alto ferrarese
«Basta profughi», ultimatum di quattro sindaci alla coop
BONDENO. «Questa non è accoglienza. Siamo all’antitesi». Alan Fabbri, capogruppo della Lega in consiglio regionale, commenta così l’incontro sull’accoglienza profughi che, insieme ai sindaci di...
2 MINUTI DI LETTURA
BONDENO. «Questa non è accoglienza. Siamo all’antitesi». Alan Fabbri, capogruppo della Lega in consiglio regionale, commenta così l’incontro sull’accoglienza profughi che, insieme ai sindaci di Bondeno, Terre del Reno, Cento e Finale Emilia, ha avuto l’altra mattina in municipio con la coop sociale “Una vita da Mediano”.
La cooperativa, che ha una sede anche nella zona finalese di Casumaro dove gestisce la struttura per anziani, svolge la sua attività anche nel settore dell’accoglienza profughi in strutture private. E lo fa sia nel Centese sia a Terre del Reno - peraltro in edifici che sono di proprietà dello stesso imprenditore - oltre che a Casumaro. Un incontro nel quale le amministrazioni hanno di fatto lanciato un ultimatum alla cooperativa: che svolga la sua attività ma senza coinvolgere ancora i Comuni dell’Alto Ferrarese. Così Fabbri, che è stato organizzatore dell’incontro in municipio a Bondeno, riferisce che le amministrazioni hanno ribadito l’intenzione di dire «no a chiunque voglia introdurre richiedenti asilo sul nostro territorio, tra l'altro terremotato. Chi vuole lavorare con noi , e mi riferisco alle cooperative sociali non deve non portarci richiedenti asilo/finti profughi». Tra l’altro, ricorda Fabbri, «la situazione in alcuni alloggi seguiti dalla coop è di quelle che preoccupano: con cinque- sei persone per stanza. Così non è accoglienza. E i controlli da parte dei Comuni saranno scrupolosi». Per il capogruppo regionale della Lega un «messaggio semplice e chiaro», quello arrivato dai sindaci dei Comuni del centrodestra tra Ferrarese e Modenese, che «hanno dato un grande segnale di forza e di unità».
Intanto Ivan Greghi, segretario del Pd centese, ha annunciato che saranno presentate interrogazioni dai gruppi consiliari del Partito democratico nei Comuni che hanno partecipato all’incontro di Bondeno: «I consigli comunali devono essere informati di quello che fanno i sindaci».
La cooperativa, che ha una sede anche nella zona finalese di Casumaro dove gestisce la struttura per anziani, svolge la sua attività anche nel settore dell’accoglienza profughi in strutture private. E lo fa sia nel Centese sia a Terre del Reno - peraltro in edifici che sono di proprietà dello stesso imprenditore - oltre che a Casumaro. Un incontro nel quale le amministrazioni hanno di fatto lanciato un ultimatum alla cooperativa: che svolga la sua attività ma senza coinvolgere ancora i Comuni dell’Alto Ferrarese. Così Fabbri, che è stato organizzatore dell’incontro in municipio a Bondeno, riferisce che le amministrazioni hanno ribadito l’intenzione di dire «no a chiunque voglia introdurre richiedenti asilo sul nostro territorio, tra l'altro terremotato. Chi vuole lavorare con noi , e mi riferisco alle cooperative sociali non deve non portarci richiedenti asilo/finti profughi». Tra l’altro, ricorda Fabbri, «la situazione in alcuni alloggi seguiti dalla coop è di quelle che preoccupano: con cinque- sei persone per stanza. Così non è accoglienza. E i controlli da parte dei Comuni saranno scrupolosi». Per il capogruppo regionale della Lega un «messaggio semplice e chiaro», quello arrivato dai sindaci dei Comuni del centrodestra tra Ferrarese e Modenese, che «hanno dato un grande segnale di forza e di unità».
Intanto Ivan Greghi, segretario del Pd centese, ha annunciato che saranno presentate interrogazioni dai gruppi consiliari del Partito democratico nei Comuni che hanno partecipato all’incontro di Bondeno: «I consigli comunali devono essere informati di quello che fanno i sindaci».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
