«Carife, processate tutti i 12 imputati per crac»
Ferrara, depositata la richiesta di giudizio, udienza in settembre. Ieri vertice col pg De Francisci: decisa la sede, il centro Quadrifoglio di Ponte
FERRARA. «Il processo lo faremo, non vi preoccupate!», rassicura tutti il procuratore generale Ignazio De Francisci nell’androne della prefettura prima dell’incontro di ieri pomeriggio con prefetto Tortora, presidente del tribunale Savastano e i vertici di questura, carabinieri e finanza.
Tutti al Centro Quadrifoglio
Sì, il processo per il crac Carife si farà, al Centro sociale “Il Quadrifoglio” di Pontelagoscuro, con una capienza di oltre 500 posti e soprattutto le garanzie di sicurezza maggiori, dentro e fuori quella che diventerà, per quasi due mesi, un’aula distaccata del tribunale di Ferrara. Si trasferirà tutto lì, dunque, per celebrare l’udienza preliminare per il crac dell’aumento di capitale di Carife. E ’ questo ciò che è emerso dall’incontro di ieri del Comitato sicurezza, decisione tra l’altro già annunciata nei giorni scorsi, dopo «una attenta e ponderata» - dicono gli addetti - valutazione di diversi fattori legati a capienza e sicurezza della struttura. E se la sede sarà quella, anche il processo ormai è definito, l’inchiesta chiusa, finalmente: la procura - il pool di pm che ha lavorato in questi anni, Cavallo e Longhi - ha depositato (martedì scorso) la richiesta di rinvio a giudizio per tutti i 12 imputati individuati e selezionati dopo oltre due anni di inchiesta. Sono gli ex vertici vecchia Carife e tutti coloro che - secondo procura e Guardia di finanza - hanno portato avanti l’operazione dell’aumento di capitale da 150 milioni, nell’estate/autunno 2011, con atti “ritenuti non corretti”, la dichiarazione ufficiale della procura, da parte del procuratore capo Cherchi, oggi trasferito a Venezia.
Dunque, per il maxi-processo tutto sembra quasi risolto. Ma per arrivare alla soluzione dei problemi - logistici e di ordine pubblico -, ci sono voluti diversi mesi, poichè è da gennaio si sta cercando la sede, con sopralluoghi continui e valutazioni di ogni tipo da parte di tribunale, Comune e forze dell’ordine che dovranno garantire, appunto sicurezza e ordine publbico. La decisione finale è stata adottata ieri pomeriggio al Comitato ordine e sicurezza in prefettura, in un super-vertice, al quale - mai accaduto in passato - ha partecipato lo stesso procuratore generale di Bologna, Ignazio De Francisci. Per capirci, è lo stesso magistrato (a Palermo ha fatto parte del pool antimafia di Falcone e Borsellino) che a Bologna nel gennaio scorso, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, senza formalismi e in modo diretto “spolverò” gli ermellini delle toghe indossate dai giudici e presenti nell’aula, tuonando: «L’aumento di capitale di vecchia Carife è stato un atto criminale».
Migliaia di persone in aula
Non poteva mancare, dunque, soprattutto ora che la procura non ha un capo (solo un reggente interno): una presenza, la sua, che già da sola sottolinea importanza e difficoltà di un processo che porterà nella stessa aula i 12 imputati con i relativi avvocati difensori e quasi un migliaio di azionisti beffati dall’operazione dell’aumento di capitale: operazione che avrebbe dovuto rilanciare la banca ma che diventò di fatto il segnale scricchiolante del crollo, avvenuto 2 anni dopo, 2013, con il commissariamento di vecchia Carife e nel 2015 al fallimento, dopo la via crucis del SalvaBanche, della risoluzione, dell’insolvenza: insomma, il crac. Per cui ora si va a processo. Con la garanzia, per tutti, dal pg De Francisci: «Sì, lo faremo il processo, non vi preoccupate!»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
