Il Pd “arriva lungo” Jolanda saluta e pianifica il futuro
di Davide Bonesi
Democratici e opposizione contestano una scelta già presa Trombin: non contrari all’idea di unirci, contano le persone
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JOLANDA DI SAVOIA. Un duro scontro, davanti ad un consiglio mai così ricco di cittadini curiosi di vedere la (storica) uscita del Comune di Jolanda dall’Unione “Terre e Fiumi”. Da una parte il sindaco Elisa Trombin, dall’altra la capogruppo di Alternativa Civica, Elisabetta Pezzoli, lasciata sola dai colleghi (assenti per impegni di lavoro). La decisione ormai era inevitabile, a maggioranza il consiglio ha votato la Jolexit e così risultano piuttosto tardivi i commenti e comunicati arrivati in queste ore dai vertici del principale partito della provincia, il Pd, considerando che l’intervista in cui la Trombin ha detto alla Nuova che voleva uscire dall’Unione risale alla fine di maggio. Ormai l’altra sera era tardi per cercare di tamponarela situazione, così come pare tardiva la richiesta della Pezzoli di fermare l’uscita e ragionare insieme su pro e contro di questa decisione, ragionamenti che andavano fatti immediatamente, al netto del fatto se sia stata giusta o no la decisione presa dalla Trombin.
Le polemiche sono proseguite ancora ieri con il segretario provinciale del Pd, Luigi Vitellio, che in una nota pone diversi interrogativi sul buco nel rendiconto jolandino del 2016 (“Debiti nati per colpa dell’Unione? Allora perché tutti gli altri Comuni dell’Unione non hanno bilanci in deficit?”), mentre il collega regionale Paolo Calvano utilizza ancora Facebook ponendosi domande sui servizi che riuscirà ora a garantire Jolanda (“Il Comune di Jolanda per i soli servizi sociali spende oggi 176mila euro, quindi come farà con i soli 150mila euro a coprirli senza fare drastici tagli?”).
A tal proposito la stessa Trombin spiega: «Da oggi (ieri, ndr) per noi si apre un nuovo percorso, che sarà il più condiviso possibile, con i cittadini e con i sindacati. Faremo convenzioni con altri Comuni per i vari servizi. Inoltre, non è ancora in vigore la legge che obbliga i Comuni sotto i 5mila abitanti a fare unioni, per cui possiamo ancora fare da soli, ma noi non siamo contrari all’idea di unione, sono le persone che fanno la differenza».
La Trombin ha risposto su Facebook a Calvano e Vitellio parlando di “fallimento di un progetto politico nobilissimo, così come lo concepì il sindaco Davide Tumiati (di Copparo, ndr). Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità, io guardo il futuro».
E sul futuro, degli abitanti di Jolanda, sono tantissimi i dubbi della Pezzoli: «Premesso che non mi piacciono certi modi aggressivi, in cui vince chi alza più la voce. Entro nel merito dei servizi, specie quelli socio-assistenziali: a Jolanda abbiamo 20 persone seguite regolarmente fra anziani in strutture, disabili e bambini in strutture e affido, per una cifra di oltre 170mila euro. In consiglio ho chiesto come faremo a pagare questi servizi ma non ho ricevuto alcuna risposta. L’uscita è stata decisa senza alcun confronto, con noi, con i cittadini, con i dipendenti del Comune, neppure i sindacati sono stati soddisfatti. E poi, se i costi per stare nell’Unione erano così esosi, quando la Trombin era assessore del bilancio nell’Unione non poteva sistemarli o uscire già allora?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le polemiche sono proseguite ancora ieri con il segretario provinciale del Pd, Luigi Vitellio, che in una nota pone diversi interrogativi sul buco nel rendiconto jolandino del 2016 (“Debiti nati per colpa dell’Unione? Allora perché tutti gli altri Comuni dell’Unione non hanno bilanci in deficit?”), mentre il collega regionale Paolo Calvano utilizza ancora Facebook ponendosi domande sui servizi che riuscirà ora a garantire Jolanda (“Il Comune di Jolanda per i soli servizi sociali spende oggi 176mila euro, quindi come farà con i soli 150mila euro a coprirli senza fare drastici tagli?”).
A tal proposito la stessa Trombin spiega: «Da oggi (ieri, ndr) per noi si apre un nuovo percorso, che sarà il più condiviso possibile, con i cittadini e con i sindacati. Faremo convenzioni con altri Comuni per i vari servizi. Inoltre, non è ancora in vigore la legge che obbliga i Comuni sotto i 5mila abitanti a fare unioni, per cui possiamo ancora fare da soli, ma noi non siamo contrari all’idea di unione, sono le persone che fanno la differenza».
La Trombin ha risposto su Facebook a Calvano e Vitellio parlando di “fallimento di un progetto politico nobilissimo, così come lo concepì il sindaco Davide Tumiati (di Copparo, ndr). Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità, io guardo il futuro».
E sul futuro, degli abitanti di Jolanda, sono tantissimi i dubbi della Pezzoli: «Premesso che non mi piacciono certi modi aggressivi, in cui vince chi alza più la voce. Entro nel merito dei servizi, specie quelli socio-assistenziali: a Jolanda abbiamo 20 persone seguite regolarmente fra anziani in strutture, disabili e bambini in strutture e affido, per una cifra di oltre 170mila euro. In consiglio ho chiesto come faremo a pagare questi servizi ma non ho ricevuto alcuna risposta. L’uscita è stata decisa senza alcun confronto, con noi, con i cittadini, con i dipendenti del Comune, neppure i sindacati sono stati soddisfatti. E poi, se i costi per stare nell’Unione erano così esosi, quando la Trombin era assessore del bilancio nell’Unione non poteva sistemarli o uscire già allora?».
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