Altri venti profughi, spazi ridotti
Per ospitarli si sono razionalizzate le strutture aperte. Oggi vertice dal Prefetto
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Continuano anche a Ferrara gli arrivi dei richiedenti asilo, com’è inevitabile visto l’intensificarsi degli sbarchi sulle coste della penisola. Negli ultimi giorni sono giunti in città venti persone, suddivise tra martedì e ieri, con ulteriore ingolfamento delle strutture di accoglienza ormai alla corda: anche questa volta è stato possibile ricavare lo spazio, tra qualche nuovo letto messo a disposizione e la razionalizzazione degli spazi negli appartamenti già a disposizione, contando anche su qualche uscita dal programma di protezione, ma gli accomodamenti sono sempre più complicati.
Martedì, dunque, sono arrivate quindici persone, tutti maschi, provenienti dall’Africa centrale e dal Bangladesh, alle quali se ne sono aggiunte ieri altre cinque, tra le quali una ragazza nigeriana. Si tratta di giovani tra i 18 e i 22 anni, che sono stati accolti in prima battuta dalla Caritas, in centro città, e poi redistribuiti all’interno della provincia. Fino a ieri sera non c’erano indicazioni di ulteriori arrivi imminenti, ma ormai gli avvisi arrivano con un anticipo di poche ore da parte della prefettura di Bologna, e quindi il sistema locale di accoglienza si è ormai abituato a gestire anche questa emergenza al quadrato.
Oggi è previsto un incontro tecnico in Prefettura per cominciare a vagliare qualche opzione concreta, visto che il bando Asp per reperire nuovi appartamenti (prorogato ormai sine die) non sta producendo risultati, e le uscite sono pochissime: cinque appunto ieri, dopo diverse settimane. Le possibili soluzioni sono sempre le stesse, dal terreno dove collocare container, casette o le mini-tendopoli evocate dal ministero, alla mega struttura semi-pubblica (è sulla bocca di tanti la Casa del pellegrino liberata dall’ospedale San Giorgio, ma serviranno mesi). Certo la spinta del bisogno assoluto porterà per forza a qualche decisione.
Martedì, dunque, sono arrivate quindici persone, tutti maschi, provenienti dall’Africa centrale e dal Bangladesh, alle quali se ne sono aggiunte ieri altre cinque, tra le quali una ragazza nigeriana. Si tratta di giovani tra i 18 e i 22 anni, che sono stati accolti in prima battuta dalla Caritas, in centro città, e poi redistribuiti all’interno della provincia. Fino a ieri sera non c’erano indicazioni di ulteriori arrivi imminenti, ma ormai gli avvisi arrivano con un anticipo di poche ore da parte della prefettura di Bologna, e quindi il sistema locale di accoglienza si è ormai abituato a gestire anche questa emergenza al quadrato.
Oggi è previsto un incontro tecnico in Prefettura per cominciare a vagliare qualche opzione concreta, visto che il bando Asp per reperire nuovi appartamenti (prorogato ormai sine die) non sta producendo risultati, e le uscite sono pochissime: cinque appunto ieri, dopo diverse settimane. Le possibili soluzioni sono sempre le stesse, dal terreno dove collocare container, casette o le mini-tendopoli evocate dal ministero, alla mega struttura semi-pubblica (è sulla bocca di tanti la Casa del pellegrino liberata dall’ospedale San Giorgio, ma serviranno mesi). Certo la spinta del bisogno assoluto porterà per forza a qualche decisione.
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