«Attenti alla paura d’ingrassare»
L’esperto Tomasi mette in guardia i giovani dopo i risultati di un questionario
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Il rapporto tra le giovani adolescenti e il proprio corpo non è felice. Le situazioni di disagio hanno a che vedere con un’immagine di magrezza cui ci si vuole a tutti i costi conformare, anche mettendo a rischio la propria salute. Di questi problemi parla un’indagine, svolta annualmente sotto il patrocinio del Rotary Club di Ferrara, condotta dall’esperto di alimentazione Franco Tomasi. Assieme alla dietista Nadia Bergamini entra nelle scuole per discutere di questi argomenti con i ragazzi.
«Il loro è un periodo di vita – spiega il professor Tomasi – durante cui si è più predisposti ad atteggiamenti restrittivi nei confronti del cibo, alla ricerca di un aspetto fisico che piaccia agli altri. Contemporaneamente c’è un aumento dell'obesità tra i giovani e quindi il rischio è una schizofrenia che può portare all’insorgere di autentici disturbi dell’alimentazione, come anoressia e bulimia, che sono patologie che non si creano a partire dal nulla».
Un questionario anonimo è stato sottoposto a 212 studenti (190 femmine e 32 maschi) con età compresa tra i 14 e i 16 anni, appartenenti a quattro scuole superiori cittadine. Cosa è emerso? Il 16,8% degli intervistati (tutte ragazze) hanno totalizzato nel test un punteggio chiaramente indice di una situazione di disagio nel loro rapporto col cibo e con il corpo, che nel tempo potrebbe sfociare in un disturbo alimentare vero e proprio. Approfondendo, si può notare che tra le 32 giovanissime “positive” il 91% ha una terribile paura di ingrassare, il 56% si sente incolpa dopo aver mangiato, il 75% sono tormentate dal desiderio di essere più sottili, l’87,5% sono preoccupate dall’idea di avere troppo grasso sul corpo e il 69% si impegna costantemente in programmi di dieta. Di particolare preoccupazione il fatto che il 41% ha dichiarato di procurarsi il vomito dopo aver mangiato. Il punto è solo una ragazza su queste 32 è effettivamente sovrappeso, mentre la grande maggioranza è normopeso e alcune addirittura sottopeso. Quindi la loro preoccupazione è immotivata. «Ho confrontato questi dati – aggiunge Tomasi – con quelli precedenti, in modo da evitare sovradimensionamenti del fenomeno, accorpando i risultati degli ultimi quattro anni e raggiungendo in totale 1.060 questionari. Ebbene, più o meno i risultati sono gli stessi». L’informazione e il coinvolgimento dei giovanissimi possono rivelarsi fondamentali: «Non credo che tacere sia la strategia giusta, come dice che quando si parla di droga si spinge i ragazzi a drogarsi. È importante capire – conclude Tomasi – che certi modelli di magrezza sono irreali e irraggiungibili e che purtroppo, in alcuni casi, hanno portato ragazze a conseguenze estreme».
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Il loro è un periodo di vita – spiega il professor Tomasi – durante cui si è più predisposti ad atteggiamenti restrittivi nei confronti del cibo, alla ricerca di un aspetto fisico che piaccia agli altri. Contemporaneamente c’è un aumento dell'obesità tra i giovani e quindi il rischio è una schizofrenia che può portare all’insorgere di autentici disturbi dell’alimentazione, come anoressia e bulimia, che sono patologie che non si creano a partire dal nulla».
Un questionario anonimo è stato sottoposto a 212 studenti (190 femmine e 32 maschi) con età compresa tra i 14 e i 16 anni, appartenenti a quattro scuole superiori cittadine. Cosa è emerso? Il 16,8% degli intervistati (tutte ragazze) hanno totalizzato nel test un punteggio chiaramente indice di una situazione di disagio nel loro rapporto col cibo e con il corpo, che nel tempo potrebbe sfociare in un disturbo alimentare vero e proprio. Approfondendo, si può notare che tra le 32 giovanissime “positive” il 91% ha una terribile paura di ingrassare, il 56% si sente incolpa dopo aver mangiato, il 75% sono tormentate dal desiderio di essere più sottili, l’87,5% sono preoccupate dall’idea di avere troppo grasso sul corpo e il 69% si impegna costantemente in programmi di dieta. Di particolare preoccupazione il fatto che il 41% ha dichiarato di procurarsi il vomito dopo aver mangiato. Il punto è solo una ragazza su queste 32 è effettivamente sovrappeso, mentre la grande maggioranza è normopeso e alcune addirittura sottopeso. Quindi la loro preoccupazione è immotivata. «Ho confrontato questi dati – aggiunge Tomasi – con quelli precedenti, in modo da evitare sovradimensionamenti del fenomeno, accorpando i risultati degli ultimi quattro anni e raggiungendo in totale 1.060 questionari. Ebbene, più o meno i risultati sono gli stessi». L’informazione e il coinvolgimento dei giovanissimi possono rivelarsi fondamentali: «Non credo che tacere sia la strategia giusta, come dice che quando si parla di droga si spinge i ragazzi a drogarsi. È importante capire – conclude Tomasi – che certi modelli di magrezza sono irreali e irraggiungibili e che purtroppo, in alcuni casi, hanno portato ragazze a conseguenze estreme».
Fabio Terminali
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