Scompensi legati al caldo Sos al Delta
Infezioni e infiammazioni in pazienti cronici Allarme posti letto. Cona, nessuna emergenza
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La colonnina del mercurio non si è ancora arrampicata ai livelli record, attorno ai 40 gradi, registrati nelle estati bollenti del 2003 e del 2015, ma queste giornate calde e soleggiate hanno già portato i primi disagi legati all’afa: bastano i 31 gradi raggiunti ieri, con un livello di umidità superiore al 40 per cento, per procurare fastidi quali sudorazione a mille, inappetenza, stanchezza e difficoltà a concentrarsi, sete e stanchezza.
Per chi soffre di qualche patologia cronica, o per le categorie più fragili e a rischio come bambini e anziani a questi malesseri si possono affiancare problemi sanitari più gravi, e con l’estate si apre anche una stagione particolarmente intensa per il personale del pronto soccorso degli ospedali, al pari del periodo invernale quando si registra il picco dell’epidemia influenzale.
Fino a questo momento l’ospedale di Cona non ha accusato particolari difficoltà, al contrario di quello che sta avvenendo al Delta di Lagosanto dove negli ultimi giorni l’arrivo di diverse persone con disturbi, anche gravi, correlati all’afa ha avuto ripercussioni negative anche per la disponibilità di posti letto.
«In questi giorni stanno arrivando al pronto soccorso del Delta diversi pazienti con forme infiammatorie e infettive - spiega la dottoressa Adelina Ricciardelli, responsabile dei Pronto soccorso dell’azienda Usl - Si tratta di persone che soffrono di disturbi cronici e che, per la disidratazione, vanno incontro molto più facilmente a forme infettive o infiammatorie come gastroenteriti o problemi alle vie urinarie. Si tratta di scompensi che, se non hanno un rapporto diretto dimostrato con il caldo, rappresentano comunque un “effetto collaterale” per quelle persone che, perché anziane o già sofferenti di pluripatologie hanno una maggior sensibilità e predisposizione riguardo a scompensi connessi alla disidratazione».
La conseguenza è la ripresa di punte di afflusso al pronto soccorso di pazienti con disturbi anche gravi «come avviene nel periodo di massima diffusione dell’influenza - conclude Ricciardelli - e in questi giorni abbiamo anche accusato qualche difficoltà con i posti letto».
Si tratta, comunque, di persone arrivate di loro iniziativa al pronto soccorso: a ieri non sono state rese note richieste di intervento dell’emergenza sanitaria, in provincia, per malori causati dal caldo.
Situazione sotto controllo all’ospedale di Cona, come illustra il dottor Davide Sighinolfi, medico di turno per i codici rossi al pronto soccorso del Sant’Anna. «Per fortuna al momento non registriamo alcuna criticità legata al caldo. È un’emergenza che conosciamo bene e per la quale siamo attrezzati con procedure codificate per il potenziamento del servizio. Ma fino ad adesso non è si sono rese necessarie, né si segnalano difficoltà legate alla disponibilità di posti letto. Oggi (ieri ndr) qui al pronto soccorso di Cona è una giornata nella norma, con attività intensa ma senza emergenze particolari né, appunto, episodi correlati a colpi di calore», conclude Sighinolfi.
A dover fare attenzione, oltre ai malati cronici, sono soprattutto le persone anziane, esposte maggiormente a fenomeni di disidratazione proprio perché spesso percepiscono in modo molto meno intenso gli effetti del caldo. Sono proprio pazienti della terza età a rivolgersi con maggior frequenza al pronto soccorso in caso di “danni a caldo”, provenienti sia da abitazioni private che da strutture protette.
Alessandra Mura
Per chi soffre di qualche patologia cronica, o per le categorie più fragili e a rischio come bambini e anziani a questi malesseri si possono affiancare problemi sanitari più gravi, e con l’estate si apre anche una stagione particolarmente intensa per il personale del pronto soccorso degli ospedali, al pari del periodo invernale quando si registra il picco dell’epidemia influenzale.
Fino a questo momento l’ospedale di Cona non ha accusato particolari difficoltà, al contrario di quello che sta avvenendo al Delta di Lagosanto dove negli ultimi giorni l’arrivo di diverse persone con disturbi, anche gravi, correlati all’afa ha avuto ripercussioni negative anche per la disponibilità di posti letto.
«In questi giorni stanno arrivando al pronto soccorso del Delta diversi pazienti con forme infiammatorie e infettive - spiega la dottoressa Adelina Ricciardelli, responsabile dei Pronto soccorso dell’azienda Usl - Si tratta di persone che soffrono di disturbi cronici e che, per la disidratazione, vanno incontro molto più facilmente a forme infettive o infiammatorie come gastroenteriti o problemi alle vie urinarie. Si tratta di scompensi che, se non hanno un rapporto diretto dimostrato con il caldo, rappresentano comunque un “effetto collaterale” per quelle persone che, perché anziane o già sofferenti di pluripatologie hanno una maggior sensibilità e predisposizione riguardo a scompensi connessi alla disidratazione».
La conseguenza è la ripresa di punte di afflusso al pronto soccorso di pazienti con disturbi anche gravi «come avviene nel periodo di massima diffusione dell’influenza - conclude Ricciardelli - e in questi giorni abbiamo anche accusato qualche difficoltà con i posti letto».
Si tratta, comunque, di persone arrivate di loro iniziativa al pronto soccorso: a ieri non sono state rese note richieste di intervento dell’emergenza sanitaria, in provincia, per malori causati dal caldo.
Situazione sotto controllo all’ospedale di Cona, come illustra il dottor Davide Sighinolfi, medico di turno per i codici rossi al pronto soccorso del Sant’Anna. «Per fortuna al momento non registriamo alcuna criticità legata al caldo. È un’emergenza che conosciamo bene e per la quale siamo attrezzati con procedure codificate per il potenziamento del servizio. Ma fino ad adesso non è si sono rese necessarie, né si segnalano difficoltà legate alla disponibilità di posti letto. Oggi (ieri ndr) qui al pronto soccorso di Cona è una giornata nella norma, con attività intensa ma senza emergenze particolari né, appunto, episodi correlati a colpi di calore», conclude Sighinolfi.
A dover fare attenzione, oltre ai malati cronici, sono soprattutto le persone anziane, esposte maggiormente a fenomeni di disidratazione proprio perché spesso percepiscono in modo molto meno intenso gli effetti del caldo. Sono proprio pazienti della terza età a rivolgersi con maggior frequenza al pronto soccorso in caso di “danni a caldo”, provenienti sia da abitazioni private che da strutture protette.
Alessandra Mura
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