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Partecipanza di Pieve Si punta a dividere  ogni 10 anni i terreni 

Partecipanza di Pieve Si punta a dividere  ogni 10 anni i terreni 

Le proposte per lo statuto presentate a Renazzo e XII Morelli L’obiettivo è arrivare in assemblea a novembre con le modifiche 

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RENAZZO. La divisione ogni 10 anni, invece degli attuali 20. Poi l'apertura alle donne, il coinvolgimento dei giovani e dei partecipanti fuori cerchia. Col chiaro intento di arrivare alla modifica dello Statuto, la Partecipanza di Pieve di Cento ha incontrato a Renazzo - e ieri un nuovo incontro era in programma a XII Morelli - i partecipanti per presentare proposte di variazione e raccogliere osservazioni.

Primo passo, la presentazione dei dati relativi all'ente agrario e ad illustrare le proposte di rinnovamento statutario, il presidente Adriano Govoni e i consiglieri Salvatore Alberghini, Gelsomino Govoni, Gianni Cavicchi, Gianni Melloni (componenti della Commissione Statuto e Regolamenti) e il consulente incaricato Michele Filippini (presidente nazionale Consulta Proprietà Collettive).

Partendo dalla constatazione che non sono i partecipanti i veri conduttori del loro patrimonio fondiario, ma i conduttori terzi, il consiglio d'amministrazione della Partecipanza pievese punta a ridurre la distanza tra il partecipante dall'ente agrario. Un coinvolgimento che passa attraverso la modifica dello Statuto entro il 2017, ad anticipare la divisione del 2019. Tra le proposte e di nuovi incontri a settembre - obiettivo del presidente Govoni arrivare all'approvazione in assemblea all'incirca a novembre- anche la riduzione del periodo d'assegnazione dei capi. Tempi dimezzati, dai 20 anni a 10 anni, per rendere l'ente più dinamico di fronte alle istanze di cambiamento.

Poi il tema della partecipazione dei giovani (figli e nipoti di partecipanti). L'idea è dare loro la possibilità di partecipare all'assemblea generale per delega, poi l'istituzione di consulte e organismi partecipativi permanenti. Molti i partecipanti presenti che a gran voce hanno sollevato la questione dei 'fuori cerchia' (partecipanti che per Statuto non hanno diritto al capo perché fuori dall'area definita di assegnazione).

Di fronte alla richiesta di inclusione e di veder riconosciuto il diritto di assegnazione del capo, in particolare agli “imprenditori agricoli fuori cerchia”, la Commissione Statuto si è presa l'impegno di affrontare il problema. Da trovare la formula per il coinvolgimento, che passerà attraverso l'istituzione di una consulta ad hoc e l'entrata in consiglio, ma anche attraverso nuove opportunità di accesso ai terreni. Tuttavia chiaro l'intento del consiglio: non andare a intaccare il tema dei confini, evitare la polverizzazione del patrimonio fondiario dell'ente, che comporterebbe un disvalore del terreno e la morte della stessa Partecipanza agraria. (b.b.)

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