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Ferrara

«Alla Provincia 5 milioni» Marattin bacchetta Marchi 

di Gian Pietro Zerbini
«Alla Provincia 5 milioni» Marattin bacchetta Marchi 

Il consulente economico del Governo replica al grido d’allarme del vicepresidente «Mi meraviglio che un amministratore Pd dica cose non vere sui fondi dello Stato»

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«Mi meraviglio che un vice presidente della Provincia non sappia leggere i dati della prossima manovra che assegna i fondi alle Provincia. E sono ancora più stupito che tali affermazioni provengano da un esponente del Pd che mi risulta nell’ultimo congresso sia diventato anche renziano. Certa propaganda politica, francamente, me la sarei aspettata più da un rappresentante del Movimento 5 Stelle».

Il ferrarese Luigi Marattin, consigliere economico di Palazzo Chigi, getta benzina sul fuoco delle polemiche sui bilanci alle Province ridotte all’osso e attacca Andrea Marchi, che aveva lamentato una situazione paradossale, frutto di una riforma malfatta e che ha costretto le province a farsi carico di servizi senza averne i soldi. Marattin non ha digerito in particolare l’affermazione “Lo Stato si è dimenticato pezzi dello Stato”, oltre al fatto che secondo lui non è esatta l’affermazione di Marchi sul milioni di euro in arrivo per la provincia di Ferrara.

«In realtà - spiega l’economista - di milioni per la provincia di Ferrara ne arriveranno quasi 5. Dalla quota di 170 milioni complessivi assegnati per la manutenzione straordinaria delle strade ne arriveranno 1,4 per Ferrara, oltre a questi nell’ambito dei 180 milioni complessivi assegnati per le esigenze di bilancio alla provincia di Ferrara arriveranno altri 3,5 milioni. A Ferrara poi potrebbero arrivare anche fondi tra i 79 milioni complessivi previsti per investimenti sull’edilizia scolastica».

Marattin fa capire anche che non nega le difficoltà per le Province in questo momento, ma non condivide lo storytelling che ne è stato fatto soprattutto sulla riforma Delrio.

«In pratica - dichiara Marattin - la riforma Delrio prevedeva alla fine l’abolizione delle provincie, ma è stato giocato solo il primo tempo di questa partita, un po’ come la Juve nella recente finale di Champions, perché con il referendum il popolo italiano ha deciso di non cambiare la costituzione e le province sono rimaste a gestire competenze importanti come scuole e strade. Il Governo, preso atto di questo, ha cominciato a risolvere questo problema, non è vero che ce ne siamo dimenticati, basta considerare che abbiamo cancellato tagli ai fondi destinati alle province per un miliardo e trovato, tagliando altre spese, 400 milioni da destinare ai bisogni delle province. Non è stata una riforma sbagliata, in quanto non ha potuto arrivare ai risultati finali, l’arbitro (l’elettorato), ripeto, ha anticipato il triplice fischio alla fine del primo tempo».



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