«Rassicurante ed europea» la giustizia ai tempi del crac
di Daniele Predieri
Il presidente del tribunale, Rosaria Savastano tra numeri, problemi e bilanci «Il fallimento della banca? Deflagrante. Ora la verifica delle carte dell’accusa»
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La giustizia a Ferrara? «Rassicurante». Il crac Carife? «Deflagrante». Gli scioperi nei tribunali? «Dovuti a situazioni di malessere evidente». I numeri del tribunale a livelli di efficienza europei? «Dovuti a giudici bravi, preparati, con senso di responsabilità». I “buchi” del personale amministrativo? «Siamo in sofferenza con scoperture fortissime, abbiamo personale motivato ma numericamente scarso». I “buchi” tra i giudici? «Ne arriveranno 3 nuovi entro l’anno». E la procura? «Vive un momento di crisi». Risposte pronte, alle domande. Sulla giustizia in città. Il presidente del tribunale Rosaria Savastano le affronta una dopo l’altra, soffermandosi sul processo Carife, da giudice terzo: «Occorrerà indicare se vi sono responsabilità, la procura ha svolto il proprio lavoro, adesso la fase della verifica».
Sarà il processo dell’anno, quello del crac Carife con tanti risvolti, non conosciuti. Nel momento in cui non si riusciva a trovar sede (ora deciso il Centro Quadrifoglio di Pontelagoscuro), si era pensato addirittura di trasferire tutto a Bologna, alla Fiera. «Sì, era stata una opzione, che io stessa ho immediatamente scartato. E’ giusto che il processo Carife si faccia a Ferrara, è un processo della città, per la città». Dal novembre scorso, la presidente Savastano guida il tribunale di Ferrara: si era presentata al giuramento davanti a colleghi e magistrati anziani in pensione («anche i vecchi presidenti che mi hanno vista crescere come giudice»), dicendo a tutti, schermendosi: «Garantirò massimo impegno, non garantisco i risultati».
I risultati ci sono già?
«E’ presto per dirlo diciamo che i programmi sono avviati in vista dei risultati che si possono raggiungere, non a breve».
Il risultato prioritario di ogni tribunale è quello di garantire una giustizia veloce.
«Il programma in corso è quello legato allo smaltimento dell’arretrato, credo che ci stiamo riuscendo. Questo è il programma che stiamo percorrendo con risultati apprezzabili grazie alla abnegazione dei giudici: non posso lamentarmi e posso dare crediti a tutti i colleghi, lo meritano».
Il suo predecessore, il presidente Maiorano andava fiero dei risultati di Ferrara: diceva “la giustizia ferrarese è a livelli europei”, lei stessa ricordava il giorno di novembre al suo giuramento, che Ferrara è tra i primi 7 tribunali in Italia per efficienza.
«Ferrara vive una situazione tranquilla e soddisfacente, per cui riusciamo a tenere sotto controllo le sopravvenienze (i nuovi processi, ndr) e possiamo dare risposte alle aspettative degli utenti del tribunale».
In questo periodo, però anche qui a Ferrara, sono in corso scioperi di avvocati, giudici onorari e giudici di pace.
«C’è evidentemente una situazione di malessere: per quanto riguarda i giudici onorari, il loro sciopero ha una base che dovrà essere considerata per la loro dignità e sicurezza dal punto di vista istituzionale. Per i giudici onorari che aderiscono a Ferrara, non vi sono numeri significativi, così anche tra i giudici di pace. Lo sciopero degli avvocati trova fondamento in disagi normativi, per norme che lasciano spazio a rivendicazioni e richieste correttive: sotto il profilo dell’andamento della giustizia, lo sciopero degli avvocati è normale che crei ritardi e disagi».
Lo sciopero degli avvocati verte contro le nuove regole della prescrizione (tempi più lunghi): si può dire, però, alla luce dei numeri di Ferrara con prescrizioni quasi azzerate, che si tratti di rivendicazione non necessaria?
«I tempi dei processi a Ferrara sono tali da essere portati a compimento prima della prescrizione. Volendo però dare uno sguardo a livello nazionale, in numerosi tribunali il problema è molto serio».
Da sempre, a Ferrara viene evidenziata la velocità dei processi (servono165 giorni perchè un processo arrivi a sentenza). A quali fattori è dovuto: meno cause, meno litigiosità in una provincia economicamente svantaggiata?
