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Don Piero, il prete ferrarese che ha anticipato il Papa 

Don Piero, il prete ferrarese che ha anticipato il Papa 

Morto dieci anni fa, aveva come suoi maestri don Mazzolari e don Milani Quei due sacerdoti “scomodi” a cui domani Francesco renderà omaggio

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Domani Papa Francesco renderà omaggio a due straordinarie figure di sacerdoti, andando a pregare sulle tombe di don Primo Mazzolari a Bozzolo nella campagna mantovana e di don Lorenzo Milani nella sperduta Barbiana tra le colline fiorentine. Un riconoscimento papale che a molti ferraresi fa venire alla mente don Piero Tollini, un sacerdote morto dieci anni fa, che proprio nel ferrarese per oltre mezzo secolo ha insegnato il vangelo ai suoi parrocchiani (Sacra Famiglia di via Bologna, San Martino e soprattutto Montalbano e Perpetuo Soccorso di Borgo Punta) prendendo come punti di riferimento proprio don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, considerati i suoi maestri. Non era facile per quei tempi avere come modelli due sacerdoti così, considerati scomodi, tanto che anche don Piero alla lunga venne considerato tale solo perché predicava il vangelo in maniera radicale, senza compromessi e totalmente dalla parte dei poveri. Don Tollini, lombardo di nascita, deve agli scritti mazzolariani sul periodico “Adesso” e alle meditazioni domenicali di don Primo la sua vocazione come è stato confermato anche dalla scoperta recente di un carteggio epistolare prima della sua ordinazione avvenuta a Ferrara nel 1953. Una volta sacerdote Tollini rimase stregato anche dalla figura di don Milani, quel prete mandato in esilio per punizione nella piccola Barbiana, una frazione che divenne famosa per il modello educativo che vi costruì, la scuola di Barbiana.

Quante volte don Piero, dopo la morte dei suoi maestri, è andato a Bozzolo e a Barbiana per trovare ispirazione per il suo ministero sacerdotale e nuova linfa. Questo riconoscimento di Papa Francesco ai due sacerdoti va letto anche come un giusto riconoscimento a don Piero Tollini, che ha molto sofferto per la sua coerenza di pensiero e per quel suo essere dalla parte degli ultimi, come insegnavano don Primo e don Lorenzo. Ha saputo anticipare i tempi, in maniera profetica, come possono testimoniare tantissimi ferraresi che andavano ad ascoltare le sue omelie, cariche di valori e carità. Anche perché come amava ripetere don Piero, «non c’è niente di più religioso al mondo del nostro rapporto con gli altri». (g.p.z.)

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