Due comunità piangono unite la ragazza del sorriso
Una folla ai funerali della giovane morta in un incidente Il fidanzato: «Eri energia pura, luce portatrice di luce»
PORTO GARIBALDI. Per l'estremo saluto alla “ragazza del sorriso”, come don Andrè Nayeton ha definito Francesca Farinelli, la 24enne deceduta mercoledì in un incidente in moto, si sono raccolti ieri pomeriggio in preghiera due comunità e i due cori parrocchiali di Comacchio e di Porto Garibaldi.
Quando la bara bianca, sovrastata da un cuscino di orchidee, gardenie e rose bianche ha varcato la soglia, la chiesa di Porto Garibaldi era già gremitissima. A lungo, papà Raffaele, mamma Rosella, che con Francesca trascorreva gran parte del tempo nella conduzione della gelateria di proprietà, e il fratello Mirco, sono rimasti abbracciati alla bara, da cui svettava una foto con quel sorriso radioso. «Questo per noi è un momento drammatico e difficilissimo - ha ammesso don Andrè durante l'omelia -; oggi ho scelto il Vangelo in cui Gesù piange davanti all'amico Lazzaro appena morto, per dimostrare che anche Dio è umano, piange». Tanti i fiori bianchi attorno alla bara e tantissimi gli amici, tra loro anche gli scout di Porto Garibaldi, con i quali Francesca aveva condiviso un anno di attività, che poi, tenendosi per mano, hanno raggiunto l'altare per tracciare, tra le lacrime, il ricordo della loro cara amica.
Ricordando la visita ai genitori, don Andrè ha riportato una frase incisa su un muro della stanza di Francesca: “ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare”. «È un pensiero di Jim Morrison - ha aggiunto il parroco -, un cantautore rock degli anni '60. L'unico sogno di Francesca per la vita, l'ha fatta volare in Paradiso».
Circondati da girasoli, fiori bianchi e da un pupazzo rosa, a cui Francesca era legata, hanno preso la parola il fidanzato Christian e l'amica Alessia. «Francesca era una persona veramente speciale - ha detto Christian -, nel modo in cui guardava gli alberi e il cielo, ha portato la vita dentro ognuno di noi. La vita ci ha chiesto di comprendere, ma ci ha chiesto troppo, lei era una bomba nucleare dentro, era luce e portatrice di luce». Gli applausi dei fedeli uniti nel dolore, hanno accompagnato poi le parole di Alessia: «Ti porteremo dove vorrai e sarai sempre con noi. Quello che vorrebbe è cantare e continuare a ballare ed è quello che faremo». Nuvole di palloncini bianchi si alzano in volo.
Katia Romagnoli
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