Camera commercio
Sono 27 i casi di rinegoziazione del debito d’impresa
Prosegue l’esame in Parlamento per l’introduzione dell’”allerta preventiva” volta a far emergere fin quando si è in tempo una eventuale crisi d’impresa e una sua risoluzione assistita. Sono 27 le...
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Prosegue l’esame in Parlamento per l’introduzione dell’”allerta preventiva” volta a far emergere fin quando si è in tempo una eventuale crisi d’impresa e una sua risoluzione assistita.
Sono 27 le procedure attive in Camera di Commercio per la rinegoziazione dei debiti di consumatori e piccoli imprenditori. Artigiani, commercianti, start up innovative, consumatori e tutti coloro che fino a ieri erano “troppo piccoli” per fallire possono, infatti, rivolgersi, nel caso si trovino ad avere un eccesso di debiti per esempio con le banche o con il fisco, all’ente di Largo Castello (Organismo accreditato dal Ministero della Giustizia) e proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti con un piano di rientro che cadenzi secondo le reali possibilità la restituzione almeno di una parte del dovuto. Il debitore, sotto il controllo del tribunale, potrà, alternativamente, formulare una proposta di accordo con i creditori; chiedere la liquidazione del patrimonio o proporre - solo se riveste la qualifica di consumatore - un piano di ristrutturazione dei debiti. E mettendo a disposizione anche solo un piccolo patrimonio, potrà ottenere la liberazione da tutti i debiti pregressi, il "fresh start" ("ripartenza", seconda "chance").
Numerose, intanto, le novità apportate alle procedure di allerta, uno dei cardini del disegno di legge delega per la riforma della crisi d’impresa e dell’insolvenza nel testo approvato alla Camera dei Deputati lo scorso 1 febbraio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono 27 le procedure attive in Camera di Commercio per la rinegoziazione dei debiti di consumatori e piccoli imprenditori. Artigiani, commercianti, start up innovative, consumatori e tutti coloro che fino a ieri erano “troppo piccoli” per fallire possono, infatti, rivolgersi, nel caso si trovino ad avere un eccesso di debiti per esempio con le banche o con il fisco, all’ente di Largo Castello (Organismo accreditato dal Ministero della Giustizia) e proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti con un piano di rientro che cadenzi secondo le reali possibilità la restituzione almeno di una parte del dovuto. Il debitore, sotto il controllo del tribunale, potrà, alternativamente, formulare una proposta di accordo con i creditori; chiedere la liquidazione del patrimonio o proporre - solo se riveste la qualifica di consumatore - un piano di ristrutturazione dei debiti. E mettendo a disposizione anche solo un piccolo patrimonio, potrà ottenere la liberazione da tutti i debiti pregressi, il "fresh start" ("ripartenza", seconda "chance").
Numerose, intanto, le novità apportate alle procedure di allerta, uno dei cardini del disegno di legge delega per la riforma della crisi d’impresa e dell’insolvenza nel testo approvato alla Camera dei Deputati lo scorso 1 febbraio.
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