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«Ucciso da un colpo a bruciapelo» 

«Ucciso da un colpo a bruciapelo» 

Il killer in fuga. Budrio, ricostruita la dinamica dell’omicidio di Davide Fabbri

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L'uomo che l'1 aprile scorso ha ucciso Davide Fabbri nel suo bar di Budrio lo ha fatto con un colpo di pistola esploso da distanza ravvicinatissima o a bruciapelo e ha sparato, durante una colluttazione, con un'inclinazione marcata: dall'alto verso il basso e da destra a sinistra.

Il proiettile è entrato nella parte sinistra del torace ed è uscito dalla schiena, lesionando arterie vitali. A certificare la dinamica dell’omicidio è la consulenza del medico legale Paolo Fais (52 pagine) disposta nell'ambito dell'inchiesta condotta dal pm Marco Forte che ha individuato come responsabile dell’assassinio Norbert Feher, serbo latitante accusato anche dell'omicidio della guardia volontaria Valerio Verri. Per il consulente è alta la probabilità che il colpo sia stato sparato dall'assalitore mentre si trovava di fronte a Fabbri, mentre è improbabile che killer e vittima fossero entrambi in piedi.

La dinamica che emerge, osserva il medico, è "complessa" e non è possibile fornire ulteriori dati idonei a stabilire con sufficiente grado di certezza la posizione reciproca dei due al momento del colpo. Feher è difeso dall'avvocato Cesare Pacitti, la vedova di Fabbri dall'avvocato Giorgio Bacchelli. Il deposito della consulenza medica va ad arricchire un'indagine che ha già molti elementi che collegano Feher alias Igor Vaclavic, detto il russo, agli omicidi: dal Dna alle impronte digitali, oltre ai riconoscimenti e ai riscontri balistici. In questi giorni, tra l'altro, anche il fascicolo sull'omicidio di Verri viene trasferito per competenza dalla Procura di Ferrara a quella di Bologna, dove è stato commesso il primo dei due delitti a distanza di una settimana.

Feher è inoltre indagato per un terzo omicidio a Ravenna, la morte del metronotte Salvatore Chianese, ucciso a sangue freddo il 30 dicembre 2015 tra Savio e Fosso Ghiaia. Secondo il medico legale il proiettile, a Budrio, fu esploso entro i 25 centimetri di distanza o prossimo al contatto, con una marcata inclinazione dall'alto verso il basso, durante una lotta che ha provocato a Fabbri altre ferite 'da difesa' su spalla e mani.

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