Torna la barbabietola Produzione doppia con nuove tecniche
Brognara (Confagricoltura): zucchero top nel made in Italy Grandi benefici per l’abbattimento di anidride carbonica
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Che sia per i continui ribassi dei cereali, o per le buone quotazioni a livello internazionale dello zucchero, o anche per la riapertura dello stabilimento di San Quirico, gli agricoltori sono tornati a coltivare barbabietole, con previsioni colturali e di prezzo definite alquanto buone. E dal primo ottobre assisteremo in Europa all'abolizione delle quote di produzione: a questo proposito la Confederazione europea dei coltivatori di barbabietole (Cibe) prevede un aumento delle semine del 17%, ma anche potenziali difficoltà legate alla libera concorrenza con una maggiore esposizione alla volatilità dei mercati. Incombe inoltre l’incognita Brexit, dato che in Gran Bretagna risiedono alcuni tra i maggiori zuccherifici d’Europa.
Alessandro Brognara, presidente della sezione Bieticola di Confagricoltura Ferrara, consigliere di amministrazione di Coprob e membro del Club territoriale della barbabietola fa il punto: «La campagna bieticola 2017 può contare su più di 37.000 ettari di superficie dedicata, in aumento rispetto allo scorso anno di circa 5.000 ha. Coprob è il primo produttore di zucchero 100% italiano, con gli impianti di Minerbio e Pontelongo trasforma 32.000 ha di barbabietole, di cui 6.200 coltivati nella nostra provincia, mentre lo zuccherificio di San Quirico di Sadam Eridania quest'anno accoglierà le barbabietole prodotte in circa 5.000 ettari di terreno. La chiusura dell'annata 2016 è stata ottima per le aziende che hanno lavorato seguendo i disciplinari. Se vogliamo salvare la filiera dello zucchero italiano, abbiamo il dovere di divulgare il più possibile una nuova metodologia che ci permetta di ottenere una produttività sempre maggiore. Coprob ha approfondito nuove tecniche agronomiche per pratiche colturali compatibili con le esigenze di tutela ambientale che ora necessitano di ampia divulgazione e soprattutto di applicazione. Abbiamo lavorato su genetica, tecnologia e irrigazione e in diversi casi siamo riusciti a migliorare la nostra produttività del 50%. Oggi ci stiamo man mano allineando alla media delle rese di francesi e tedeschi. Molto è stato fatto sotto il profilo industriale per rendere altamente efficienti gli stabilimenti. Determinante diventa l'impegno delle istituzioni e del Governo nel mantenere almeno i fondi destinati agli aiuti accoppiati, vitali per il settore bieticolo».
«La crisi del mercato ci ha reso più forti, negli ultimi anni abbiamo raddoppiato le dimensioni della cooperativa e consolidato il bacino agricolo e industriale - aggiunge Brognara - inoltre la bietola cattura enormi quantità di anidride carbonica garantendo una valida alternativa di rotazione alle classiche colture cerealicole; offre all'ambiente indiscutibili benefici, agronomici ed economici. La virtuosa rotazione delle colture con la barbabietola aumenta infatti del 10-20% quella successiva dei cereali. Come Confagricoltura abbiamo sempre mantenuto un costante impegno per far sì che la filiera dello zucchero 100% italiano possa consolidare la sua ripresa, siamo convinti che lo zucchero italiano apporti valore all'intera società e vanto al nostro Made in Italy.
Andrea Tebaldi
Alessandro Brognara, presidente della sezione Bieticola di Confagricoltura Ferrara, consigliere di amministrazione di Coprob e membro del Club territoriale della barbabietola fa il punto: «La campagna bieticola 2017 può contare su più di 37.000 ettari di superficie dedicata, in aumento rispetto allo scorso anno di circa 5.000 ha. Coprob è il primo produttore di zucchero 100% italiano, con gli impianti di Minerbio e Pontelongo trasforma 32.000 ha di barbabietole, di cui 6.200 coltivati nella nostra provincia, mentre lo zuccherificio di San Quirico di Sadam Eridania quest'anno accoglierà le barbabietole prodotte in circa 5.000 ettari di terreno. La chiusura dell'annata 2016 è stata ottima per le aziende che hanno lavorato seguendo i disciplinari. Se vogliamo salvare la filiera dello zucchero italiano, abbiamo il dovere di divulgare il più possibile una nuova metodologia che ci permetta di ottenere una produttività sempre maggiore. Coprob ha approfondito nuove tecniche agronomiche per pratiche colturali compatibili con le esigenze di tutela ambientale che ora necessitano di ampia divulgazione e soprattutto di applicazione. Abbiamo lavorato su genetica, tecnologia e irrigazione e in diversi casi siamo riusciti a migliorare la nostra produttività del 50%. Oggi ci stiamo man mano allineando alla media delle rese di francesi e tedeschi. Molto è stato fatto sotto il profilo industriale per rendere altamente efficienti gli stabilimenti. Determinante diventa l'impegno delle istituzioni e del Governo nel mantenere almeno i fondi destinati agli aiuti accoppiati, vitali per il settore bieticolo».
«La crisi del mercato ci ha reso più forti, negli ultimi anni abbiamo raddoppiato le dimensioni della cooperativa e consolidato il bacino agricolo e industriale - aggiunge Brognara - inoltre la bietola cattura enormi quantità di anidride carbonica garantendo una valida alternativa di rotazione alle classiche colture cerealicole; offre all'ambiente indiscutibili benefici, agronomici ed economici. La virtuosa rotazione delle colture con la barbabietola aumenta infatti del 10-20% quella successiva dei cereali. Come Confagricoltura abbiamo sempre mantenuto un costante impegno per far sì che la filiera dello zucchero 100% italiano possa consolidare la sua ripresa, siamo convinti che lo zucchero italiano apporti valore all'intera società e vanto al nostro Made in Italy.
Andrea Tebaldi
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