Cidas in consolidamento Crescono ricavi e addetti
Il giro d’affari ha raggiunto quota 39,5 milioni con i nuovi servizi sviluppati Gli occupati salgono a 1.107 unità. In flessione Roe e Margine operativo lordo
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Un anno di «stabilità economica e organizzativa», così viene archiviato il 2016 per la coop sociale Cidas, una delle realtà economiche più importanti del settore servizi in provincia di Ferrara, che domani tiene l’assemblea annuale di bilancio (ore 18, ristorante Da Daio-Ottocento di Ostellato). Un anno caratterizzato dall’acquisizione di due nuovi servizi definiti «strategici»: l’assistenza domiciliare nei comuni di Ferrara, Voghiera e Masi Torello, e il servizio di trasporto in ambulanza nei presidi ospedalieri di Trieste. Sono iniziati i lavori per il nuovo Centro socio riabilitativo residenziale da 20 posti, che dovrebbero concludersi entro l’anno, ed è pensato per dare risposta ai problemi della disabilità, e l’anno in corso dovrà essere anche quello di una nuova definizione organizzativa. In un contesto che presenta solo segni positivi, o quasi, risulta ammortizzato l’impatto della vicenda ambulanze ai volontari che sta tenendo banco in questi giorni a livello territoriale.
I dati principali del bilancio indicano una tendenza accentuata al consolidamento nell’ultimo triennio. I ricavi sono saliti da 38,7 milioni del 2015 a 39,5 del 2016, e un andamento simile ha il valore aggiunto, mentre il margine operativo lordo sui ricavi è in calo dal 5,42 a 4,34%, a causa essenzialmente dell’allargarsi della forbice tra le tariffe di convenzionamento e i costi del personale. Circa 16,3 milioni di ricavi provengono da clienti privati, con le aziende sanitarie a mantenere la quota più grossa sul fatturato. I tempi medi di pagamento da parte dei committenti, peraltro, si attestano a 107 giorni e «non si registrano contenziosi in essere con la pubblica amministrazione circa le relazioni contrattuali». Delle 23 strutture gestite in toto o parzialmente da Cidas, i fatturati più consistenti sono in capo alla casa per anziani Residence service di Ferrara (186 posti, 137 addetti e 5,9 milioni di fatturato), la casa residenza per anziani Ripagrande di Ferrara (4 milioni), il centro riabilitativo Parco La Fiorana (2,8 milioni) e il centro diurno Mantovani di Copparo (1,9 milioni). Tra i servizi è rilevante il contributo dell’assistenza domiciliare nell’area dell’Unione Terre e fiumi (16 addetti, 637.594 euro), mentre deve ancora decollare il nuovo servizio “Come te” per gli utenti privati di Ferrara.
La redditività netta (Roe) è passato dal 3,58 al 3.08%, mentre il cash flow è passato dal 4 al 3,88%. Il totale investimenti realizzati nel 2016 è di 554.871,88 euro la maggioranza dei quali (184.518 euro) per il parco ambulanze e, in generale, per gli automezzi. Lievita il prestito sociale, da 908 a 970mila euro, che ha un tasso lordo medio del 2,75%, mentre il capitale sociale è passato da 3.847.911 euro del 2014 a 2.911.914 euro dell’anno scorso, dopo il calo accentuato del 2015.
Significativo l’andamento di soci e lavoratori. I soci iscritti a libro sono diventati 889 (+35 unità in anno), in grande prevalenza donne. Crescono anche gli occupati, da 1.033 a 1.107 in due anni, con 316 assunzioni nel 2016: la stragrande maggioranza sono in provincia di Ferrara, con presenze anche a Piacenza, Bergamo, Bologna, Parma, Padova e Trieste. I part time sono 754 contro 352 occupati a tempo pieno: la quota maggiore è rappresentata da operatori socio-sanitari, 477, poi vengono 181 autisti/soccorritori, 98 infermieri professionali e 84 trasportatori. Il numero degli infortuni è abbastanza stabile, 79 nel 2016, 11 dei quali da contatto con l’ospite». (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I dati principali del bilancio indicano una tendenza accentuata al consolidamento nell’ultimo triennio. I ricavi sono saliti da 38,7 milioni del 2015 a 39,5 del 2016, e un andamento simile ha il valore aggiunto, mentre il margine operativo lordo sui ricavi è in calo dal 5,42 a 4,34%, a causa essenzialmente dell’allargarsi della forbice tra le tariffe di convenzionamento e i costi del personale. Circa 16,3 milioni di ricavi provengono da clienti privati, con le aziende sanitarie a mantenere la quota più grossa sul fatturato. I tempi medi di pagamento da parte dei committenti, peraltro, si attestano a 107 giorni e «non si registrano contenziosi in essere con la pubblica amministrazione circa le relazioni contrattuali». Delle 23 strutture gestite in toto o parzialmente da Cidas, i fatturati più consistenti sono in capo alla casa per anziani Residence service di Ferrara (186 posti, 137 addetti e 5,9 milioni di fatturato), la casa residenza per anziani Ripagrande di Ferrara (4 milioni), il centro riabilitativo Parco La Fiorana (2,8 milioni) e il centro diurno Mantovani di Copparo (1,9 milioni). Tra i servizi è rilevante il contributo dell’assistenza domiciliare nell’area dell’Unione Terre e fiumi (16 addetti, 637.594 euro), mentre deve ancora decollare il nuovo servizio “Come te” per gli utenti privati di Ferrara.
La redditività netta (Roe) è passato dal 3,58 al 3.08%, mentre il cash flow è passato dal 4 al 3,88%. Il totale investimenti realizzati nel 2016 è di 554.871,88 euro la maggioranza dei quali (184.518 euro) per il parco ambulanze e, in generale, per gli automezzi. Lievita il prestito sociale, da 908 a 970mila euro, che ha un tasso lordo medio del 2,75%, mentre il capitale sociale è passato da 3.847.911 euro del 2014 a 2.911.914 euro dell’anno scorso, dopo il calo accentuato del 2015.
Significativo l’andamento di soci e lavoratori. I soci iscritti a libro sono diventati 889 (+35 unità in anno), in grande prevalenza donne. Crescono anche gli occupati, da 1.033 a 1.107 in due anni, con 316 assunzioni nel 2016: la stragrande maggioranza sono in provincia di Ferrara, con presenze anche a Piacenza, Bergamo, Bologna, Parma, Padova e Trieste. I part time sono 754 contro 352 occupati a tempo pieno: la quota maggiore è rappresentata da operatori socio-sanitari, 477, poi vengono 181 autisti/soccorritori, 98 infermieri professionali e 84 trasportatori. Il numero degli infortuni è abbastanza stabile, 79 nel 2016, 11 dei quali da contatto con l’ospite». (s.c.)
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