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Dall’ospedale del Delta a Cona per un caso di sospetta meningite 

Dall’ospedale del Delta a Cona per un caso di sospetta meningite 

Un uomo di 37 anni è stato trasferito al Sant’Anna in seguito a sintomi riconducibili alla malattia. Era ricoverato dopo essere rimasto vittima di un infortunio sul lavoro: ora sarebbe fuori pericolo

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PORTO GARIBALDI. Un uomo di 37 anni di Porto Garibaldi è stato trasportato martedì sera dall’ospedale del Delta a quello di Cona per un possibile caso di meningite. Il paziente, di professione operaio, si trovava ricoverato da giovedì scorso in seguito ad un infortunio sul lavoro. La situazione però nel corso dei giorni è andata complicandosi e il personale sanitario ha optato per un trasferimento al Sant’Anna di Cona. Si potrebbe trattare di meningite Ndd, ovvero un tipo di meningite la cui natura è ancora da definire.

Sono ore delicate e i medici, che al momento non si sbottonano, non avanzano nessuna ipotesi. I risultati degli esami e degli accertamenti saranno pronti domani. Quello che però per il momento sembra certo è che il trentasettenne non sarebbe in pericolo di vita e che la malattia non sarebbe trasmissibile. Ad avvalorare questa ipotesi infatti ci sarebbe anche il fatto che nessuno dei familiari dell’operaio è stato sottoposto a profilassi; in altre parole non sono stati presi provvedimenti collettivamente o da parte di singoli, per la difesa contro determinate malattie.

Da quanto appreso il paziente a Cona si alimenterebbe autonomamente e la febbre da rigidità nucale (uno dei sintomi più preoccupanti quando si parla di meningite) sarebbe ormai passata. «Non c’è alcun tipo di segnale che faccia pensare a forme infettive importanti», ha dichiarato Claudio Vagnini, direttore generale dell’Asl di Ferrara. Ora resta da individuare la natura della malattia che potrebbe essere anche riconducibile a una sovrainfezione, una complicazione dell’infortunio per il quale l’operaio era ricoverato. Il trentasettenne, infatti, si trovava al Delta già da qualche giorno e solo in un secondo momento si è optato per il trasferimento. I medici avranno riscontrato dei “campanelli d’allarme” che stavano rendendo la situazione più “impegnativa” di quanto era inizialmente sembrato. Comunque la situazione attuale non desterebbe particolari preoccupazioni, sono in corso le varie indagini medico diagnostico e dai primi risultati pare si possa escludere che si tratti di meningite da pneumococco (forma di meningite infettiva e potenzialmente letale).



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