«Posso dire che rispetto ad altre realtà sono molteplici i fatori positivi: poca mobilità dei giudici, rimasti qui più tempo, portando a compimento lo smaltimento dei processi. E soprattutto la laboriosità dei giudici che deve essere segnalata: bravi, preparati con senso di responsabilità molto forte, un elemento fondamentale».
Dipende solo da questo? Non incide il fatto che si litiga meno perchè costa, mentre si litiga di più - civilmente - dove c’è economia forte e tante aziende.
«Vi sono elementi di carattere generale: abbassamento dei contenziosi civili grazie anche a nuovi strumenti previsti dal legislatore (la mediazione, ndr) per cui si abbassano percentuali di cause definite. Poi, ovvio, fattori economici: Ferrara non è provincia ricca».
Oggi ancor più povera, per il caos del crac Carife: il primo processo partirà, la sede è stata trovata (Centro sociale Quadrifoglio).
«La sede è stata scelta, una ricerca iniziata dal gennaio scorso per trovare la soluzione più consona e adeguata per garantire condizioni di sicurezza e serenità, affinchè il giudice possa svolgere il proprio lavoro in modo tranquillo e soddisfare al 100% tutte le richieste di tutte le parti, prime tra tutte le parti lese (gli azionisti dell’aumento di capitale, ndr)».
Sarà un processo della città, per la città, ad un pezzo della città, ex vertici Carife che l’hanno governata.
«Un processo ormai in sede di verifica dopo il lavoro della procura che ha chiuso l’inchiesta: è una vicenda che ha colpito fortemente la città, creato disagi. E’ giusto che chi pensa di essere stato leso da comportamenti ritenuti non legittimi e penalmente rilevanti abbia la possibilità di esser presente, qui a Ferrara».
La richiesta di rinvio a giudizio è stata depositata per 12 imputati, udienza preliminare da metà settembre.
«Sì, da metà settembre in poi, per l’autunno verrà stilato il calendario delle udienze: un magistrato (il gip Piera Tassoni, ndr) è incaricato di svolgere questo processo, distolto da tutto il resto. Sarà un processo che peserà sulla nostra organizzazione».
Non da giudice, ma da cittadina: come vede il crac Carife, che era la Fiat di Ferrara
«E’ stato deflagrante, ora bisognerà accertare eventuali responsabilità che possono sussistere o meno, da valutare all’udienza preliminare e poi eventualmente (dopo rinvio a giudizio, ndr) in fase dibattimentale. E’ un processo dai risvolti sociali molto forti, più di quello che si possa immaginare, perchè ha colpito il cuore della città».
Non solo cuore: ma fiducia, testa, gambe, che si sono piegate per migliaia di risparmiatori sotto il peso del crac.
«Ha risvolti non solo economici, come accaduto per il crac Costruttori, seppur più limitato pur se gravissimo anch’esso: ma qui siamo di fronte al fallimento della banca cittadina e della provincia, una banca leader, un crac che ha colpito in maniera massiccia tutta la popolazione, direttamente e indirettamente».
Parlando di processi da celebrare, occorre farlo anche su chi li farà, giudici e pm. La procura sta vivendo un momento difficile.
«E’ un momento critico dopo il trasferimento a Venezia del dottor Cherchi che ha lasciato da pochi giorni. Ora vi sarà un reggente o vicario come capita quando viene a mancare il titolare (la reggenza ora è della pm Ombretta Volta, da fine agosto sarà della pm Patrizia Castaldini, l’arrivo del pm Nicola Proto non è ancora stato deciso, ndr). In procura si sono vissuti periodi di stabilità e come dicevamo, la continuità di magistrati consente programmazione e risultati : ora è un momento di crisi»
Come lei ben sa sono 4 e mezzo i pm in servizio effettivo, a tuttoggi.
«Sono pochi, certo, rispetto all’organico e a quelli che c’erano prima, fino a pochi mesi fa: ci sarà un calo di lavoro rispetto i processi che verranno. Quello di Carife è in sede di prima verifica (udienza preliminare, non ancora processo, ndr) e questa scopertura in organico viene a verificarsi in un momento di particolare tensione, mentre il lavoro della procura e le indagini si sono completate quando in procura c’era l’ organico quasi pieno»
Il pg De Francisci ha promesso massimo impegno dalla procura generale.
