia da mantenere. Ogni postazione del 118 è garantita h24 da sei autisti soccorritori e sei infermieri, quindi 12 famiglie. Dodici posti di lavoro persi se sostituiti dai volontari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
