Flavio Romani (Arcigay) fermato in Russia
Era a un incontro sui diritti civili, rilasciato dalla polizia a tarda sera. Contestata attività politica illecita a lui e ad altri 4 italiani
Il presidente nazionale di Arcigay, Flavio Romani, a lungo presidente di Arcigay Ferrara, città dove vive, è stato sottoposto a fermo amministrativo dalla polizia russa mentre partecipava oggi (27 giugno) a una riunione privata assieme ai componenti di altre associazioni attive nel campo dei diritti civili. L’incontro si svolgeva a Nižnij Novgorod, città della russia europea. Assieme a Romani sono stati accompagnati in un posto di polizia per accertamenti altri quattro militanti italiani di due associazioni attive nell’ambito dei diritti dei detenuti, “Antigone” e “A buon diritto”.
La contestazione più o meno esplicita fatta ai cinque italiani, come ha confermato in serata lo stesso Romani raggiunto al telefono dalla “Nuova”, è di «aver effettuato attività “politica” senza autorizzazione, dopo essere entrati in Russia con un visto turistico». I cinque sono stati rilasciati intorno alle 22.30: dovranno pagare una multa ma non sapevano ancora se sarebbero state applicate sanzioni accessorie. «Stiamo bene e non rischiamo di essere arrestati», ha detto Romani che è arrivato in Russia quattro giorni fa. Ieri era in programma il faccia a faccia con le associazioni umanitarie russe. Un’attività non proprio ben vista da parte delle autorità locali. In Russia proprio pochi giorni fa la polizia ha arrestato diversi manifestanti coinvolti in manifestazioni di protesta.
«Eravamo riuniti con i componenti di un’associazione che in passato ha visitato anche il nostro Paese - ha dichiarato Romani - quando verso le 15 agenti di polizia hanno fatto irruzione nello stabile privato dove ci siamo incontrati e hanno iniziato a fare domande e a dire che stavamo facendo un’attività a noi vietata».
«Siamo solidali con Flavio e con gli altri quattro cittadini italiani fermati - il commento di Manuela Macario, presidente di CircoMassimo e Arcigay Ferrara - Chiediamo che siano tutti subito rilasciati, questo fatto conferma quanta strada ci sia ancora da fare nel mondo sui diritti civili. Domani (oggi, ndr) saremo tutti a Ferrara, in via Ripagrande, anche per parlare di questo».
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