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Esercito di pendolari in fuga da Ferrara Un terzo lavora fuori 

Esercito di pendolari in fuga da Ferrara Un terzo lavora fuori 

Saldo di mobilità negativo di 16mila dipendenti Boom verso Bologna, da Rovigo il record di entrare

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Un terzo dei dipendenti privati che abita nel territorio ferrarese lavora fuori provincia. Un esercito di 28.600 pendolari che ogni giorno partano da casa per recarsi nel luogo di impiego fuori dai confini ferraresi. Per contro sono 12.600 i dipendenti attivi nel ferrarese che arrivano dai territori esterni, per un saldo di mobilità negativo che si attesta sulle 16mila unità. È questo il dato più significativo dell’indagine commissionata dalla Camera di Commercio di Ferrara al Gruppo Clas che ha analizzato i flussi del pendolarismo dei dipendenti privati residenti in provincia di Ferrara.

«Sono emersi dati molto interessanti - come ha precisato il presidente Camerale, Paolo Govoni - sui quali vale la pena riflettere e porli all’attenzione delle associazioni. Una quadro di lettura sulla situazione del lavoro che offre spunti, domande e suggerimenti di progettazione economica».

In sostanza, come ha spiegato il curatore della ricerca Pietro Aimetti, si è verificato una maggiore mobilità dei ferraresi verso l’esterno alla ricerca di occupazione.

Flussi in uscita. Oltre la metà dei lavoratori ferraresi impegnati fuori provincia orbita a Bologna e nella sua area metropolitana: 14.800 circa. Rilevante anche il flusso in direzione di Modena e provincia con 2.600, seguito dai pendolari che vanno verso Ravenna 2.200. Sono mille infine in pendolari che si recano a lavorare in altre province dell’Emilia Romagna non confinanti. C’è un buon flusso anche verso il Veneto con 3.400 lavoratori di cui 2.200 per la sola Rovigo e provincia. In 2.100 si spostano verso la Lombardia e 2.400 in altre regioni non confinanti. Gli impiegati in uscita ricoprono impieghi soprattutto nel campo dell’industria e dei servizi.

Flussi in entrata. C’è anche l’altra faccia della medaglia, anche se decisamente meno spessa, ed è rappresentata dal pendolarismo all’incontrario, cioè da quei lavoratori che hanno l’impiego nel ferrarese ma abitano in altri territori. In questo caso è Rovigo ad avere il record in entrata con 4.300 lavoratori (unica provincia tra le confinanti con saldo positivo per Ferrara), seguita da Bologna con 2.900. Dal Veneto arrivano in tutto 5.100 lavoratori, 600 dalla Lombardia e 2.400 da altre regioni. Il commercio è il settore dove ci sono più pendolari in entrata.

Flussi tra comuni ferraresi. È stato calcolato anche che sono 57.400 i residenti della provincia di Ferrara che la lavorano nel ferrarese Sono 7.500 quelli che si spostano nel comune di Ferrara e 28.300 i ferraresi che vanno a lavorano negli altri comuni del territorio provinciale.

Gli sviluppi. Come ha osservato il direttore generale dell’ente camerale, Mauro Giannattasio, questi risultati offrono materiale per proseguire e approfondire la ricerca con domande e risposte sulle caratteristiche dei pendolari, età, professione e soprattutto conoscere non solo i flussi dei lavoratori, ma anche gli imprenditori, saper cioè se operano in aziende della provincia o hanno aperto un’attività fuori provincia. Interessante anche la conoscenza del mezzo di trasporto usato dai pendolari per fornire utili informazioni anche sulla progettazione infrastrutturale. (g.p.z.)

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