in commissione le modifiche al regolamento
Emergenza abitativa, nuove regole
L’obiettivo è dare una casa a 211 famiglie che si sono rivolte all’Asp
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Approdano in consiglio comunale le modifiche al Regolamento comunale di emergenza abitativa. Ieri, durante la 3° commissione consiliare, si è proposto di modificare due punti del Regolamento, in merito al numero di mesi di locazione pagati e all’incidenza tra canone e reddito del nucleo. Le modifiche proposte dall’assessore Chiara Sapigni prevedono che il canone sia stato pagato per almeno 24 mesi (invece dei 18 attualmente previsti) e un’incidenza tra canone o rata del muto e Isee superiore al 30%. Per avere accesso all’emergenza abitativa devono esserci i requisiti Erp e almeno 2 anni di residenza in comune. L’obiettivo è di allargare le maglie del Regolamento e, soprattutto, andare incontro a quei 211 nuclei famigliari che si sono rivolti ad Asp ma non hanno avuto assistenza. Secondo i dati forniti ieri dall’assessore, nel 2014/16 «meno di 10 famiglie hanno potuto accedere ai fondi regionali per la morosità incolpevole; su 341 nuclei che si sono rivolti ad Asp, 130 sono stati assistiti, 211 non hanno avuto assistenza. Il 29% di questi per l’incidenza alla stipula del reddito rispetto al canone, cioè si è fatto il passo più lungo della gamba, il 33% non ha pagato i 18 mesi di affitto, il 9% aveva un contratto transitorio, il 5% per la mancanza di requisiti come la mancanza di lavoro».
La sistemazione deve durare 24 mesi. Gli alloggi dati in emergenza nel 2014 sono stati 29, 8 nel 2015 e 5 nel 2016, e contemporaneamente sono calati i nuclei familiari che hanno percepito i contributi: 146 nel 2014, 89 nel 2015, 37 nel 2016. Il Comune ha stanziato per l’emergenza abitativa 135 mila euro sul 2017.
La dirigente Alessandra Genesini ha spiegato le modifiche agli articoli del Regolamento. «All’articolo 3 si prevede che si possano assegnare in deroga alla graduatoria per emergenza abitativa anche per la dichiarazione di inagibilità o antigienicità dell’alloggio, comprovata dagli enti preposti. In questo caso le assegnazioni durano 6 mesi senza i requisiti Erp, 24 mesi con i requisiti. Circa 80 sono gli alloggi che in questo caso si possono usare, e che per la loro ubicazione sono difficilmente assegnabili. La modifica all’articolo 7 è sulla formazione della graduatoria, perché c’era troppa discrezionalità tra il momento in cui si fa la domanda di assegnazione, si va in graduatoria e si ottiene l’alloggio. Le graduatorie escono ogni 6 mesi e si tengono in considerazione le domande pervenute fino a 30 giorni prima», tenendo conto delle eventuali modifiche nella composizione del nucleo familiare, come la nascita di un bambino, solo per un alloggio più adeguato.
Per Rendine (Gol) non si parla di «escludere chi fa dichiarazioni mendaci» mentre Vitellio (Pd) chiede se siano previsti controlli sulla gestione delle case. (v.c.)
La sistemazione deve durare 24 mesi. Gli alloggi dati in emergenza nel 2014 sono stati 29, 8 nel 2015 e 5 nel 2016, e contemporaneamente sono calati i nuclei familiari che hanno percepito i contributi: 146 nel 2014, 89 nel 2015, 37 nel 2016. Il Comune ha stanziato per l’emergenza abitativa 135 mila euro sul 2017.
La dirigente Alessandra Genesini ha spiegato le modifiche agli articoli del Regolamento. «All’articolo 3 si prevede che si possano assegnare in deroga alla graduatoria per emergenza abitativa anche per la dichiarazione di inagibilità o antigienicità dell’alloggio, comprovata dagli enti preposti. In questo caso le assegnazioni durano 6 mesi senza i requisiti Erp, 24 mesi con i requisiti. Circa 80 sono gli alloggi che in questo caso si possono usare, e che per la loro ubicazione sono difficilmente assegnabili. La modifica all’articolo 7 è sulla formazione della graduatoria, perché c’era troppa discrezionalità tra il momento in cui si fa la domanda di assegnazione, si va in graduatoria e si ottiene l’alloggio. Le graduatorie escono ogni 6 mesi e si tengono in considerazione le domande pervenute fino a 30 giorni prima», tenendo conto delle eventuali modifiche nella composizione del nucleo familiare, come la nascita di un bambino, solo per un alloggio più adeguato.
Per Rendine (Gol) non si parla di «escludere chi fa dichiarazioni mendaci» mentre Vitellio (Pd) chiede se siano previsti controlli sulla gestione delle case. (v.c.)
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