Donna mandata a terra e azzannata da un pit bull
Brutta avventura per una 45enne comacchiese: è ricoverata al Delta «Ho temuto il peggio». Non è ancora escluso il ricorso a un’operazione
COMACCHIO. Finisce in ospedale dopo esser stata azzannata all'addome da un cane di grossa taglia, nei pressi dell'abitazione di un'amica. Elena Cristina Babei, 45enne di Comacchio, è ricoverata da giovedì nel reparto di chirurgia dell'ospedale del Delta con una prognosi di 20 giorni, nella speranza che il grosso ematoma procuratole all'addome dal violento, improvviso, morso di un pit bull possa rimarginarsi. In caso contrario la donna, assalita intorno alle 8 di giovedì 22 giugno in via Vittorio Veneto, dovrà essere sottoposta ad intervento chirurgico.
«Stavo andando a trovare un'amica - racconta la donna dall'ospedale -, quando all'improvviso il cane, che era al guinzaglio con la proprietaria, mi è balzato addosso. Mi ha spinta indietro, sono caduta e lì ho sentito i denti che affondavano nella pancia. Ho temuto il peggio. La proprietaria è riuscita a tirare il guinzaglio, che si era allentato».
Circondata dall'affetto della figlia e del compagno, la donna, che ieri mattina è stata sottoposta ad un'ecografia, porta ancora i segni della paura stampati sul volto. L'improvvisa aggressione si sarebbe verificata mentre Elena Cristina stava attraversando la strada e la donna che conduceva a spasso il pit bull avrebbe allentato il guinzaglio, per recuperare il cellulare che le era caduto. Il cane è stato fortunatamente bloccato prima che potesse infierire ulteriormente, mentre la donna ferita è stata accompagnata al punto di Primo Intervento del San Camillo. «Lì mi hanno fatto l'antitetanica - prosegue Elena Cristina -, ma una volta tornata a casa l'addome ha cominciato a gonfiarsi molto».
A quel punto il compagno Marco decide di accompagnare la convivente all'ospedale del Delta, dove è tuttora ricoverata e sottoposta a una drastica terapia a base di antibiotici. Qualora l'ematoma non dovesse riassorbirsi, essendo stata riscontrata la presenza di un capillare lacerato dal morso, Elena Cristina dovrà entrare in sala operatoria, in modo tale da impedire conseguenze ulteriori, dovute a versamenti interni. «Faccio un appello ai proprietari di cani di grossa taglia - interviene Marco Viali, compagno della donna azzannata -, affinché siano consapevoli della proprietà dell'animale e delle conseguenze che può comportare. Se in quel momento fosse passato in via Vittorio Veneto un bambino o un anziano, ora staremmo parlando di una tragedia. La mia compagna ha anche sbattuto la testa nella caduta. Ai cani pericolosi va messa la museruola e devono essere sempre tenuti sotto attento controllo. Questi fatti non devono succedere».
Katia Romagnoli
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