Hadiya era un amore. Il papà: «Sul letto con fratello e cugino»
Bimba di tre mesi precipitata dalla finestra a Cento. La famiglia vive un incubo, l’abbraccio della comunità
CENTO. «Eravamo tutti innamorati di Hadiya. Per lei, quando è nata, abbiamo fatto una grande festa. Di solito nella comunità pakistana si festeggia la nascita dei maschi, ma per lei abbiamo invitato tutti. Eravamo tutti contenti».
Dopo la morte della piccola Hadiya Asif di 3 mesi e mezzo, che l’altro pomeriggio è caduta dalla finestra di casa mentre il fratello e il cuginetto stavano giocando nella stanza, la famiglia Asif Nafisa si è chiusa nella più completa disperazione.
Ed è talmente tanta la sofferenza per quello che è accaduto che la mamma della neonata morta, Usman Nafisa, ha avuto ieri mattina un malore in casa. È stata accompagnata dai familiari all'ospedale di Cento: la donna è stata poi dimessa dopo i controlli e le cure necessarie.
Lacrime per la bimba
Nelle stanze dell'appartamento all'ultimo piano di via Ugo Bassi 54, dove si è consumato il dramma, si respira l'odore delle lacrime, si coglie sui volti di tutti il segno intenso che lascia la sofferenza. Già venerdì sera e nella giornata di ieri, la famiglia, composta dalle due sorelle Nafisa con i rispettivi figli e mariti, è stata raggiunta sia dai nonni paterni e da quelli materni, sia dai parenti e dagli amici più stretti. Un abbraccio continuo, senza troppe parole, ma sufficienti per condividere il dolore per quanto accaduto: un dolore che ha colpito tutta la comunità.
Mentre mostra la foto della bimba, non riesce a trattenere le lacrime, il papà Asif, tornato venerdì sera da Fabbrico (Reggio Emilia). Nella cittadina del Reggiano Asif rimane durante la settimana per lavorare nella Carrozzeria Matra ed è rientrato a casa venerdì, non appena avuta notizia della tragedia.
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Le donne della famiglia sono riunite proprio davanti a quel letto in cui la piccola dormiva, appena prima della tragedia. E mentre il nonno mostra tra le lacrime la foto della bimba, racconta «era una bimba bellissima, stupenda. Dispiace moltissimo. Non riusciamo a trovare pace, non riusciamo a capire come possa essere successo. Ci si mette sempre d'accordo perché i bambini rimangano sempre in presenza di un adulto. Una vera disgrazia».
«Stavano giocando...»
Poi il racconto di come i familiari hanno ricostruito le circostanze in cui è avvenuta la caduta fatale della bimba di 3 mesi e mezzo dalla finestra.
«La bimba era coricata sul letto. Il fratellino e il cuginetto stavano giocando insieme proprio lì, sul quel letto appoggiato al muro sotto alla finestra. La mamma era in bagno, mentre la zia stava dando il latte, sempre nella stessa stanza».
Poi indicano la finestra da cui è precipitata la bimba, i familiari spiegano: «Non si sa come sia successo, ma la finestra che di solito è sempre chiusa, è stata improvvisamente aperta. La zia era girata di spalle rispetto a quella finestra«, e non si è accorta che «i bambini hanno preso in braccio la bimba e che, mentre stavano giocando, la piccola gli è scivolata ed è finita fuori dalla finestra. I bambini, rendendosi contro dell'accaduto hanno subito chiamato la zia, che è corsa immediatamente in strada»
Qui la donna ha raccolto la bambina da terra «e ha subito chiesto aiuto ai vicini perché chiamassero i soccorsi».
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I giorni del dolore
Divisi tra studi legali, ospedale e stazione dei carabinieri, ieri un'altra giornata da incubo per la famiglia Asif Nafisa, sempre accompagnata e supportata dal referente della comunità pakistana a Cento e nell'Alto Ferrarese Tahir Mahmood. Alle 11 il sopralluogo del magistrato nell'abitazione di via Ugo Bassi.
«Per tutti noi – raccontano – un vero incubo, da cui non è possibile svegliarsi. Vorremmo non fosse mai successo. Una disgrazia che ci segnerà per sempre».
La comunità centese e musulmana si è stretta ieri sera attorno alla famiglia Asif, che ha voluto comunque partecipare all'Iftar, la rottura del digiuno aperto alla comunità centese.
Una iniziativa che è stata organizzata dal Centro Culturale Pakistano nella sede di via De Gasperi a Cento. Un momento importante di preghiera e di condivisione, che si è tenuto non solo in occasione del mese sacro del Ramadan, ma anche perché, di fronte ad una tragedia simile, tutta la comunità centese sia unita, indipendentemente dalle religioni che sono professate da ciascun cittadino.
Presenti alla cerimonia monsignor Stefano Guizzardi (parrocchie di San Biagio e San Pietro) e rappresentanti dell'amministrazione comunale centese e delle forze dell'ordine.
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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