Pd, elezioni amare «Troppe tensioni nel centrosinistra»
Calvano ammette la sconfitta e chiama a raccolta i segretari Marattin posta tabelle renziane e fa ironia: distanze ampie
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Stavolta il colpo delle urne per il Pd è stato duro, e lo dimostrano le valutazioni divergenti di quelli che possono essere considerati i massimi esponenti locali del partito, cioè il segretario regionale Paolo Calvano e il consulente di Palazzo Chigi, Luigi Marattin. Il primo ammette la sconfitta da cinque a zero in regione, per tacere delle varie Genova e Pistoia, e ne approfitta per rilanciare sul territorio la strategia di un centrosinistra rafforzato. L’ex assessore pubblica le tabelle di Renzi con i comuni vinti dai dem che superano quelli azzurri e pentastellati, ironizzando sulla «sconfitta epocale», nella scia di esponenti renziani che dichiarano superata la formula classica del centrosinistra. Differenti letture che possono portare a strategie divergenti, in preparazione di una lunga campagna elettorale verso un 2019 a rischio d’imprevedibili ballottaggi, non si sa quanto tollerabili dall’attuale vertice dem.
Per Calvano la tornata elettorale di giugno «è stata una sconfitta. E per imparare qualcosa dalle sconfitte bisogna anzitutto riconoscerle». Ribadito il peso delle tensioni locali nelle città emiliane perse al ballottaggio, il segretario Pd mette il dito nella piaga delle dinamiche «di un centrosinistra che, soprattutto a partire dal livello nazionale, è carico di tensioni che specie nelle regioni storicamente posizionate a sinistra come l’Emilia-Romagna, le Marche e la Toscana si è riversato in un astensionismo che ha finito per avvantaggiare la destra. Perché le divisioni non danno mai un’idea di affidabilità e se la percezione è questa allora poi si capisce perché la gente non va a votare».
A mo’ di promemoria, il segretario Pd evidenzia che «non esistono più posizioni di rendita. Quella stagione, lo dimostrano anche studi recenti, è finita da un pezzo», aggiungendo che «dove governiamo da un bel pezzo, ci viene chiesto un profilo di umiltà da un lato e innovazione dall’altro, ancor più alto». Dal punto di vista operativo, Calvano annuncia «già questa settimana» una riunione dei segretari provinciali e dei dirigenti del Pd regionale, per «rilanciare il nostro profilo riformista, di cambiamento»: il Pd, conclude, «è e resta il baricentro del centrosinistra italiano. Quando è unito».
Al Psi ferrarese che lamentava proprio l’altro giorno la tentazione di autosufficienza del Pd dopo il caso-giunta di Ferrara, risponde già il segretario provinciale Luigi Vitellio, promettendo «un incontro al più presto per confrontarci sulle idee. Il Psi deve restare nostro alleato».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per Calvano la tornata elettorale di giugno «è stata una sconfitta. E per imparare qualcosa dalle sconfitte bisogna anzitutto riconoscerle». Ribadito il peso delle tensioni locali nelle città emiliane perse al ballottaggio, il segretario Pd mette il dito nella piaga delle dinamiche «di un centrosinistra che, soprattutto a partire dal livello nazionale, è carico di tensioni che specie nelle regioni storicamente posizionate a sinistra come l’Emilia-Romagna, le Marche e la Toscana si è riversato in un astensionismo che ha finito per avvantaggiare la destra. Perché le divisioni non danno mai un’idea di affidabilità e se la percezione è questa allora poi si capisce perché la gente non va a votare».
A mo’ di promemoria, il segretario Pd evidenzia che «non esistono più posizioni di rendita. Quella stagione, lo dimostrano anche studi recenti, è finita da un pezzo», aggiungendo che «dove governiamo da un bel pezzo, ci viene chiesto un profilo di umiltà da un lato e innovazione dall’altro, ancor più alto». Dal punto di vista operativo, Calvano annuncia «già questa settimana» una riunione dei segretari provinciali e dei dirigenti del Pd regionale, per «rilanciare il nostro profilo riformista, di cambiamento»: il Pd, conclude, «è e resta il baricentro del centrosinistra italiano. Quando è unito».
Al Psi ferrarese che lamentava proprio l’altro giorno la tentazione di autosufficienza del Pd dopo il caso-giunta di Ferrara, risponde già il segretario provinciale Luigi Vitellio, promettendo «un incontro al più presto per confrontarci sulle idee. Il Psi deve restare nostro alleato».
Stefano Ciervo
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