Nuova Carife, via libera alla cessione a Bper
Compiuti tre passaggi fondamentali: l’ok di Commissione Ue e Banca Centrale Europea. Semaforo verde anche per la ricapitalizzazione. Il closing forse già venerdì
FERRARA. Potrebbe arrivare già nei prossimi giorni, se non già venerdì, la chiusura della lunga procedura di vendita di Nuova Carife a Bper. Giovedì l’operazione ha compiuto un deciso scatto in avanti, mettendo a punto i tre passaggi fondamentali che ancora mancavano per la cessione.
Il primo, il via libera da parte della Commissione Europea: il Dipartimento concorrenza dell’Ue, nel ricordare di avere già approvato, lo scorso aprile, la vendita a Ubi delle altre tre good bank nate dalla risoluzione a fine 2015, ha dichiarato che il processo di cessione della banca ponte ferrarese condotto dalle autorità italiane «è stato aperto e competitivo, e ha selezionato la migliore offerta disponibile». Di conseguenza, «la vendita non comporta alcun aiuto di Stato a Bper». La Commissione ha inoltre ricordato che il business plan di Bper prevede la piena integrazione di Nuova Carife, che quindi scomparirà dal mercato senza creare problemi di distorsione della concorrenza nel mercato bancario europeo.
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Valutazioni che secondo fonti accreditate avrebbero a loro volta contribuito a far arrivare anche l’autorizzazione da parte della Banca Centrale Europea, altro tassello indispensabile per arrivare alla chiusura definitiva del contratto. Quest’ultima dunque appare quanto mai imminente, considerato che sempre ieri è stato raggiunto il terzo step, quello della ricapitalizzazione.
Il 20 giugno il fondo Atlante II aveva acquistato, secondo gli accordi preliminari alla vendita, il portafoglio di crediti deteriorati della banca ferrarese pari a 343 milioni di euro, con un prezzo di transazione (uno dei più bassi toccati tra i salvataggi bancari di questa vicenda) pari a circa il 19%. In questo modo Nuova Carife ha visto entrare nelle proprie casse circa 65 milioni di euro.
A rimpinguare le risorse della Good Bank, garantendone il possesso dei parametri necessari per uscire dalla baia della risoluzione e affrontare il mare aperto del mercato, è ora intervenuto il Fondo di risoluzione, iniettando 295 milioni di capitale addizionale ed emettendo una serie di garanzie per i rischi collegati all’entità acquisita, fa sapere sempre Bruxelles.
La formalizzazione della vendita di Carife alla banca modenese è dunque questione di giorni, se non di ore. Il contratto di cessione era già stato sottoscritto il 1º marzo scorso con l’annuncio, da parte dell’ad del Gruppo Bper Alessandro Vandelli dell’acquisto del 100% del capitale di Nuova Carife dal Fondo Nazionale di Risoluzione, con un patrimonio netto di gruppo almeno pari a 153 milioni di euro, a fronte di un prezzo di acquisto di un euro.
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