SPERIMENTAZIONE con i braccialetti A OSTETRICIA
L’ospedale vara il codice a barre anti-errore per i farmaci
«Il Foglio Unico di terapia informatizzata ( FUTI) – presentato ieri a Cona dal direttore sanitario Eugenio Di Ruscio – rappresenta un modo nuovo che si serve di tecnologia informatica, fissa e...
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«Il Foglio Unico di terapia informatizzata ( FUTI) – presentato ieri a Cona dal direttore sanitario Eugenio Di Ruscio – rappresenta un modo nuovo che si serve di tecnologia informatica, fissa e mobile, per seguire i pazienti nell’intero processo clinico- terapeutico che li riguarda. Applicato per ora solo nel reparto di ostetricia individua e traccia le azioni dei professionisti coinvolti , nella gestione clinica del farmaco, rendendo tracciabile e quindi trasparente sia qualsiasi atto inerente la gestione delle terapie farmacologiche, sia la correttezza della somministrazione al paziente».
Durante una dimostrazione pratica in reparto infatti è stato dimostrato che, dal momento in cui un paziente al quale si mette un particolare braccialetto al polso con un codice a barre che lo identifica, il medico inserirà con lo stesso codice, farmaci, tempi e dosi di somministrazione che poi l’infermiere ritroverà nel computer posizionato sul carrello insieme d un palmare, per procedere facendo sempre riferimento a quel codice. In questo modo si riduce il rischio di errori legati alle varie fasi di prescrizione, l’allestimento e la somministrazione dei farmaci, il rischio clinico, si identificano tutti gli operatori sanitari che sono intervenuti nel processo terapeutico e le operazioni effettuate, avendo un controllo preciso di tutte le prescrizioni, facilitando il medico sulla consultazione della terapia e migliorando la collaborazione fra medico , infermiere e farmacista .
Diverse le figure che hanno lavorato al Futi, dalla dottoressa M. Lucia Giorgetti della Direzione sanitaria, ad Elisa Tarroni della direzione professioni, dalla responsabile della Farmacia aziendale Paola Scanavacca a Luca Chiarini dirigente Citi che ha applicato il processo informatico alle esigenze del reparto, a Monica Manfredini referente del progetto che ha avviato un indispensabile periodo di formazione del personale .
«E’ stato scelto il mio Dipartimento – ha sottolineato il primario Pantaleo Greco – perché in linea di massima è più semplice applicare il FUTI alle mie pazienti che devono partorire ,sono meno malate rispetto ai ricoverati negli altri reparti e non presentano quindi particolari patologie anche se non si escludono casi urgenti che comunque non vengono esclusi dal FUTI. L’unico momento che non si può prevedere è quello del parto, ma per tutto il resto la procedura è attiva e funzionale».
Margherita Goberti
Durante una dimostrazione pratica in reparto infatti è stato dimostrato che, dal momento in cui un paziente al quale si mette un particolare braccialetto al polso con un codice a barre che lo identifica, il medico inserirà con lo stesso codice, farmaci, tempi e dosi di somministrazione che poi l’infermiere ritroverà nel computer posizionato sul carrello insieme d un palmare, per procedere facendo sempre riferimento a quel codice. In questo modo si riduce il rischio di errori legati alle varie fasi di prescrizione, l’allestimento e la somministrazione dei farmaci, il rischio clinico, si identificano tutti gli operatori sanitari che sono intervenuti nel processo terapeutico e le operazioni effettuate, avendo un controllo preciso di tutte le prescrizioni, facilitando il medico sulla consultazione della terapia e migliorando la collaborazione fra medico , infermiere e farmacista .
Diverse le figure che hanno lavorato al Futi, dalla dottoressa M. Lucia Giorgetti della Direzione sanitaria, ad Elisa Tarroni della direzione professioni, dalla responsabile della Farmacia aziendale Paola Scanavacca a Luca Chiarini dirigente Citi che ha applicato il processo informatico alle esigenze del reparto, a Monica Manfredini referente del progetto che ha avviato un indispensabile periodo di formazione del personale .
«E’ stato scelto il mio Dipartimento – ha sottolineato il primario Pantaleo Greco – perché in linea di massima è più semplice applicare il FUTI alle mie pazienti che devono partorire ,sono meno malate rispetto ai ricoverati negli altri reparti e non presentano quindi particolari patologie anche se non si escludono casi urgenti che comunque non vengono esclusi dal FUTI. L’unico momento che non si può prevedere è quello del parto, ma per tutto il resto la procedura è attiva e funzionale».
Margherita Goberti
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