ieri gli interrogatori
Gli agenti dal pm per il dopo Igor
Inchiesta sui poliziotti del carcere che criticarono la riduzione pena
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«Abbiamo chiarito la posizione dei due agenti di polizia penitenziaria e ora confidiamo nelle valutazioni del magistrato», commentava ieri mattina l’avvocato Denis Lovison all’uscita dalla procura, dove Fabio Renda e Roberto Tronca, rispettivamente segretario provinciale e delegato del sindacato Sappe sono stati ascoltati dal pm Alberto Savino in merito all’indagine conoscitiva aperta sugli strascichi del caso Igor, il killer ancora in fuga da 75 giorni: i due dovevano chiarire al magistrato i motivi delle loro dichiarazioni fatte ad un programma di Canale 5 sulla “liberazione anticipata” di Igor Vaclavic/Norbert Feher, quando il killer era detenuto nel carcere dell’Arginone fino al gennaio 2015. L’inchiesta era stata aperta dalla procura cittadina su sollecitazione del ministero di giustizia e del Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria) in merito all’intervista rilasciata al programma “Pomeriggio 5”, nel quale vennero indicati - impropriamente - come operatori di polizia e non rappresentanti sindacali. Intervennero, Renda e Tronca, sul trattamento che aveva ricevuto Igor/Norbert, al quale venne ridotta la pena per buona condotta e poi liberato oltre un anno prima della scadenza della pena. Ora il magistrato dovrà valutare come proseguire l'indagine o archiviare le posizioni dei due dal punto di vista penale, mentre per lo stesso fatto i due sindacalisti/agenti sono sotto procedimento disciplinare. Un fatto sul quale interviene lo stesso Sappe provinciale ricordando che i due vennero intervistati come sindacalisti (autorizzati ) e che alla trasmissione «avevano proposto una riflessione sull’istituto della liberazione anticipata, ponendo ad esempio la vicenda dell’ex detenuto Igor Vaclavic». I due allora «non avevano espresso critiche alla struttura carceraria ferrarese o all’operato dei suoi vertici - spiega la nota Sappe -, ma all’istituto della liberazione anticipata, che consente la liberazione anticipata di pericolosi criminali che poi si macchiano di efferati delitti». Tanto più, spiega la nota del Sappe che altri (cappellano e operatori volontari del carcere) fecero altrettante rivelazioni e dichiarazioni sul caso Igor, ma nessuno di loro «risulterebbe destinatario di provvedimenti dell’amministrazione penitenziaria».
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