La bimba morta, decisivi gli esami istologici
Migliarino, dopo l’autopsia sulla piccola salma che era stata messa nel freezer gli approfondimenti saranno necessari per stabilire le cause del decesso
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MIGLIARINO. Trenta giorni lunghissimi. Sono quelli che da giovedì sta vivendo Mirka Rolfini, la donna di Migliarino indagata per omicidio e occultamento di cadavere. Trenta giorni che serviranno ai periti medico legali di effettuare gli esami istologici dopo l’autopsia svolta sul corpo della bimba.
La Rolfini aveva partorito la sera del 2 giugno una bambina tra i 7/8 mesi dal peso di circa 3 chili: l’ha pulita, lavata, infilata in una bustina di plastica, che si usano per gli alimenti e l’ha riposta nel congelatore a pozzetto. La donna, quattro giorni dopo si è presentata al pronto soccorso, ma ha saputo dire agli inquirenti dove era il feto solo l’8 giugno. In questi giorni la donna è rimasta ricoverata nei giorni scorsi nel reparto di Ginecologia e quello che accadrà nei prossimi giorni è difficile da ipotizzare perché tutto ruota proprio attorno ai risultati dell’autopsia.
La bambina era nata viva ma non si può sapere per quanto tempo lo sia rimasta, perché aveva respirato ma non si sa se poco o a lungo. Sul suo corpo comunque non sono state repertate lesioni nè di congelamento nè di asfissia, dunque non sarebbe stata viva quando è stata messa nel freezer e non vi sarebbero stati atti volontari, almeno dai primi risultati del momento, per indicare le cause della morte.
Gli esami più approfonditi dovranno indicare se le cause della morte possano essere naturali o provocate da una azione esterna, anche accidentale.
Un caso che si presenta molto complesso sotto diversi punti di vista.
Quello medico legale perché è necessario capire per quanto tempo la bimba è rimasta in vita, ma anche cosa è scattato nella mente della donna, le dinamiche all’interno della famiglia e quale la strada migliore anche per gli altri figli, sei e di tutte le età, della coppia.
Per i più piccoli sono già intervenuti i servizi sociali e i legali della famiglia Gianluigi Pieraccini e Monica Guerzoni seguono i loro assistiti in ogni singolo passo, vista la delicatezza del caso.
Legali e inquirenti, interpellati ieri, invitano alla cautela poiché i risultati emersi ieri dai primi esami indicano che la bimba è nata viva ma non si può al momento stabilire le cause della morte, che potrebbero anche essere naturali.
Lo scenario che potrebbe delinearsi è che una volta partorita, la bimba possa avere avuto complicazioni naturali che possano averla portata al decesso.
La Rolfini aveva partorito la sera del 2 giugno una bambina tra i 7/8 mesi dal peso di circa 3 chili: l’ha pulita, lavata, infilata in una bustina di plastica, che si usano per gli alimenti e l’ha riposta nel congelatore a pozzetto. La donna, quattro giorni dopo si è presentata al pronto soccorso, ma ha saputo dire agli inquirenti dove era il feto solo l’8 giugno. In questi giorni la donna è rimasta ricoverata nei giorni scorsi nel reparto di Ginecologia e quello che accadrà nei prossimi giorni è difficile da ipotizzare perché tutto ruota proprio attorno ai risultati dell’autopsia.
La bambina era nata viva ma non si può sapere per quanto tempo lo sia rimasta, perché aveva respirato ma non si sa se poco o a lungo. Sul suo corpo comunque non sono state repertate lesioni nè di congelamento nè di asfissia, dunque non sarebbe stata viva quando è stata messa nel freezer e non vi sarebbero stati atti volontari, almeno dai primi risultati del momento, per indicare le cause della morte.
Gli esami più approfonditi dovranno indicare se le cause della morte possano essere naturali o provocate da una azione esterna, anche accidentale.
Un caso che si presenta molto complesso sotto diversi punti di vista.
Quello medico legale perché è necessario capire per quanto tempo la bimba è rimasta in vita, ma anche cosa è scattato nella mente della donna, le dinamiche all’interno della famiglia e quale la strada migliore anche per gli altri figli, sei e di tutte le età, della coppia.
Per i più piccoli sono già intervenuti i servizi sociali e i legali della famiglia Gianluigi Pieraccini e Monica Guerzoni seguono i loro assistiti in ogni singolo passo, vista la delicatezza del caso.
Legali e inquirenti, interpellati ieri, invitano alla cautela poiché i risultati emersi ieri dai primi esami indicano che la bimba è nata viva ma non si può al momento stabilire le cause della morte, che potrebbero anche essere naturali.
Lo scenario che potrebbe delinearsi è che una volta partorita, la bimba possa avere avuto complicazioni naturali che possano averla portata al decesso.
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