Ricoverato per la meningite: «Non è trasmissibile»
Porto Garibaldi, secondo i medici non è necessaria la profilassi. Il paziente si sta riprendendo
PORTO GARIBALDI. Si sta riprendendo l'operaio 37enne di Porto Garibaldi, ricoverato da venerdì scorso nel reparto Malattie infettive dell'ospedale di Cona. Mercoledì mattina si è risvegliato dal coma e ha gradualmente ripreso a parlare e ad alimentarsi, inducendo i medici a manifestare segnali di cauto ottimismo. Il giovane operaio, dopo un banale infortunio riportato nella fabbrica dell'area Sipro di San Giovanni di Ostellato, si è fatto medicare giovedì scorso al pronto soccorso dell'ospedale del Delta. Tutto è cominciato a causa dello schiacciamento di un dito. Gli esami rilevano qualche anomalia ed il giovane, sposato e padre di una bimba di 10 anni, viene ricoverato.
La situazione precipita, tanto che l'indomani per le complicanze sopraggiunte durante il ricovero, con febbre altissima (oltre i 40°) e rigidità nucale, l'operaio viene trasferito in ambulanza all'ospedale di Cona, dove tuttora è ricoverato. Dai primi accertamenti diagnostici emerge un quadro compatibile con una forma di meningite tuttavia non trasmissibile, tant'è che nessuno dei congiunti e delle persone che negli ultimi giorni hanno incontrato l'operaio sono state sottoposte a profilassi. Sono tuttavia in corso accertamenti ulteriori, l'esito dei quali sarà disponibile solo nella giornata di oggi.
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«Il paziente sta bene - ha assicurato il direttore generale dell'Asl Claudio Vagnini -, non c'è nessun tipo di segnale che faccia pensare a forme patologiche infettive importanti. Resta in osservazione in via precauzionale all'ospedale di Cona. Non trattandosi di infezione endemica - ha concluso Vagnini -, non si è resa necessaria la profilassi ai familiari». Le indagini medico-diagnostiche in corso dovranno appurare, tra le altre cose, le origini dell'infezione, la quale potrebbe essere riconducibile ad una sovra-infezione, ovvero ad una complicanza derivata dall'infortunio sul lavoro. Da quando il giovane operaio ha riaperto gli occhi, la febbre alta non si è più ripresentata e dato che la patologia non è trasmissibile può continuare a ricevere le visite dei propri cari.
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