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mercoledì in via ripagrande 

Festa Arcigay in memoria di Stonewall

Festa Arcigay in memoria di Stonewall

Una festa di strada in via Ripagrande rivolta a tutti, portando avanti le battaglie di una parte, quella che si richiama a una data simbolo: 28 giugno 1969. Quando si manifestò per la prima volta il...

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Una festa di strada in via Ripagrande rivolta a tutti, portando avanti le battaglie di una parte, quella che si richiama a una data simbolo: 28 giugno 1969. Quando si manifestò per la prima volta il “pride”, con i frequentatori del bar gay di New York Stonewall Inn che resistettero agli attacchi della polizia.

E proprio “Stonewall memory Vol. 2” è il nome dell’iniziativa, giunta appunto alla seconda edizione, organizzata per mercoledì prossimo da Circomassimo-Arcigay e Arcilesbica Ferrara, Famiglie Arcobaleno e Agedo. «Quella data è il nostro 25 aprile. Ancora oggi riceviamo attacchi per la nostra identità, che rivendichiamo con orgoglio. Il lavoro da fare è tanto», dice Manuela Macario, presidente Arcigay-Arcilesbica.

Il 28 si parte alle 19 con il dj set e un aperitivo offerto dalle associazioni Lgbt; alle 21 verrà allestita una tavolata arcobaleno lungo la via per mangiare tutti insieme la pizza del “Cappellaio Matto” (prenotazioni al 3498739925, costo di 15 euro di cui il 50% andrà a sostenere le iniziative delle sigle organizzatrici); per finire ancora musica e degustazione di birre e vini. Si festeggiano pure i primi tre mesi dello sportello informativo di TransFer, gruppo nato all'interno di Circomassimo per mano di attivisti transessuali e transgender.

«Vogliamo essere – spiega Eva Croce - un punto di primo contatto per le persone che intendono iniziare il percorso di transizione, ma anche per i cittadini che vogliono conoscere l'ancora misterioso mondo delle persone trans, andando oltre gli stereotipi e i pregiudizi che ci associa solo a droga e prostituzione». Appoggia la manifestazione il Comune: «La sede delle associazioni in via Ripagrande – sostiene l’assessore alle pari opportunità Massimo Maisto – è un punto di riferimento cui crediamo moltissimo. È vero che anche a Ferrara c’è uno zoccolo duro omofobico, però penso che al suo interno ci sia una parte maggioritaria che ha paura di quel che non conosce». Intanto il mondo Lgbt dà piena fiducia a Maisto, di recente subentrato ad Annalisa Felletti, nella convinzione che su questi argomenti «porterà avanti la politica dell’amministrazione».

Fabio Terminali

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