PORTOMAGGIORE
Platani abbattuti I cittadini chiedono l’accesso agli atti
PORTOMAGGIORE. Non si placano le polemiche per i 13 platani abbattuti dal Comune a Portomaggiore davanti al Nigrisoli. I portuensi continuano a chiedersi se fosse davvero necessario tagliare alberi...
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PORTOMAGGIORE. Non si placano le polemiche per i 13 platani abbattuti dal Comune a Portomaggiore davanti al Nigrisoli. I portuensi continuano a chiedersi se fosse davvero necessario tagliare alberi ultradecennali o se si è agito in maniera troppo leggera e senza confrontarsi.
In tanti infatti sottolineano la mancanza di comunicazione da parte dell’amministrazione. «Non c’è stato nessun avviso, nessuno sapeva che quei platani sarebbero stati abbattuti. Perché non ce l’hanno comunicato? Perché - incalzano i cittadini - non se ne è parlato pubblicamente? Ci si poteva confrontare. Erano malati e pericolosi davvero? Se sì vogliamo vedere i documenti che certificano questa tesi».
Fausto Ghesini, membro del Gruppo di Argenta di guardie ecozoofile di Legambiente (del Circolo Delta Po di Comacchio), spiega che come associazione si stanno muovendo per avere ulteriori spiegazioni a riguardo. «Chiederemo l’accesso agli atti per capire cosa è successo, per vedere se questo abbattimento generalizzato si poteva evitare».
Da parte sua, Nicola Minarelli, il primo cittadino di Portomaggiore, non aveva nascosto la difficoltà, anche “emotiva” di questa operazione ma aveva spiegato: «Tutti gli alberi abbattuti sono in classe C e un terzo degli stessi è in classe B. Si tratta in pratica di alberi che manifestano sintomi, segni o difetti significativi riscontrabili sia visivamente che attraverso indagini strumentali. I risultati - sottolineava - hanno mostrato uno stato di salute in alcuni casi pessimo ed in altri non buono tale da mettere a repentaglio la sicurezza. E comunque tra il 2016 e il 2017 sono stati abbattuti 44 alberi in tutto il territorio e ne abbiamo ripiantati altri 100».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
In tanti infatti sottolineano la mancanza di comunicazione da parte dell’amministrazione. «Non c’è stato nessun avviso, nessuno sapeva che quei platani sarebbero stati abbattuti. Perché non ce l’hanno comunicato? Perché - incalzano i cittadini - non se ne è parlato pubblicamente? Ci si poteva confrontare. Erano malati e pericolosi davvero? Se sì vogliamo vedere i documenti che certificano questa tesi».
Fausto Ghesini, membro del Gruppo di Argenta di guardie ecozoofile di Legambiente (del Circolo Delta Po di Comacchio), spiega che come associazione si stanno muovendo per avere ulteriori spiegazioni a riguardo. «Chiederemo l’accesso agli atti per capire cosa è successo, per vedere se questo abbattimento generalizzato si poteva evitare».
Da parte sua, Nicola Minarelli, il primo cittadino di Portomaggiore, non aveva nascosto la difficoltà, anche “emotiva” di questa operazione ma aveva spiegato: «Tutti gli alberi abbattuti sono in classe C e un terzo degli stessi è in classe B. Si tratta in pratica di alberi che manifestano sintomi, segni o difetti significativi riscontrabili sia visivamente che attraverso indagini strumentali. I risultati - sottolineava - hanno mostrato uno stato di salute in alcuni casi pessimo ed in altri non buono tale da mettere a repentaglio la sicurezza. E comunque tra il 2016 e il 2017 sono stati abbattuti 44 alberi in tutto il territorio e ne abbiamo ripiantati altri 100».
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