«Come si è visto in occasione dell’ anno giudiziario, De Francisci è persona intelligente, preparata e con tanta voglia di fare. Si è esposto e ha parlato in modo chiaro e incisivo: io c’ero a gennaio, a Bologna, e ho ascoltato».
Disse che l’aumento di capitale Carife era “atto criminale”
«Si evince dalle sue affermazioni che conosce bene le carte accusa, lo immagino, come giusto sia. Noi giudici adesso le valuteremo».
Sarà il processo dell’anno, quello del crac Carife con tanti risvolti, non conosciuti. Nel momento in cui non si riusciva a trovar sede (ora deciso il Centro Quadrifoglio di Pontelagoscuro), si era pensato addirittura di trasferire tutto a Bologna, alla Fiera. «Sì, era stata una opzione, che io stessa ho immediatamente scartato. E’ giusto che il processo Carife si faccia a Ferrara, è un processo della città, per la città». Dal novembre scorso, la presidente Savastano guida il tribunale di Ferrara: si era presentata al giuramento davanti a colleghi e magistrati anziani in pensione («anche i vecchi presidenti che mi hanno vista crescere come giudice»), dicendo a tutti, schermendosi: «Garantirò massimo impegno, non garantisco i risultati».
I risultati ci sono già?
«E’ presto per dirlo diciamo che i programmi sono avviati in vista dei risultati che si possono raggiungere, non a breve».
Il risultato prioritario di ogni tribunale è quello di garantire una giustizia veloce.
«Il programma in corso è quello legato allo smaltimento dell’arretrato, credo che ci stiamo riuscendo. Questo è il programma che stiamo percorrendo con risultati apprezzabili grazie alla abnegazione dei giudici: non posso lamentarmi e posso dare crediti a tutti i colleghi, lo meritano».
Il suo predecessore, il presidente Maiorano andava fiero dei risultati di Ferrara: diceva “la giustizia ferrarese è a livelli europei”, lei stessa ricordava il giorno di novembre al suo giuramento, che Ferrara è tra i primi 7 tribunali in Italia per efficienza.
«Ferrara vive una situazione tranquilla e soddisfacente, per cui riusciamo a tenere sotto controllo le sopravvenienze (i nuovi processi, ndr) e possiamo dare risposte alle aspettative degli utenti del tribunale».
In questo periodo, però anche qui a Ferrara, sono in corso scioperi di avvocati, giudici onorari e giudici di pace.
«C’è evidentemente una situazione di malessere: per quanto riguarda i giudici onorari, il loro sciopero ha una base che dovrà essere considerata per la loro dignità e sicurezza dal punto di vista istituzionale. Per i giudici onorari che aderiscono a Ferrara, non vi sono numeri significativi, così anche tra i giudici di pace. Lo sciopero degli avvocati trova fondamento in disagi normativi, per norme che lasciano spazio a rivendicazioni e richieste correttive: sotto il profilo dell’andamento della giustizia, lo sciopero degli avvocati è normale che crei ritardi e disagi».
Lo sciopero degli avvocati verte contro le nuove regole della prescrizione (tempi più lunghi): si può dire, però, alla luce dei numeri di Ferrara con prescrizioni quasi azzerate, che si tratti di rivendicazione non necessaria?
«I tempi dei processi a Ferrara sono tali da essere portati a compimento prima della prescrizione. Volendo però dare uno sguardo a livello nazionale, in numerosi tribunali il problema è molto serio».
Da sempre, a Ferrara viene evidenziata la velocità dei processi (servono165 giorni perchè un processo arrivi a sentenza). A quali fattori è dovuto: meno cause, meno litigiosità in una provincia economicamente svantaggiata?
«Posso dire che rispetto ad altre realtà sono molteplici i fatori positivi: poca mobilità dei giudici, rimasti qui più tempo, portando a compimento lo smaltimento dei processi. E soprattutto la laboriosità dei giudici che deve essere segnalata: bravi, preparati con senso di responsabilità molto forte, un elemento fondamentale».
Dipende solo da questo? Non incide il fatto che si litiga meno perchè costa, mentre si litiga di più - civilmente - dove c’è economia forte e tante aziende.
