I dipendenti del Comune pronti per il telelavoro
di Gian Pietro Zerbini
Dal prossimo mese entrerà in funzione una sperimentazione per 10 lavoratori L’assessore Caterina Ferri: l’obiettivo è arrivare a quota 10% del personale
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Dal prossimo mese inizia la sperimentazione del telelavoro per 10 dipendenti del Comune di Ferrara.
È la prima risposta che va nella direzione indicata dal ministero della pubblica amministrazione con un provvedimento che prevede - almeno un 10% del personale che lo richiede - la sperimentazione di forme di smart working, senza penalizzazioni nella loro professionalità e nell'avanzamento di carriera. Un «grande esempio di cambiamento che tiene insieme innovazione e coesione sociale» secondo il ministro Marianna Madia.
«Partiamo con questa sperimentazione a luglio - conferma l’assessore Caterina Ferri che oltre alla delega al lavoro ha acquisito negli ultimi giorni anche quella del personale - con un numero al momento di 10 dipendenti su 16 candidati che ne avevano fatto richiesta. Tramite una graduatoria, al vaglio anche dei 21 dirigenti dei settori della nostra amministrazione comunale, si sceglierà il personale che possa fare il lavoro da casa, con mansioni ovviamente che non rientrano nei lavori di front office e di sportello».
In pratica il dipendente comunale potrà svolgere direttamente il primo lavoro da casa, munito dell’attrezzatura informatica per farla.
«Il dipendente che farà il telelavoro deve recarsi nel suo ufficio in Comune almeno una volta alla settimana - precisa Ferri - ma non più di due. Il periodo di sperimentazione avrà una durata minima di 4 mesi e una massima di un anno. Da dicembre abbiamo lavorato alla stesura di un regolamento che consenta ai dipendenti che hanno mansioni idonee a farlo di iniziare la pratica del telelavoro e siamo pronti per partire. Ovviamente l’obiettivo fissato dal ministero del 10% è ancora molto lontano, ma l’importante è partire per evitare di accumulare del ritardo».
Complessivamente i dipendenti del Comune di Ferrara sono 1.136 quindi al momento i dipendenti che iniziano il telelavoro sono quasi l’1% del totale, ma saranno importanti questi mesi di sperimentazione per allargare ulteriormente la fascia a chi ne fa richiesta.
«Ovviamente - precisa l’assessore al lavoro e al personale - in questi mesi abbiamo preso contatti anche con le organizzazioni sindacali per affrontare questa specifica del telelavoro».
Per quanto riguarda la graduatoria dei dipendenti che faranno richiesta di lavorare da casa verrà formata tenendo presente anche le specifiche necessità dei lavoratori, verranno esaminate le situazioni del carico familiare, del percorso casa lavoro e tanti altri fattori. Un ruolo particolare anche nella scelta dei dipendenti comunali che potranno lavorare da casa l’avranno anche i dirigenti dei settori dell’amministrazione.
Al telelavoratore verrà corrisposta una somma a titolo di rimborso forfetario onnicomprensiva, per la partecipazione agli oneri connessi ai consumi energetici e delle spese telefoniche e di connessione complessivamente intese, pari a 35 euro mensili. In ogni caso, l’amministrazione valuterà, mediante il proprio servizio sistemi informativi, la modalità più conveniente e idonea per l’attivazione dei collegamenti telefonici/telematici necessari allo svolgimento del telelavoro. Oltre alla normale formazione offerta a tutti i lavoratori, i telelavoratori ricevono una formazione specifica, mirata agli strumenti tecnici di lavoro di cui dispongono e sulle caratteristiche di tale forma di organizzazione del lavoro.
È la prima risposta che va nella direzione indicata dal ministero della pubblica amministrazione con un provvedimento che prevede - almeno un 10% del personale che lo richiede - la sperimentazione di forme di smart working, senza penalizzazioni nella loro professionalità e nell'avanzamento di carriera. Un «grande esempio di cambiamento che tiene insieme innovazione e coesione sociale» secondo il ministro Marianna Madia.
«Partiamo con questa sperimentazione a luglio - conferma l’assessore Caterina Ferri che oltre alla delega al lavoro ha acquisito negli ultimi giorni anche quella del personale - con un numero al momento di 10 dipendenti su 16 candidati che ne avevano fatto richiesta. Tramite una graduatoria, al vaglio anche dei 21 dirigenti dei settori della nostra amministrazione comunale, si sceglierà il personale che possa fare il lavoro da casa, con mansioni ovviamente che non rientrano nei lavori di front office e di sportello».
In pratica il dipendente comunale potrà svolgere direttamente il primo lavoro da casa, munito dell’attrezzatura informatica per farla.
«Il dipendente che farà il telelavoro deve recarsi nel suo ufficio in Comune almeno una volta alla settimana - precisa Ferri - ma non più di due. Il periodo di sperimentazione avrà una durata minima di 4 mesi e una massima di un anno. Da dicembre abbiamo lavorato alla stesura di un regolamento che consenta ai dipendenti che hanno mansioni idonee a farlo di iniziare la pratica del telelavoro e siamo pronti per partire. Ovviamente l’obiettivo fissato dal ministero del 10% è ancora molto lontano, ma l’importante è partire per evitare di accumulare del ritardo».
Complessivamente i dipendenti del Comune di Ferrara sono 1.136 quindi al momento i dipendenti che iniziano il telelavoro sono quasi l’1% del totale, ma saranno importanti questi mesi di sperimentazione per allargare ulteriormente la fascia a chi ne fa richiesta.
«Ovviamente - precisa l’assessore al lavoro e al personale - in questi mesi abbiamo preso contatti anche con le organizzazioni sindacali per affrontare questa specifica del telelavoro».
Per quanto riguarda la graduatoria dei dipendenti che faranno richiesta di lavorare da casa verrà formata tenendo presente anche le specifiche necessità dei lavoratori, verranno esaminate le situazioni del carico familiare, del percorso casa lavoro e tanti altri fattori. Un ruolo particolare anche nella scelta dei dipendenti comunali che potranno lavorare da casa l’avranno anche i dirigenti dei settori dell’amministrazione.
Al telelavoratore verrà corrisposta una somma a titolo di rimborso forfetario onnicomprensiva, per la partecipazione agli oneri connessi ai consumi energetici e delle spese telefoniche e di connessione complessivamente intese, pari a 35 euro mensili. In ogni caso, l’amministrazione valuterà, mediante il proprio servizio sistemi informativi, la modalità più conveniente e idonea per l’attivazione dei collegamenti telefonici/telematici necessari allo svolgimento del telelavoro. Oltre alla normale formazione offerta a tutti i lavoratori, i telelavoratori ricevono una formazione specifica, mirata agli strumenti tecnici di lavoro di cui dispongono e sulle caratteristiche di tale forma di organizzazione del lavoro.
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