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Nuova Carife: per accogliere Bper 700 conciliazioni

Stefano Ciervo
Nuova Carife: per accogliere Bper 700 conciliazioni

Da oggi gli addetti firmano la rinuncia a cause legali Con l’ingresso dei modenesi le prime uscite, già a luglio

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FERRARA. Il salvataggio delle banche venete ha spinto in alto il listino di Borsa e Bper non ha fatto eccezione, confidando oltre che in movimenti sul capitale da parte di Unipol, anche in una chiusura rapida dell’acquisizione Carife. Ci sono ancora diversi passaggi da definire anche se all’interno della banca modenese si percepisce ottimismo sulla possibilità di closing già entro questa settimana o al più tardi la prossima. La definizione della vendita è condizione indispensabile per avviare il piano esodi dei 334 dipendenti Nuova Carife che hanno presentato domanda di uscita incentivata e definire il programma delle chiusure degli sportelli, che promette di essere profondamente diverso rispetto allo schema definito dalla risoluzione.

Il primo passaggio connesso all’avvio di queste procedure è fissato per oggi. Si tratta della prima tornata di conciliazioni rispetto al taglio delle voci del contratto integrativo che, prima dell’accordo di un paio di settimane fa, aveva innescato una pioggia di lettere di diffida nei confronti della banca. Per rimuovere queste diffide ogni firmatario, e si tratta di 703 sugli attuali 850 dipendenti, dovrà siglare una liberatoria di fronte al rappresentante Abi, che oggi sarà a Ferrara apposta per questo.

Una seconda tornata di conciliazioni è prevista per il 6 luglio e chi è già partito per le vacanze avrà una terza possibilità, il 10 luglio direttamente nella sede Abi di Milano. L’accordo sindacale non prevede una soglia minima di firme, per cui i dipendenti che accetteranno la conciliazione si ritroveranno in busta le voci reintegrate, mentre gli altri non penderanno neanche un cent ma potranno poi far causa all’azienda. I sindacati hanno svolto nei giorni scorsi assemblee di sigla, per tastare il polso dei dipendenti, e hanno ovviamente difeso l’accordo: ci si attende un’adesione importante se non plebiscitaria all’intesa.

Questa operazione è formalmente scollegata al piano uscite e all’ingresso di Bper, ma è chiaro che la banca modenese non gradirebbe uno strascico legale con ex dipendenti (è chiaro che gli eventuali rifiuti si conteranno solo tra gli esuberi). In ogni caso, superato questo passaggio e attivato il closing, si potrà avviare concretamente anche il programma di uscite. In corso Giovecca si parla di una prima parte di uscite già a fine luglio, esclusivamente dagli uffici centrali, mentre il grosso si concentrerebbe tra fine settembre e dicembre. Prima di dare il via libera alle uscite di personale dalle filiali, infatti, Bper deve chiarirsi le idee su quanti e quali sportelli chiudere.

Rispetto al piano ipotizzato dalla gestione Capitanio, infatti, c’è la variabile della scarsa presenza in Veneto del gruppo modenese, e delle sovrapposizioni di sportelli Bper-Carife, con molte dipendenze della banca ferrarese in locali di proprietà. Restano poi sullo sfondo le incognite di Roma e Napoli, sportelli di prestigio della vecchia Carife che con la nuova gestione e la fusione con Commercio e Finanza non hanno più un ruolo definito.

In questi giorni, tra l’altro, Bper è sotto i riflettori degli analisti di Borsa per una possibile salita oltre il 10% del capitale da parte di Unipol.



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