le reazioni
L’affetto della comunità pakistana: «Faremo di tutto per la famiglia»
Il referente Tahir Mahmood: "Sono persone ben integrate e inserite, per noi è un grande dolore"
2 MINUTI DI LETTURA
CENTO. «Un fatto davvero molto grave che colpisce noi come centesi, e come comunità pakistana che vive a Cento».
A esprimere tutto il rammarico che può essere racchiuso in una vicenda simile, è Tahir Mahmood referente della comunità culturale pakistana di Cento e dell'Alto Ferrarese. Centro che si stava preparando a festeggiare l'Iftar, la rottura del digiuno. Ma ora, dopo quello che è accaduto, dopo una tragedia che ha toccato tutti in Città, è difficile parlare di festa. Ma come assicura Tahir, «la rottura del digiuno, l'Iftar si farà proprio perché sarà un'occasione importante per dimostrare vicinanza alla famiglia Nafisa -Asif».
La famiglia abita a Cento da circa 8 anni. Una famiglia allargata, composta da due sorelle con i rispettivi figli. Usman Nafisa è il nome della mamma della piccola Hadiya Asif di 3 mesi e mezzo, poi il fratellino di 4 anni. Il papà, assente nel momento della tragedia, lavora a Reggio Emilia e torna a Cento solo nel fine settimana. «È una famiglia molto conosciuta a Cento – spiega il referente della comunità pakistana – una famiglia ben integrata e inserita, molto attiva anche nell'ambito del centro culturale. Dispiace moltissimo per quanto è accaduto, e come comunità pakistana faremo di tutto per stare vicino e aiutare questa famiglia, oggi veramente molto provata». Ed è proprio per testimoniare questa vicinanza che, stasera, in vista dell'evento di chiusura del Ramadan, il Centro Culturale Pakistano celebra l'Iftar, la rottura del digiuno. Appuntamento alle 21 nella sede di via De Gasperi a Cento. «Un'occasione -spiega Mahmood – per stringersi assieme a tutta la comunità, centese e cattolica, e pregare per loro».
Beatrice Barberini
A esprimere tutto il rammarico che può essere racchiuso in una vicenda simile, è Tahir Mahmood referente della comunità culturale pakistana di Cento e dell'Alto Ferrarese. Centro che si stava preparando a festeggiare l'Iftar, la rottura del digiuno. Ma ora, dopo quello che è accaduto, dopo una tragedia che ha toccato tutti in Città, è difficile parlare di festa. Ma come assicura Tahir, «la rottura del digiuno, l'Iftar si farà proprio perché sarà un'occasione importante per dimostrare vicinanza alla famiglia Nafisa -Asif».
La famiglia abita a Cento da circa 8 anni. Una famiglia allargata, composta da due sorelle con i rispettivi figli. Usman Nafisa è il nome della mamma della piccola Hadiya Asif di 3 mesi e mezzo, poi il fratellino di 4 anni. Il papà, assente nel momento della tragedia, lavora a Reggio Emilia e torna a Cento solo nel fine settimana. «È una famiglia molto conosciuta a Cento – spiega il referente della comunità pakistana – una famiglia ben integrata e inserita, molto attiva anche nell'ambito del centro culturale. Dispiace moltissimo per quanto è accaduto, e come comunità pakistana faremo di tutto per stare vicino e aiutare questa famiglia, oggi veramente molto provata». Ed è proprio per testimoniare questa vicinanza che, stasera, in vista dell'evento di chiusura del Ramadan, il Centro Culturale Pakistano celebra l'Iftar, la rottura del digiuno. Appuntamento alle 21 nella sede di via De Gasperi a Cento. «Un'occasione -spiega Mahmood – per stringersi assieme a tutta la comunità, centese e cattolica, e pregare per loro».
Beatrice Barberini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