«Vi sono elementi di carattere generale: abbassamento dei contenziosi civili grazie anche a nuovi strumenti previsti dal legislatore (la mediazione, ndr) per cui si abbassano percentuali di cause definite. Poi, ovvio, fattori economici: Ferrara non è provincia ricca».
Oggi ancor più povera, per il caos del crac Carife: il primo processo partirà, la sede è stata trovata (Centro sociale Quadrifoglio).
«La sede è stata scelta, una ricerca iniziata dal gennaio scorso per trovare la soluzione più consona e adeguata per garantire condizioni di sicurezza e serenità, affinchè il giudice possa svolgere il proprio lavoro in modo tranquillo e soddisfare al 100% tutte le richieste di tutte le parti, prime tra tutte le parti lese (gli azionisti dell’aumento di capitale, ndr)».
Sarà un processo della città, per la città, ad un pezzo della città, ex vertici Carife che l’hanno governata.
«Un processo ormai in sede di verifica dopo il lavoro della procura che ha chiuso l’inchiesta: è una vicenda che ha colpito fortemente la città, creato disagi. E’ giusto che chi pensa di essere stato leso da comportamenti ritenuti non legittimi e penalmente rilevanti abbia la possibilità di esser presente, qui a Ferrara».
La richiesta di rinvio a giudizio è stata depositata per 12 imputati, udienza preliminare da metà settembre.
«Sì, da metà settembre in poi, per l’autunno verrà stilato il calendario delle udienze: un magistrato (il gip Piera Tassoni, ndr) è incaricato di svolgere questo processo, distolto da tutto il resto. Sarà un processo che peserà sulla nostra organizzazione».
Non da giudice, ma da cittadina: come vede il crac Carife, che era la Fiat di Ferrara
«E’ stato deflagrante, ora bisognerà accertare eventuali responsabilità che possono sussistere o meno, da valutare all’udienza preliminare e poi eventualmente (dopo rinvio a giudizio, ndr) in fase dibattimentale. E’ un processo dai risvolti sociali molto forti, più di quello che si possa immaginare, perchè ha colpito il cuore della città».
Non solo cuore: ma fiducia, testa, gambe, che si sono piegate per migliaia di risparmiatori sotto il peso del crac.
«Ha risvolti non solo economici, come accaduto per il crac Costruttori, seppur più limitato pur se gravissimo anch’esso: ma qui siamo di fronte al fallimento della banca cittadina e della provincia, una banca leader, un crac che ha colpito in maniera massiccia tutta la popolazione, direttamente e indirettamente».
Parlando di processi da celebrare, occorre farlo anche su chi li farà, giudici e pm. La procura sta vivendo un momento difficile.
«E’ un momento critico dopo il trasferimento a Venezia del dottor Cherchi che ha lasciato da pochi giorni. Ora vi sarà un reggente o vicario come capita quando viene a mancare il titolare (la reggenza ora è della pm Ombretta Volta, da fine agosto sarà della pm Patrizia Castaldini, l’arrivo del pm Nicola Proto non è ancora stato deciso, ndr). In procura si sono vissuti periodi di stabilità e come dicevamo, la continuità di magistrati consente programmazione e risultati : ora è un momento di crisi»
Come lei ben sa sono 4 e mezzo i pm in servizio effettivo, a tuttoggi.
«Sono pochi, certo, rispetto all’organico e a quelli che c’erano prima, fino a pochi mesi fa: ci sarà un calo di lavoro rispetto i processi che verranno. Quello di Carife è in sede di prima verifica (udienza preliminare, non ancora processo, ndr) e questa scopertura in organico viene a verificarsi in un momento di particolare tensione, mentre il lavoro della procura e le indagini si sono completate quando in procura c’era l’ organico quasi pieno»
Il pg De Francisci ha promesso massimo impegno dalla procura generale.
«Come si è visto in occasione dell’ anno giudiziario, De Francisci è persona intelligente, preparata e con tanta voglia di fare. Si è esposto e ha parlato in modo chiaro e incisivo: io c’ero a gennaio, a Bologna, e ho ascoltato».
Disse che l’aumento di capitale Carife era “atto criminale”
«Si evince dalle sue affermazioni che conosce bene le carte accusa, lo immagino, come giusto sia. Noi giudici adesso le valuteremo».
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