L’uscita dall’Unione anticipa il dibattito
Jolanda, stasera il voto decisivo ma la bagarre è già partita La Trombin risponde a Calvano: «Ho votato alle primarie»
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JOLANDA DI SAVOIA. In attesa del duello sui banchi del consiglio comunale (in programma stasera), il caso Jolexit ieri è impazzato sui social, in particolare Facebook. Nonostante fosse domenica, non è certo passato inosservato il nostro servizio sul piano di rientro (triennale) che verrà presentato stasera dalla giunta jolandina per ripianare i 937mila euro di buco che il Comune ha accumulato lo scorso anno.
Il primo a scendere in campo è stato Paolo Calvano (segretario regionale del Pd), che pone l’accento proprio sui problemi finanziari del Comune: «Lunga storia triste. Il Comune di Jolanda in questi anni ha accumulato quasi un milione di euro di buco, a cui si aggiunge un debito di cassa di 500mila euro verso l’Unione dei Comuni a cui appartiene. A quella Unione il Comune conferisce oltre 400mila euro all’anno per gestire insieme una decina di servizi. Per rientrare del buco di un milione la strategia scelta dal Comune di Jolanda è: uscire dall’Unione, non conferire più 400mila euro e gestire, da solo, tutto quello che faceva l’Unione con poco più di 100mila euro, così da risparmiare 300mila euro all’anno e rientrare del buco di bilancio. Tutto legittimo e persino quasi banale. Però sorgono spontanee alcune domande: se era così facile e produttivo perché non farlo prima? Come è possibile garantire con così poche risorse servizi così importanti? Perché non provare invece a chiedere una grande azione di solidarietà ai Comuni della stessa Unione con un accordo nero su bianco e impegni reciproci? Fine della lunga storia, che per ora mi appare triste».
La risposta social del sindaco di Jolanda, Elisa Trombin, non si fa attendere molto e apre scenari politici nuovi, visto che il primo cittadino era candidato di una lista civica ma dichiara di aver votato alle primarie, oltre ad accusare ancora i colleghi di Copparo e Berra: «Caro Calvano, quello che tu dici può anche essere in parte vero. Certamente se tu fossi stato sindaco di Copparo non saremmo arrivati a questo epilogo, che per noi sarà la rinascita. Non è un mistero che i cittadini di Jolanda pagano i servizi anche per quelli di Copparo, abbiamo fatto stime precise e le diremo in consiglio comunale. Il vero dato è che anziché unirci nella solidarietà ci siamo divisi per arrivismo personale e maschilista dei sindaci di Copparo e Berra. Come tu ben sai ho avuto manifestazione di stima e consenso anche dallo stesso Renzi. Io ho votato alle primarie... Ancora meglio sai che il “buco” di bilancio non riguarda solo il mio Comune ed è un falso problema».
E se il sindaco di Copparo, Nicola Rossi, scrive “Chi non ha niente da dire tenta di cambiare argomento...” senza fare riferimenti, più duro il segretario provinciale del Pd, Luigi Vitellio: «Il Pd tutto sostiene i suoi sindaci e la Trombin eviti di chiedere, come ha fatto, sostegno politico al partito e ai suoi amministratori. Non ci sarà. Il Pd si preoccupa dei cittadini di Jolanda perché rischiano di avere un Comune in grande difficoltà». (d.b.)
Il primo a scendere in campo è stato Paolo Calvano (segretario regionale del Pd), che pone l’accento proprio sui problemi finanziari del Comune: «Lunga storia triste. Il Comune di Jolanda in questi anni ha accumulato quasi un milione di euro di buco, a cui si aggiunge un debito di cassa di 500mila euro verso l’Unione dei Comuni a cui appartiene. A quella Unione il Comune conferisce oltre 400mila euro all’anno per gestire insieme una decina di servizi. Per rientrare del buco di un milione la strategia scelta dal Comune di Jolanda è: uscire dall’Unione, non conferire più 400mila euro e gestire, da solo, tutto quello che faceva l’Unione con poco più di 100mila euro, così da risparmiare 300mila euro all’anno e rientrare del buco di bilancio. Tutto legittimo e persino quasi banale. Però sorgono spontanee alcune domande: se era così facile e produttivo perché non farlo prima? Come è possibile garantire con così poche risorse servizi così importanti? Perché non provare invece a chiedere una grande azione di solidarietà ai Comuni della stessa Unione con un accordo nero su bianco e impegni reciproci? Fine della lunga storia, che per ora mi appare triste».
La risposta social del sindaco di Jolanda, Elisa Trombin, non si fa attendere molto e apre scenari politici nuovi, visto che il primo cittadino era candidato di una lista civica ma dichiara di aver votato alle primarie, oltre ad accusare ancora i colleghi di Copparo e Berra: «Caro Calvano, quello che tu dici può anche essere in parte vero. Certamente se tu fossi stato sindaco di Copparo non saremmo arrivati a questo epilogo, che per noi sarà la rinascita. Non è un mistero che i cittadini di Jolanda pagano i servizi anche per quelli di Copparo, abbiamo fatto stime precise e le diremo in consiglio comunale. Il vero dato è che anziché unirci nella solidarietà ci siamo divisi per arrivismo personale e maschilista dei sindaci di Copparo e Berra. Come tu ben sai ho avuto manifestazione di stima e consenso anche dallo stesso Renzi. Io ho votato alle primarie... Ancora meglio sai che il “buco” di bilancio non riguarda solo il mio Comune ed è un falso problema».
E se il sindaco di Copparo, Nicola Rossi, scrive “Chi non ha niente da dire tenta di cambiare argomento...” senza fare riferimenti, più duro il segretario provinciale del Pd, Luigi Vitellio: «Il Pd tutto sostiene i suoi sindaci e la Trombin eviti di chiedere, come ha fatto, sostegno politico al partito e ai suoi amministratori. Non ci sarà. Il Pd si preoccupa dei cittadini di Jolanda perché rischiano di avere un Comune in grande difficoltà». (d.b.)
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