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Spiaggia libera “vietata” a disabili e carrozzine  

Spiaggia libera “vietata” a disabili e carrozzine  

Porto Garibaldi, protestano turisti e residenti: l’accesso è difficile «Non esistono bagni pubblici, le dune a fine giornata sono ridotte malissimo»

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PORTO GARIBALDI. Dopo che un’autovettura, lanciata a velocità massima venerdì notte ha sfondato una siepe di oleandri, finendo la propria corsa sul muretto della pista ciclo-pedonale di viale dei Mille, una delle residenti, Jole Alberti ha deciso di sensibilizzare le istituzioni locali.

«Dal ristorante Pericle verso il Piccolo Bar - dichiara la donna, residente a Verona, proprietaria di un alloggio in viale dei Mille -, c’è la segnaletica, mentre in questa zona, la pista ciclo-pedonale attraversa un curvone, ma non c’è neanche un segnale e qui siamo a rischio tutti i giorni, non solo perché le automobili sfrecciano a tutta velocità, ma anche perché i pedoni rischiano di essere investiti dalle biciclette». La turista, che ospita i genitori anziani con difficoltà di deambulazione, vorrebbe l’accesso alle spiagge, anche quelle libere, dotato di passerelle per carrozzine (per disabili, ma anche per bimbi) e fontanelle d’acqua, mentre a Porto Garibaldi, oltre allo zoccolo del marciapiede, ci si imbatte pure nell’ostacolo costituito da un lungo percorso sabbioso tra le dune.

«Mancano anche i servizi igienici pubblici - prosegue la donna - e chi si serve della spiaggia libera ad un certo punto risponde alle esigenze fisiologiche in mezzo all’erba delle dune, perché per arrivare allo stabilimento balneare più vicino ci saranno almeno 500 metri da percorrere a piedi». La turista veronese riferisce di aver già spedito foto al Comune e all’Asl per la presenza di escrementi e di rifiuti abbandonati da turisti incivili, in prossimità delle dune. «Poiché il mio appartamento è fronte mare è capitato parecchie volte - conclude la donna -, di aver accolto turisti, che arrivavano dalla spiaggia in condizioni di estremo disagio, chiedendo di poter utilizzare il mio bagno».

Mentre la donna snocciola proposte per dotare di servizi pubblici la spiaggia libera di Porto Garibaldi, si assiste casualmente all’uscita dalla spiaggia libera di una famiglia con bimbo sul passeggino. Il traffico scarso dell’ora di pranzo induce qualcuno a pigiare sull’acceleratore, con il rischio di effettuare una brusca frenata in corrispondenza dell’attraversamento pedonale, posto dopo il curvone di viale dei Mille. L’istituzione di uno o più dissuasori del traffico potrebbe costituire un deterrente per la velocità sostenuta. «Abbiamo mandato foto e segnalazioni agli uffici del Comune - aggiunge Jole Alberti - e questa volta speriamo davvero di ottenere una risposta. L’altra notte ci siamo svegliati di soprassalto dopo il botto, ma poi l'auto è scappata. Ma se qualcuno si facesse male seriamente, sarebbe un dramma».

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