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Altre firme per abrogare i divieti e le multe ai cani 

Altre firme per abrogare i divieti e le multe ai cani 

I promotori: «Vogliamo che il Comune tolga i cartelli dalle aree verdi vietate» «Grazie a Calò, a settembre la discussione in consiglio». Ecco dove firmare in città 

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La raccolta firme continua, non va in vacanza, né al mare né ai monti: una raccolta firme per chiedere al Comune di regolamentare meglio l’accesso in aree verdi dei cani, abrogarne i divieti e soprattutto adeguare i relativi cartelli alle nuove norme di polizia urbana comunale. Alla luce - dicono loro - ai tanti pronunciamenti dei vari tribunale amministrativi (Tar) d’Italia che si sono pronunciati dichiarando illegittimi i divieti di ingresso dei cani nelle arre pubbliche verdi.

«Sì, dopo la prima raccolta-petizione che abbiamo proposto portando 570 firme a Comune e al presidente del consiglio comunale, Girolamo Calò, noi non ci fermiamo», spiega Stefania Corradini, una delle portavoci del Comitato spontaneo nato dopo le multe ai cani a passeggio. «Chi volesse farlo, può firmare recandosi al supermercato degli animali di via Foro Boario 2/b, gli appositi moduli che abbiamo lasciato sono nei pressi delle casse».

La petizione lanciata nelle settimane scorse ha l’obiettivo di abrogare il divieto di passeggiare in aree verdi comunali, e come rammentiamo, la scintilla di tutto furono proprio diverse multe -da 100 euro - che erano fioccate contro i padroni di cani, “pizzicati” all’interno dell’anello dell’Acquedotto oppure nei vialetti delle Mura di via IV Novembre, aree dove i problemi sono ben altri, hanno sempre sottolineato nel profilo Facebook che hanno aperto, dal titolo più che eloquente: «Il cane ci difende, lo spaccio ci offende».

La Corradini, a nome dei tanti che hanno firmato, ringrazia il Comune per l’interessamento e «dobbiamo sottolineare ancora la sensibilità del presidente Calò al quale porteremo questa seconda raccolta di firme , ad oggi saranno qualche centinaio in più. Come lui stesso ci aveva riferito, è sua intenzione proporre in consiglio comunale, a luglio e se slittasse il tutto, a settembre, un adeguamento dei cartelli di divieto, in tutta la città e in Acquedotto-Gad, che guarda caso aveva fatto affiggere lui stesso 14 anni fa». Restano però le multe, da 100 euro l’una, che erano state elevate “solo” da alcune guardie volontarie, a diverse padrone o padroni di cani: «So che tutti hanno pagato la multa - spiega Corradini- non hanno fatto ricorso anche se l’avrebbero vinto perché quelle multe sarebbero illegali, alla luce dei vari pronunciamenti di Tar in tutta Italia». No vogliono forzare la mano, non serve, perché come hanno spiegato «la nostra iniziativa ha già un bilancio positivo per la disponibilità al confronto: di questo dobbiamo dare atto ai nostri interlocutori». «Siamo soddisfatte perché il presidente Calò ha garantito che verranno rivisti i cartelli in tutte le zone della città non solo quelli de Gad». (d.p.)

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